La lotta in Quebec contro il dispositivo del debito

In Quebec é in atto da tre mesi un conflitto che oppone studenti, ma ormai anche genitori, professori, disoccupati, lavoratori, e governo regionale. Mentre i mass media si  ingolosiscono per qualunque fenomeno assimilabile a brand quali “occupy” o “indignados”, la lotta degli studenti di Montreal, che ha portato in piazza centinai di migliaia di persone e incontrato la solidarietà dell’intero Paese, non sembra interessare. Eppure questi ragazzi manifestano e si scontrano con la polizia da mesi, hanno già patito qualcosa come 2.500 arresti, hanno costretto alle dimissioni il ministro dell’istruzione Beauchamp, hanno costretto il governo canadese a mostrare il lato oscuro dello stato con una legge (loi 78) che sospende o rende arbitrario il diritto a manifestare e vieta assembramenti serali. Raggruppati sotto diverse sigle di organizzazioni studentesche (C.L.A.S.S.E. la più rappresentativa). Il contendere: la proposta del governo di aumentare le tasse universitarie del 75% in cinque anni. La risposta dei ragazzi: azzerarle nello stesso lasso di tempo.

Abbiamo raggiunto due di loro per un’intervista telefonica:

 

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