L’altra faccia della “sharing economy”: intervista ai lavoratori di Foodora

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Start-up” multinazionale specializzata nella consegna a domicilio di piatti preparati dai ristoranti, Foodora rappresenta l’immagine tipo della nuova “sharing economy“: economia di piattaforma dal volto giovane ed amicale, mette a servizio un flotta di fattorini “autonomi” che muniti di mezzi propri sfrecciano per la città guidati da applicazioni su smartphone.

 

Ma dietro la facciata retorica che presenta la “sharing economy” quasi come un superamento del vecchio rapporto salariato in favore di una “collaborazione” fra “peers“, si nascondono vecchie e nuove forme di sfruttamento: livelli di flessibilità e precarietà estremi, assenza dei più basilari diritti contrattuali, paghe basse, tentativi di reinserimento del lavoro a cottimo, rischi di impresa riversati sui lavoratori, controllo pervasivo dei livelli di produttività, ricattabilità per chi prova ad alzare la testa.

 

Grazie alla testimonianza di alcuni “riders” di Foodora, entriamo nella realtà della “sharing economy” e delle forme di lotta e resistenza messe in atto dai lavoratori del settore

 

Ascolta la puntata di Cattivi Pensieri del 4/10/2016:

 

Prima parte

 

Seconda parte

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