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	<title>Radio Blackout &#187; Comunicati stampa</title>
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	<description>One station against the nation! - 105.250 FM Torino</description>
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		<title>SE HO VINTO / SE HO PERSO*</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 09:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blackout Inside]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel film “I love Radio Rock” (The boat that rock head), l’omonima radio pirata (ispirata all’esistente Caroline) era relegata su un mercantile al largo delle coste inglesi e diffondeva il suo segnale pirata in tutta la “perfida” Albione, seminando qua e là nell’etere perle della storia della musica.
La radio salpa per le rotte pirata fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-medium;">Nel film “I love Radio Rock” (The boat that rock head), l’omonima radio pirata (ispirata all’esistente Caroline) era relegata su un mercantile al largo delle coste inglesi e diffondeva il suo segnale pirata in tutta la “perfida” Albione, seminando qua e là nell’etere perle della storia della musica.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-medium;">La radio salpa per le rotte pirata fino a quando il mercantile non affonda, trascinando l’emittente, ma non il suo suono e la sua attitudine.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-medium;">Radio Blackout non è su una nave, non è in mezzo al mare, e non è una radio pirata.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-medium;"><strong>Oggi</strong>,<strong> 30 giugno 2010</strong>, scade ufficialmente il contratto di concessione che ci concede di stare nei locali dell’attuale (fino a quando?) sede.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-medium;"><strong>Non abbiamo alcun pezzo di carta che ci garantisca un futuro.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-medium;">Siamo in un limbo, non in balia delle correnti, peggio, in balia di voci di corridoio e di voci più o meno burocratiche che assicurano: “la prossima settimana” saremo a capo della vicenda. Una vicenda ormai datata, che ci ha portato alle orecchie di chi si era dimenticato di noi, sulle pagine dei giornali, nei posti amici e in posti che mai ci avevano ospitato e in piazza con oltre 20.000 persone.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-medium;">Lo scenario burocratico che ci si para davanti, se applicato alla regola e con tempestività ben poco italica, potrebbe essere dei peggiori: chiusura, perdita della frequenza, fine, addio, ciao.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-medium;">Stando invece a quanto a si sussurra alle nostre orecchie (e vostre – non abbiamo mai omesso niente né dai microfoni, né nei nostri comunicati), il sindaco Chiamparino avrebbe fatto retromarcia sulle sue posizioni, accettando un rinnovo di concessione d’affitto (i classici 4 anni). Il tutto dopo una serie di irrazionali tabelle e valutazioni che stimano l’immobile con una valore di 13 mila euro, ma che ci fanno perdere tutti i diritti che ( secondo le loro vecchie regole) ci concedevano l’affitto agevolato al 10% di costo.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-medium;">Probabilmente quattro anni di contratto, al 50%; in soldoni, corrispondenti a circa 600 € mensili.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-medium;">Meno delle quote commerciali tradizionali, poco più alto di un’affitto di un appartamento qualsiasi, una cifra impossibile da affrontare per Radio Blackout.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-medium;">Tuttavia non ci sono certezze, possiamo  fare solo supposizioni. Restiamo nel nostro limbo.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-medium;">La realtà supposta potrebbe essere questa: una retromarcia su posizioni già prese, un piccolo contentino per la destra sbraitante con l’aumento dell’affitto e le posizioni di chi proprio non ne vuole sapere di avere voci contrarie, fuori dal coro, scevre e prive di qualunque tipo di velo. Voci senza editori, senza controllo da parte di agenzie pubblicitarie,  senza nessuna genuflessione nei confronti della politica tradizionale di governo o di opposizione.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-medium;">Ridicole paiono le condizioni di questo eventuale rinnovo di concessione. Ridicolo pensare che, alle casse comunali, servano quegli sporchi 4000 € di maggiorazione rispetto al nostro precedente affitto. Ridicolo e poco realistico, vista la realtà economica e sociale di Radio Blackout.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-medium;"><strong>Di sicuro non rimarremo passivi, tutt’altro. Ora più che mai siamo forti e consapevoli delle nostre posizioni e del nostro operato. Consapevoli che il fastidio e il disagio creati siano nulla più e niente meno che quella polvere che sempre viene nascosta sotto il tappeto dai potenti.</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-medium;">Quella polvere che finisce sotto il tappeto della pacificazione sociale e che è formata: dai C.I.E., dagli  immigrati, dai disoccupati, dai sottoccupati e dai precari. Polvere fastidiosa che a volte sfocia in rivolte e ribellioni spesso spazzate con mano militare.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-medium;"><strong>Ora più che mai consapoveli di essere One Station Against the nation. </strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-large;"><strong>Spegni la censura, accendi blackout!</strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-medium;">30/06/2010</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-medium;">LA REDAZIONE DI RADIO BLACKOUT</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: xx-small;">*Disco dei Kina autoprodotto da Blu Bus, 1989. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Radio Blackout Associazione Culturale</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Via cecchi 21/a Torino</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">105.250 fm // 011.24.95.669 // 346.66.73.263 // www.radioblackout.org</span><span style="font-size: xx-small;"> </span></span></p>
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		<title>Perquisizioni ed arresti a Torino</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 18:19:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>yardcore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[All&#8217;alba del 12 maggio 2010 quattro  occupazioni (Asilo, Barocchio, Askatasuna, Mezcal) e diverse  abitazioni private sono state oggetto di perquisizione da  parte di polizia e digos, che hanno inoltre notificato 16 provvedimenti,  di cui 7 arresti: 3  in carcere e 4 ai domiciliari (agenzie). I reati contestati sarebbero resistenza, lesioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;alba del 12 maggio 2010 quattro  occupazioni (Asilo, Barocchio, Askatasuna, Mezcal) e <a href="http://wpop2.libero.it/cgi-bin/vlink.cgi?Id=Fp9wVm6LplFlqost%2BJgm8mE9x8apSXxjljr/ODIOgZNlp5eOtGlU7PyaWFBZ9zcnORoCoK0/dBk%3D&amp;Link=http%3A//piemonte.indymedia.org/article/8691%3F%26condense_comments%3Dfalse%23comment7614" target="_blank">diverse  abitazioni private</a> sono state oggetto di <a href="http://wpop2.libero.it/cgi-bin/vlink.cgi?Id=Fp9wVm6LplFlqost%2BJgm8mE9x8apSXxjljr/ODIOgZNlp5eOtGlU7PyaWFBZ9zcnORoCoK0/dBk%3D&amp;Link=http%3A//piemonte.indymedia.org/article/8691" target="_blank">perquisizione</a> da  parte di polizia e digos, che hanno inoltre notificato 16 provvedimenti,  di cui 7 arresti: <a href="http://wpop2.libero.it/cgi-bin/vlink.cgi?Id=Fp9wVm6LplFlqost%2BJgm8mE9x8apSXxjljr/ODIOgZNlp5eOtGlU7PyaWFBZ9zcnORoCoK0/dBk%3D&amp;Link=http%3A//piemonte.indymedia.org/article/8690" target="_blank">3  in carcere e 4 ai domiciliari</a> (<a href="http://wpop2.libero.it/cgi-bin/vlink.cgi?Id=Fp9wVm6LplFlqost%2BJgm8mE9x8apSXxjljr/ODIOgZNlp5eOtGlU7PyaWFBZ9zcnORoCoK0/dBk%3D&amp;Link=http%3A//piemonte.indymedia.org/article/8692" target="_blank">agenzie</a>). I <a href="http://wpop2.libero.it/cgi-bin/vlink.cgi?Id=Fp9wVm6LplFlqost%2BJgm8mE9x8apSXxjljr/ODIOgZNlp5eOtGlU7PyaWFBZ9zcnORoCoK0/dBk%3D&amp;Link=http%3A//piemonte.indymedia.org/article/8697" target="_blank">reati contestati</a> sarebbero resistenza, lesioni e travisamento, con l&#8217;aggravante di aver  agito in più di cinque, da ricondursi alla giornata del 10 dicembre 2009  quando, a seguito dello <a href="http://wpop2.libero.it/cgi-bin/vlink.cgi?Id=Fp9wVm6LplFlqost%2BJgm8mE9x8apSXxjljr/ODIOgZNlp5eOtGlU7PyaWFBZ9zcnORoCoK0/dBk%3D&amp;Link=http%3A//piemonte.indymedia.org/article/6705" target="_blank">sgombero de L&#8217;ostile in  corso vercelli</a>, ci furono <a href="http://wpop2.libero.it/cgi-bin/vlink.cgi?Id=Fp9wVm6LplFlqost%2BJgm8mE9x8apSXxjljr/ODIOgZNlp5eOtGlU7PyaWFBZ9zcnORoCoK0/dBk%3D&amp;Link=http%3A//piemonte.indymedia.org/article/6711" target="_blank">scontri</a> tra  solidali e forze dell&#8217;ordine.</p>
<p>Ancora un&#8217;azione repressiva contro  chi continua a praticare forme di resistenza e di opposizione attraverso  la pratica dell&#8217;autogestione, dell&#8217;azione diretta e della difesa degli  spazi sociali.</p>
<p>Esprimiamo solidarietà a tutti gli inquisiti, praticandola attraverso  i metodi che da sempre caratterizzano Radio Blackout, garantendo   libera informazione su quest&#8217;attacco al mondo dell&#8217;antagonismo.</p>
<p>Ricordiamo ancora una volta il tentativo di censura nei confronti di  Radio Blackout,con la scadenza del contratto di concessione dei locali  comunali il prossimo 30 giugno, e rivendichiamo come diritto di  informazione la copertura data da questa emittente a quanto stava  accadendo a Torino durante lo sgombero dell&#8217;Ostile il 10 dicembre 2009</p>
<p>La Redazione di Radio Blackout</p>
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		<title>Incompatibilmente Radio Blackout</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 12:36:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>yardcore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 1992 Radio Black out trasmette libera nell&#8217;etere torinese. Da 18 anni si autofinanzia e autogestisce, diffondendo controinformazione e musica, svelando le trame più o meno oscure del potere che vuole reprimere, rinchiudere, cancellare gli individui pensanti e non allineati.
Da 18 anni anima con iniziative, concerti, feste danzanti e cene inebrianti le serate a torino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 1992 Radio Black out trasmette libera nell&#8217;etere torinese. Da 18 anni si autofinanzia e autogestisce, diffondendo controinformazione e musica, svelando le trame più o meno oscure del potere che vuole reprimere, rinchiudere, cancellare gli individui pensanti e non allineati.</p>
<p>Da 18 anni anima con iniziative, concerti, feste danzanti e cene inebrianti le serate a torino e dintorni, dando sempre sostegno, solidarietà e voce a chi non ha voce: dai rom ai prigionieri dei Cie, dalle vittime della psichiatria ai movimenti contro le nocività, dai prigionieri ai precari del lavoro.<br />
Radio Blackout intreccia i suoi percorsi con i posti occupati, i centri sociali, le altre radio libere, i lavoratori, gli studenti, i migranti, l&#8217;antiproibizionismo, la gioia della lotta, i movimenti di liberazione, gli editori indipendenti, la buona cucina, le autoproduzioni, gli stati alterati, i prigionieri politici, l&#8217;antipsichiatria e quanto altro c&#8217;è stato e ci sarà. Per questo, da 18 anni, viene attaccata, vessata, deformata, calunniata da chi teme che si diffonda la libertà di espressione e di essere degli individui. Per questo il comune di torino ha deciso di non rinnovare il contratto d&#8217;affitto definendo il progetto BlackOut  incompatibile con il territorio e per questo è in corso la campagna <strong>SPEGNI LA CENSURA ACCENDI BLACKOUT.</strong></p>
<p>Radio Black Out continuerà ad essere orgogliosamente incompatibile con il potere, con i comuni, con le giunte, con gli assessori e le loro politiche repressive e censorie; perché incompatibile, è  dire che nelle nostre città ci sono dei lager chiamati Cie e far ascoltare le voci dei reclusi.                                                           <strong>Incompatibile,</strong> è raccontare di un mondo migliore, che lotta in difesa della terra</p>
<p><strong>Incompatibile</strong>, è continuare a pensare che di lavoro e di carcere non si debba morire</p>
<p><strong>Incompatibile</strong>, è gridare razzista e fascista a chi ieri ed oggi governa il paese</p>
<p><strong>Incompatibile</strong>, è far parlare gli studenti testimoni della distruzione dell&#8217;istruzione pubblica</p>
<p><strong>Incompatibile,</strong> è credere che l&#8217;autogestione, sia una forma di gestione e di vita</p>
<p>Nonostante il Comune di Torino alla data del 31 marzo 2010 abbia ribadito la sua volontà di non rinnovare la concessione, prorogando al 30 giugno prossimo la scadenza della stessa concessione, con ostinazione e determinazione Radio Black out continuerà a diffondere idee, musica, notizie, appuntamenti, punti di vista, riflessioni, analisi, pensieri, cultura, risate, calore che nessun media main stream ricerca e promuove&#8230;.Per la libertà d&#8217;informazione, Radio Black Out FINO ALL&#8217;ULTIMO RESPIRO</p>
<p>Ascolta, sostieni, diffondi 105.250 fm<strong> </strong></p>
<p><strong>La redazione di Radio Blackout</strong></p>
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		<title>Radio Blackout sotto attacco</title>
		<link>http://radioblackout.org/2010/radio-blackout-sotto-attacco/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 09:55:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel pieno della campagna &#8220;spegni la censura, accendi blackout!&#8221;, ad un mese dalla scadenza prevista del contratto d&#8217;affitto con cui Chiamparino cerca di mettere a tacere una storica voce libera e indipendente della città, Radio Blackout subisce questa mattina un nuovo attacco  censorio e intimidatorio.
Con la scusa di un&#8217;operazione di polizia inconsistente, volta a criminalizzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel pieno della campagna &#8220;spegni la censura, accendi blackout!&#8221;, ad un mese dalla scadenza prevista del contratto d&#8217;affitto con cui Chiamparino cerca di mettere a tacere una storica voce libera e indipendente della città, Radio Blackout subisce questa mattina un nuovo attacco  censorio e intimidatorio.<br />
Con la scusa di un&#8217;operazione di polizia inconsistente, volta a criminalizzare l&#8217;Assemblea Antirazzista Torinese, che da mesi organizza appuntamenti pubblici di protesta contro l&#8217;orrore dei centri di identificazione ed espulsione, la radio viene di fatto sequestrata per più di 6 ore, impedendoci di andare in onda con il nostro consueto palinsesto di quotidiana contro-informazione. Per più di un&#8217;ora è stato anche staccato il segnale radio. Messi sotto sequestro apparecchiature informatiche fondamentali per la quotidiana attività della radio.</p>
<p>La nuova &#8220;grande operazione&#8221;, fatta di 23 perquisizioni, 3 arresti &#8220;cautelari&#8221; in carcere e altre 3 custodie ai domiciliari  è costruita, ancora una volta, su reati di scarsissima rilevanza penale: insulti, reati contro il patrimonio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e una generica associazione a delinquere. Tre dei colpiti da questi provvedimenti sono nostri redattori. A ordire la trama contro i &#8220;nemici pubblici&#8221;, il sostituto Pm  Andrea Padalino, già salito agli onori delle cronache per la proposta razzista di rendere obbligatorie le impronte digitali per gli/le immigrati/e.<br />
Radio Blackout non si è mai sottratta dal denunciare pubblicamente con la propria attività informativa le ossessioni xenofobe di questo pubblico ministero. Non ci stupisce che con la dilatata perquisizione mattutina della nostra sede (e con l&#8217;operazione tutta) il Pm in odore di carriera cerchi anche una personale vendetta.</p>
<p>L&#8217;indagine si sgonfierà presto, il tutto si risolverà ancora una volta in un nulla di fatto. Ma intanto, attraverso la scusa di misure &#8220;cautelari&#8221;, s&#8217;imprigionano e zittiscono le voci scomode. Per parte nostra diamo tutta la nostra solidarietà agli arresati e denunciati. Come mezzo di comunicazione libero e indipendente denunciamo la pretestuosità di un attacco che giudichiamo censorio e intimidatorio. Un attacco che, guarda caso, cade in un momento  particolare della vita di Radio blackout e della stessa città di Torino. Mentre si preparano le elezioni regionali e l&#8217;ostensione della sindone, le contraddizioni che attraversano la città e il territorio circostante restano tutte aperte: crisi, disoccupazione,casse integrazione che volgono al termine, l&#8217;opposizione popolare all&#8217;Alta Velocità, le ribellioni dentro i Cie, il massacro della scuola pubblica. Si cerca insomma  di normalizzare una delle poche voci libere della città.</p>
<p>Ma Radio Blackout non si fa intimidire  e rilancia: la data di scadenza sul tappo continuiamo a non vederla&#8230; Spegni la censura, accendi Blackout!</p>
<p>23 febbraio 2010<br />
La redazione di Radio Blackout</p>
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		<title>INCOMPATIBILE A CHI??</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 15:22:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>yardcore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Radio Blackout è una radio no profit, autogestita in modo volontario, non gode né di finanziamenti pubblici né privati, vive solo dei propri mezzi, grazie all impegno di chi la radio la fa giorno per giorno.
Da&#8217; voce a tutte le lotte sociali (quelle degli studenti, dei loro genitori e dei professori contro la riforma Gelmini; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong>Radio Blackout è una radio no profit, autogestita in modo volontario, non gode né di finanziamenti pubblici né privati, vive solo dei propri mezzi, grazie all impegno di chi la radio la fa giorno per giorno.</p>
<p>Da&#8217; voce a tutte le lotte sociali (quelle degli studenti, dei loro genitori e dei professori contro la riforma Gelmini; degli operai, contro il tritacarne della precarietà e dei licenziamenti; dei migranti, con le battaglie contro i CIE e per il rispetto dei diritti dei rifugiati; per l&#8217;ambiente, contro il saccheggio della città e delle valli vicine, portato avanti dai palazzinari e dai soliti noti), alle minoranze dimenticate che resistono, alle culture, alle controculture ed alle esperienze di aggregazione giovanile (ma non solo), ostacolate dalle istituzioni e scartate o ignorate da tutti i media tradizionali.</p>
<p>Non ci interessa qui entrare nel merito delle beghe e delle argomentazioni capziose che sono state tirate strumentalmente fuori dal Comune di Torino come leva per allontanare l&#8217;incompatibile Radio Blackout dagli spazi di via Cecchi. Riteniamo infatti che non ci sia nulla da aggiungere rispetto alla ricostruzione dei fatti svolta nei documenti pubblici prodotti dalla Redazione della Radio, documenti che su cui noi associazioni, pur avendo ruoli, storie, percorsi differenti da quella di Radio Blackout, concordiamo integralmente per forma e contenuti.<br />
Noi associazioni che da anni ci occupiamo di aggregazione giovanile, di promozione di culture fuori dai percorsi commerciali e consumistici, di percorsi di autogestione ed organizzazione (fine ultimo ed unico questo di un reale lavoro di accompagnamento educativo e sociale), di battaglie contro il razzismo e la xenofobia, di apertura di spazi di incontro fra realtà diverse nel ventre molle della nostra città, associazioni che per di più non ci siamo mai pregiudizialmente o ideologicamente poste contro le istituzioni territoriali in quanto tali, vogliamo esprimere tutta la nostra più incondizionata solidarietà alla Radio, alla sua Redazione ed alla sua battaglia e vogliamo dire che ci sentiamo al loro fianco e lo saremo ancora di più in questo momento.</p>
<p>Chiamiamo tutte le realtà organizzate, i collettivi, le singole individualità critiche e pensanti di questa città, a manifestare nelle forme che riterranno più opportune solidarietà attiva alla Radio, e se lo vorranno a sostenere questo appello contro lo sgombero in guanti bianchi previsto a breve per la stessa, per riaffermare tutti insieme con forza che a Torino, Medaglia d&#8217;Oro per la Resistenza, gli incompatibili non saranno mai realtà come Radio Blackout, ma casomai i vari loschi figuri che invocano ogni giorno la militarizzazione della città e instillano terrore, odio razziale e paura, verso i più deboli, i diversi, i poveri e verso quelli che non si adeguano a questo ordine di cose.</p>
<p>ASSOCIAZIONI FIRMATARIE DELL&#8217;APPELLO</p>
<p><em>Rock e i suoi fratelli, Onda urbana, Osservatorio umanista libera-diversa espressione ed azione, Scrape labs, Associazone umanista alice, High voltage records associazione culturale, Bassa frequenza sala prove, Associazione culturale nuovo club uderground, To locals associazione culturale, Cobas confederazione piemonte, Associazione Nuova Realtà,Circolo Arci di cultura Gay Lesbica Bisessuale e Transgender MAURICE, Gruppo Ahimsa de La Comunità per lo Sviluppo Umano, Cantieri di Pace, Associazione OminoOk (Canalese*Noise Records), Associazione Teatrale L&#8217; Interezza non è il mio forte, Ingengneria senza frontiere &#8211; Torino</em></p>
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		<title>Spegni la censura, accendi Blackout!</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 19:38:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>yardcore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Radio Blackout esce allo scoperto.
Spegni la censura, accendi Blackout!
A 2 mesi dal termine burocratico fissato dall&#8217;amministrazione comunale per il rilascio dello stabile di via Cecchi 21/a (attuale sede dell&#8217;emittente), parte oggi ufficialmente la campagna a sostegno delle libere frequenze &#8220;Spegni la censura, accendi Blackout!&#8221;

Una partecipata tavola rotonda nell&#8217;atrio di Palazzo nuovo per sostenere il diritto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Radio Blackout esce allo scoperto.<br />
Spegni la censura, accendi Blackout!</strong></p>
<p>A 2 mesi dal termine burocratico fissato dall&#8217;amministrazione comunale per il rilascio dello stabile di via Cecchi 21/a (attuale sede dell&#8217;emittente), parte oggi ufficialmente la campagna a sostegno delle libere frequenze <strong>&#8220;Spegni la censura, accendi Blackout!&#8221;</strong></p>
<p><a href="http://radioblackout.org/files/2010/02/blo-adesivo-bn.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1853" title="adesivo spegnilacensura" src="http://radioblackout.org/files/2010/02/blo-adesivo-bn-1024x357.jpg" alt="" width="512" height="140" /></a></p>
<p>Una partecipata tavola rotonda nell&#8217;atrio di Palazzo nuovo per sostenere il diritto della radio di continuare a (r)esistere e denunciare il triste tentativo delle istituzioni cittadine d&#8217;imbavagliare una voce scomoda. Una censura fattuale, uno sgombero in guanti bianchi che non si ha neanche il coraggio di chiamare col proprio nome.</p>
<p>Alcune voci note di questa città si sono esposte, mettendoci la faccia e sostenendo la battaglia che Radio Blackout porta allo scoperto in questa città. Non si tratta qui di essere d&#8217;accordo con tutto quello che Radio Blackout dice, fa o rappresenta.<br />
La posta in gioco è più ampia di un semplice contratto d&#8217;affitto. Si tratta di difendere la stessa libertà d&#8217;informazione, il diritto a continuare ad essere una voce fuori dal coro. Queste le posizioni espresse oggi dal sociologo Marco Revelli, il produttore e musicista Max Casacci (Subsonica), il giornalista GianLuca Gobbi (Radio Flash/Popolare Network).</p>
<p>Radio Blackout non accetta nessun bavaglio, non si fa schiacciare in un angolo ed oggi esce allo scoperto. La prima di una serie di iniziative pubbliche di sensibilizzazione e sostegno che non accettano sconfitte, per il diritto, la necessità dell&#8217;informazione libera. Seguiranno un&#8217;assemblea cittadina e un&#8217;iniziativa a sorpresa entro la scadenza prevista del 31 marzo. Chiuderemo la campagna, ai primi d&#8217;aprile, con un grande concerto in piazza.</p>
<p>Senza alcun compromesso se non il proseguo concreto e tangibile dell&#8217;esperienza di Radio Blackout 105.250 Fm.</p>
<p><strong>La redazione di Radio Blackout</strong></p>
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