Partecipare a Radioblackout

Come avvicinarsi

Come siamo organizzati

Sostegno economico

Trasmettere a Radio Black Out

La tecnologia di Blackout

Gestione degli spazi

 

COME AVVICINARSI

Ci si può avvicinare alla radio venendo a conoscerci alle nostre iniziative.

Se decidete di voler far parte di Blackout potete presentarvi alle redazioni del lunedì sera (dalle 21 in poi) direttamente nella sede di Via Cecchi 21-A, potrete proporci le vostre iniziative (trasmissioni, iniziative, benefit, supporto alle attività, ecc) e farvi anche un’idea diretta di come portiamo avanti il progetto dell’autogestione.

 

COME SIAMO ORGANIZZATI

L’anima di Blackout si è sviluppata attorno alla pratica dell’autogestione, per questo nel tempo, in questo ambiente e in ambienti affini si è fatta la scelta di organizzarci in maniera orizzontale, non gerarchica e non specialistica.

Tale pratica implica la fiducia nelle nostre potenzialità e lo sviluppo delle stesse, e non può sussistere senza la responsabilizzazione e quindi la partecipazione individuale.

Il senso del nostro modo di organizzarci è avverso a imposizioni gerarchiche, deleghe, né tantomeno intende ridursi alla formulazione di elenchi di divieti o di doveri.

Il problema è che un sacco di gente assuefatta più o meno consapevolmente alla logica mercato-utente non sa cosa sia l’autogestione, altri lo sanno ma non riescono a coniugarla con il rispetto delle cose, delle persone e dello sbattimento altrui.

Ci aspettiamo quindi che chi viene qua comprenda appieno cosa significhi il termine “autogestione”, in quanto presupposto necessario.

Se non è possibile gestire questioni tecniche particolari senza possedere la competenze necessarie, nello stesso momento è possibile acquisire queste competenze o collaborare con chi le ha imparando pure cose utili.

Ci siamo organizzati prendendoci ognuno delle responsabilità nei campi tecnici che ci sono più piacevoli e familiari di modo da facilitare la coordinazione dei lavori e tra di noi, la comunicazione oltre che l’attività è diventata questione urgente, soprattutto ora che i nostri spazi e i nostri strumenti si sono ampliati, e con essi le potenzialità.

 

SOSTEGNO ECONOMICO

Chi vuole essere parte del progetto di Radio Blackout, qualunque sia la forma della sua collaborazione, versa un contributo annuale di 100 euro che può anche essere diviso in due rate con scadenze stabilite dalla redazione.

Deve inoltre aiutare nelle iniziative di finanziamento, senza la quale la radio non sopravvivrebbe, e quindi, nel caso tu sia un Dj, non potrebbe esistere nemmeno la tua trasmissione.

Non esiste un modo codificato di aiutare, chi non può o non vuole venire alle iniziative può proporne altre o anche organizzarne in proprio, l’importante è la comunicazione con la redazione.

Meglio ancora che il ognuno (deejay o altro) partecipi alla redazione settimanale, con tutti i suoi limiti ancora il luogo migliore per farsi un’idea dei problemi, degli umori e delle tendenze della radio.

 

TRASMETTERE A RADIOBLACKOUT

In base al principio dell’autogestione, non è ammesso il deejay che si preoccupa solo della sua ora di trasmissione e si disinteressa della vita complessiva della radio, o addirittura la ignora. Un’idea può farsela anche solo ascoltandola ogni tanto.

Emerge quindi l’esigenza di un rapporto più stretto tra redazione e deejay. La prima non può essere solo un capo che ordina, rimprovera o censura e pur rispettando le opinioni di chi trasmette nei limiti delle discriminati della radio, la redazione può e deve intervenire sulla forma e le modalità dei programmi, fare presente tempestivamente i problemi e le mancanze, eventualmente discuterne, e prendere provvedimenti quando è necessario.

Durante la sua trasmissione il deejay può esprimere opinioni su uno degli argomenti trattati dalla radio, ma deve interloquire con chi già lo fa, senza sovrapporsi in modo estemporaneo e fastidioso, e soprattutto deve esprimersi in modo competente, non deve dire slogan solo per dimostrare che anche lui “è dei nostri”, in questo caso è meglio non dica niente, si limiti a riferire correttamente gli appuntamenti. Può esprimere opinioni anche critiche a un movimento di lotta chi al movimento stesso partecipa, è interno al suo dibattito anche fuori dalla radio.

Chi vuole trasmettere farà un mese di affiancamento in un programma già avviato e sperimentato. Invece di occupare uno spazio nel palinsesto a tempo indeterminato venendo una volta sì e due no, oppure continuare mettendo sempre gli stessi dischi alla rinfusa, è meglio programmare un ciclo di trasmissioni di alcuni mesi, poi fare una pausa di riflessione, un bilancio.

Radio Blackout si fonda sul non professionismo. Chi trasmette dai nostri microfoni lo fa per informare su qualcosa a cui partecipa o di cui ha competenza o per divertirsi e far divertire, per il piacere di partecipare a un’avventura collettiva, di contribuire all’esistenza di uno strumento di comunicazione e di socializzazione non omologato con la logica partitica e commerciale.

Molti di noi sono arrivati in radio anni fa avendo solo pochi dischi, invitati da un amico, provando e riprovando, facendosi prestare dischi e commettendo errori. Ma c’era la passione che ci ha permesso di superare l’inadeguatezza, trovare aiuto, fare esperienza.

Ma il non professionismo non deve significare trascuratezza, menefreghismo, mancanza di rispetto per gli altri, le attrezzature e i locali. Un buon metodo per migliorare è concentrarsi su un genere o un filone, prepararsi una scaletta, utilizzare le cuffie per il preascolto, scambiare idee con altri deejay, registrarsi e ascoltarsi. Anche ascoltare le altre radio, come impostano i programmi, come alternano voce e musica, può essere utile. Chi applica questi semplici criteri forse non diventerà mai un deejay professionista, ma certo realizzerà un programma gradevole e simpatico.

E’ necessario che le persone si informino sul come si può trasmettere ed è sempre utile confrontarsi con chi trasmette da più tempo.

LA TECNOLOGIA DI BLACKOUT

Radio Blackout ha effettuato notevoli investimenti e alcuni redattori si sono molto impegnati per introdurre e perfezionare innovazioni soprattutto nel campo dell’informatica.

Le innovazioni hanno implicazioni sia tecniche che politiche e culturali. Abbiamo scelto di adottare software con piattaforma Linux in quanto non legato a logiche consumistiche come ad es. Microsoft. Infatti il codice sorgente di Linux è aperto a chiunque voglia implementarlo e non coperto da copyright. Inoltre ne giova la manutenzione e l’adattabilità dei vari strumenti, ed è possibile “blindare” i pc da possibili attacchi di virus e dalle inopportune modifiche di utenti disattenti o maldestri. Infine le macchine possono rimanere accese per più tempo, senza improvvisi crash del sistema e possono venire utilizzate per più scopi.

Abbiamo alcuni PC in studio che sono dedicati rispettivamente allo streaming, alla bobina/navigazione web, alla registrazione della programmazione imposta dalla normativa Escopost, più altri usati per preparazione di spot, programmi, testi informativi, database, cura del sito web e per gli scopi che man mano risultano necessari. Molti di questi computer sono in rete tra di loro.

Purtroppo per ora una parte della redazione, e nonsolo quella avezza alla tecnologia, si è adeguata passivamente senza capire, con il risultato che le attrezzature sono sottoutilizzate, se succede un imprevisto e sono assenti i pochi esperti nessuno riesce a rimediare.

E’ emersa quindi l’esigenza di una maggior coinvolgimento di tutti nelle innovazioni tecniche e anche se gli “esperti” saranno sempre indispensabili per i problemi più complessi, tutti devono sapere fare almeno le cose essenziali come mandare in diretta una telefonata (che può arrivare in qualunque momento), avviare la bobina su computer quando in radio non rimane nessuno a trasmettere in diretta, accedere alle informazioni condivise ecc.

Abbiamo adottato strumenti elettronici di condivisione delle informazioni in rete, sarebbe utile a chiunque acquisire quel minimo di dimestichezza si da poter beneficiare delle risorse in essi contenuti, sia da poter contribuire al loro arricchimento.

Abbiamo, su supporto digitale, dei manuali a uso di chi trasmette sulle modalità e specificità del linguaggio radiofonico, stiamo preparando dei manuali cartacei per rendere accessibili a tutti gli interessati le risorse che abbiamo costruito e che stiamo ampliando.

Esiste lo spazio e la possibilità di ospitare musicisti o altri durante le trasmissioni. Quando i deejay invitano ospiti con attrezzature musicali suppletive devono avere la competenza tecnica per montarle e smontarle per non creare confusione o addirittura impedire la trasmissione successiva.

La configurazione originaria della sala regia non dev’essere modificata. L’impianto è stato predisposto per dover maneggiare il meno possibile e man mano che si presentano problemi e necessità viene perfezionato dalle persone che fungono da punti di riferimento per la coordinazione delle questioni tecniche.

Quando si presentano dei problemi ogni deejay che ne viene a conoscenza deve comunicarlo a uno dei responsabili del settore specifico.

GESTIONE DEGLI SPAZI

Rispetto, cura, manutenzione, igiene degli spazi sono onere di tutti i partecipanti di Blackout nessuno escluso.