Stato Terapeutico
Stato Terapeutico
critica radicale alla medicalizzazione dell’esistente
Trasmissione a cura di Paola Peste e Marco – In onda tutti i lunedì dalle 17:00 alle 18.30
puoi ascoltarci da ovunque in streaming col PC (clicca qui)
Ci auspichiamo la partecipazione degli ascoltatori con interventi in diretta sia studio che per telefono (graditi accordi precedenti), è possibile combinare interviste che poi trasmetteremo.
Telefono Fisso – 011-24.95.669 (solo durante l’orario di trasmissione)
Telefono Cellulare – 346-66.73.263 (solo durante l’orario di trasmissione)
Per contattarci fuori dall’orario di trasmissione usate solo segreteria telefonica, posta o email:
Segreteria Telefonica – 011-23416254 (per prendere contatti, sempre attiva, solo messaggi no telefono)
Email: nidodelcuculo.blackout@gmail.com
Posta: Stato Terapeutico c/o Radio Blackout, Via Cecchi 21/A, 10100 Torino
NOTA per chi è in ostaggio della psichiatria: leggere nota in fondo alla presente pagina.
.
.
La trasmissione è momentaneamente sospesa. Potete comunque usare l’email e la segreteria scritte all’inizio della presente pagina per segnalazioni collaborazioni o info.
,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,
INFOextra
SCARICA E ASCOLTA la presentazione audio del libro SORVEGLIATO MENTALE e del giornale IL FOLLETTO su Radio Ondarossa (con Mauro e Peste) avvenuta l’1 giugno 2009
http://www.autistici.org/ondarossa/archivio/antipsichiatria/090601antipsichiatria615.mp3
Riforma legge 180 in materia psichiatrica
Ovvero come i dittatori del pensiero, del comportamento, dei costumi e della morale, intendono risolvere i conflitti risultanti dal “non-vissuto” imposto dall’attuale stato sociale.
Carlo Ciccioli presenta: proposta di legge sull’assistenza psichiatrica (per vederlo clicca sull’immagine di hitler)
-
..
-
-
-
-
Nuove morti in psichiatria di cui si è avuta notizia:
Parma: Giuseppe Saladino morto in cella imbottito di psicofarmaci: “Legato al letto in manicomio. Così hanno ucciso mio figlio” :
http://www.lungoparma.com/cronaca_di_parma/52553.html
http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/09/11/11/saladino-altro-caso-24688.html
Torino: Patrizia Bijno muore per complicanze diabetiche a causa degli psicofarmaci
La morte di Patrizia ci è stata segnalata da dei testimoni all’interno del reparto, è avvenuta al principio di ottobre all’interno dell’SPDC del “basagliano” repartino dell’ospedale Mauriziano di Torino. Patrizia era in TSO. Soffriva di diabete da tempo, il diabete è un comune effetto collaterale degli psicofarmaci neurolettici, quasi sempre ignorato o sottovalutato dagli esorcisti del male mentale. In caso di diabete i neurolettici non dovrebbero essere somministrati. Patrizia viveva in una comunità dell’ASL, era stata “presa in cura” nel repartino del dott. Gallino (già inquisito per rimborsi sospetti in psichiatria) e gestito dalla “democratica basagliana” dott.ssa Olessina & Company. Ovviamente per i medici Patrizia non risulta morta a causa dei loro avvelenamento, accanimento e tortura.
Morte di Francesco Mastrogiovanni l’ anarchico ammazzato dagli psichiatri con le loro “cure”, trattamenti tossici, umilianti, invasivi, reclusione e cinghie di contenzione.
MUORE IN REPARTO PSICHIATRICO, AVEVA POLSI E CAVIGLIE LEGATI http://roma.indymedia.org/taxonomy/term/8661
Morte violenta a psichiatria http://napoli.indymedia.org/node/9693
Salerno, morte in psichiatria, Lesioni su polsi e caviglie http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/138938
Salerno, morte all’ospedale psichiatrico. I medici: solo delle falsità http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=69419&sez=CAMPANIA
Reo di disturbo alla quiete, in Tso dopo fuga disperata. Muore in reparto psichiatrico aveva polsi e caviglie legati http://www.liberazione.it/a_giornale_index.php?DataPubb=13/08/2009 Prima pagina
Stimato maestro, due traumi nel suo passato. Lo erano andati a prelevare in forze, pare per disturbo alla quiete. Muore legato in reparto psichiatrico, era fuggito davanti ai carabinieri http://www.liberazione.it/a_giornale_index.php?DataPubb=13/08/2009 Pagina 8
Ieri i funerali del maestro. Tso letale, i magistrati indagano anche gli infermieri http://www.liberazione.it/ Pagina 2
I funerali, In duemila all’ultimo saluto http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20090814&ediz=SALERNO&npag=32&file=obj_2402.xml&type=STANDARD
Il Sindaco: Guidava contromano, ho firmato il ricovero http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20090814&ediz=SALERNO&npag=32&file=obj_2395.xml&type=STANDARD
Pagina su “Il Mattino” http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/sfoglia.php?pbk=1&Date=20090814&Edition=SALERNO&Section=NAZIONALE&Number=32&vis=G
Vallo della Lucania, Salerno- Francesco Mastrogiovanni è morto nel reparto di psichiatria: aveva lesioni profonde sui polsi e sulle caviglie http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/vallo-della-lucania-salerno-francesco-mastrogiovanni-e-morto-nel-reparto-di-psichiatria-aveva-lesioni-profonde-sui-polsi-e-sulle-caviglie-78376/
L´inchiesta sulla morte del maestro di Casalvelino
Mastrogiovanni, in un video i quattro giorni di agonia. Acquisito dal pm l´hard disk della stanza di psichiatria. Primi riscontri sui presunti falsi delle cartelle cliniche http://www.usi-ait.org/index.php?option=com_content&view=article&id=164:vallo-della-lucania-in-un-video-i-quattro-giorni-di-agonia-del-compagno-anarchico&catid=34:archivio-articoli&Itemid=41
Sconfitta l’umanità della parola http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/sfoglia.php?pbk=1&Date=20090815&Edition=SALERNO&Section=NAZIONALE&Number=37&vis=G
Il precedente: Giuseppe Casu, 8 giorni legato, morto d’embolo: occupava la via http://www.liberazione.it/ Pagina 2
Nuovi avvisi di garanzia http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20090814&ediz=SALERNO&npag=32&file=obj_2395.xml&type=STANDARD
Un video nelle mani del pm, sequestrate cartelle cliniche http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20090814&
Comunicato PARACULO e IPOCRITA dell’AipsiMed (psichiatria democratica) sulla morte del prof. Franco Mastrogiovanni nel Spdc di Vallo della Lucania http://www.aipsimed.org/node/4674
Prossimi Argomenti In Programma
Artificializzazione e brevetto dell’esistente, medicalizzazione della terra e OGM. A/H1N1 Influenza dei maiali o influenza dei media? AIDS e terrorismo medico.
-
Argomenti Trattati
17 agosto 2009 –
Azione diretta contro le multinazionali del farmaco: Berna. – Negli ultimi mesi antivivisezionisti mettono in segno alcune azioni. prendendo di mira soprattutto le istituzioni ed i collaboratori di Novartis di Basilea. Info al link http://www.informa-azione.info/il_tormentone_vasella_shac
Sulla Morte di Francesco Mastrogiovanni l’ anarchico ammazzato dagli psichiatri con le loro “cure”, trattamenti tossici, umilianti, invasivi, reclusione e cinghie di contenzione.
18 luglio 2009 – OGM, medicalizzazione della terra e della catena alimentare, il brevetto della natura come fenomeno di neocolonizzazione del pianeta intero ad opera dei nuovi poteri; conseguenze sociali in India e Argentina all’introduzione delle sementi killer e delle sementi OGM prodotte dalle multinazionali; clienti coatti delle multinazionali: obbligo di pagare il brevetto in caso di contaminazione non desiderata (e inevitabile); come rendono schiavi i popoli con l’agroalimentare; la situazione legale in Italia: imposizione della legge CEE che determina ammissibile la soglia dello 0,9 % di OGM anche nel biologico e frode delle dichiarazioni sulla compatibilità tra coltivazioni OGM e no; come attraverso la carne ovvero tramite i mangimi utilizzati negli allevamenti intensivi, l’OGM è già ampiamente entrato nell’alimentazione degli italiani; panoramica su come funziona l’OGM, come viene prodotto e cosa implica per la natura e per lorganismo animale e umano.
Aggiornamento dei dati sul consumo di psicofarmaci in Italia.
25 maggio Commento al seminario con Ron Coleman e alle attività di autogestione della sofferenza interiore. Appello a porre le basi per creare una rete forte di gruppi di mutuo auto aiuto che parta “dal basso” ovvero dagli utenti, oltre che a famiglie e operatori intenzionati ad abbandonare il pregiudizio psichiatrico e i suoi metodi che bloccano e peggiorano le condizioni esperenziali della persona che definiscono “malata” vanificando qualsiasi speranza di vita dignitosa. Occorre abbandonare la relazione paternalistica, occorre trasformarsi da carcerieri o facilitatori del disagio, in facilitatori del processo di riappropriazione della vita delle persone afflitte da problematiche relazionali, diagnosi e/o trattamenti psichiatrici. Operatori e familiari dovrebbero comprendere che solo i diretti interessati, ovvero le persone sotto “trattamento” psichiatrico, sono coloro che possono possedere gli strumenti per sviluppare la “loro” vita, e quindi abbandonare l’idea di avere il monopolio del metodo o delle scelte del diretto interessato quali come vivere, come pensare, cosa fare, come curarsi o meno ecc. Ma sono proprio i “carcerieri” (operatori e familiari) a dover scegliere da che parte stare e permettere che queste persone possano riprendere in mano il timone della propria vita, perchè queste perasone sono “prigioniere dei servizi” e potranno emanciparsi solo se messe in situazione di poterlo fare. Chi fosse interessato a informarsi ci contatti tramite gli indirizzi esposti all’inizio della presente pagina.
Il Codex alimentarius come strumento di controllo degli alimenti e quindi della popolazione su scala mondiale. Che cos’è il Codex Alimentarius? Si tratta di un sistema intergovernativo, una specie di associazione tra i governi del mondo, che si riuniscono per decidere e per codificare (quindi il Codex) le procedure di produzione, i livelli di sostanze inquinanti “ammesse”, gli additivi, l’etichettatura e in genere il modo di produrre e di trattare gli alimenti (quindi Alimentarius).
Il Codex Alimnetarius entrerà in vigore il 31 dicembre del 2009 e potrebbe essere il più grande disastro per la salute umana: determinerà gli standard di sicurezza alimentare e le regole in più di 160 paesi del mondo, cioè per il 97% della popolazione mondiale.
La Commessionedi Commercio Codex Alimentarius (che nel 1994 dichiarò le tossine come nutrienti) è attualmente finanziata e condotta dall’OMS (che appartiene all’ONU) e dalla FAO.
Un insieme di standardinternazionali aventi come scopo la protezione della “salute” dei consumatori, attraverso pratiche nel commercio per:preparati alimentari, semipreparati, crudi, l’igiene degli alimenti, gli additivi, i pesticidi, i fattori di contaminazione, l’etichettatura, i metodi di analisi. Lo scopo recondito è di mettere fuori legge ogni metodo alternativo nel campo della salute, come le terapie naturiste, l’uso di integratori alimentari, di vitamine e di tutto ciò che potrebbe essere un potenziale concorrente per l’industria chimico-farmaceutica.
17 maggio Stralci audio del seminario con Ron Coleman, uditore di voci sopravvissuto alla psichiatria . Il seminario si è svolto a Torino l 13 e il 14 maggio in presenza della crème (crema acida e stantia), della psichiatria torinese esponendo la sua esperienza, il suo pensiero e i metodi da lui adottati per aiutare persone che soffrono dentro, fino al punto di essere etichettati come schizofrenici. Coleman da paziente etichettato come “schizofrenico cronico” si è trasformato in “facilitatore” ottenendo l’80% di successi nell’emancipazione delle persone che ha aiutato e aiuta, La visione e i metodi adottati da Coleman sono diametralmente opposti a quelli praticati in psichiatria. L’esperienza, che da chi ne ignora la natura viene definita “follia”, “mania”, “autodistruttività”, ecc. si ascolta, si interroga, non si spegne, non si reprime, non si corregge, non si sfugge. La diversità si rivendica, non ci se ne vergogna né la si nasconde; la crisi non è una malattia ma una formidabile occasione di cambiamento. Esistono ragioni profonde nell’apparente irrazionalità delle reazioni di una persona che devono essere comprese. Ron viaggia per il mondo diffondendo il punto di vista e la cultura del mutuo auto aiuto tra persone che condividono esperienze simili. I gruppi rigorosamente gestiti dai diretti interessati, permettono a persone che fanno esperienze etichettate in psichiatria come “psicosi” e “schizofrenia” di poter riprendere in mano il timone della loro vita ed emanciparsi come ha fatto lui, che da “paziente cronico e privo di speranze” ha recuperato la sua esistenza non “grazie”, ma “nonostante” la psichiatria e i vari livelli di trauma e stigma imposti dal metodo psichiatrico: “prima di entrare in psichiatria sentivo sei voci, quando ne sono uscito ne sentivo sette”. dice Ron. Un percorso fatto di contenzione, farmaci, elettroshock che però ha avuto una fine, lui è il testimone pubblico di un qualcosa che la miopia della mentalità psichiatrica stenta a riconoscere. Stranamente è stato ascoltato anche nell’ambiente medico (evidentemente la Gran Bretagna ha ereditato più correttamente le idee di Laing di quanto l’Italia abbia fatto con quelle di Basaglia): di fronte al riconoscimento ottenuto dai servizi sanitari bretoni, Ron non può più essere né contraddetto, né screditato, nè etichettato come insano di mente pericoloso o delirante, come succedeva quando ancora era sotto “cura” e come succede a coloro che ora provano a protestare o rivedicare i propri diritti di fronte a uno psichiatra. Ron ha fatto il viaggio di ritorno dall’esperienza in cui si era smarrito, e quindi sa bene cosa è utile e cosa danneggia, cosa porta ad aprirsi alla vita e cosa induce a chiudersi sempre più. Frequentare i gruppi che Ron promuove aiuta a fare a meno dei metodi psichiatrici “tradizionali” e quindi a liberarsi o emanciparsi dai servizi cosiddetti di “salute mentale”. Da quello che traspare nelle sue parole non è possibile creare dall’esterno la “salute”, decidere cosa sia giusto o sbagliato per la persona, continuate con il comportamentismo, la coercizione, i trattamenti farmacologici invalidanti è spingere l’altro a chiudersi sempre più e ad accumulare traumi su traumi; l’unica strada percorribile passa attraverso un percorso di consapevolezza e di lriappropriazione del potere che la persona ha su se stessa e sulla propria vita in un clima di aiuto tra pari (generalmente diagnosticati e in simile situazione). Coleman si dedica anche alla formazione di figure che non sono psichiatri, psicologi, educatori, infermieri, bensì “facilitatori”, ovvero persone comuni che sanno ascoltare, cogliere e implementare il dialogo tra i partecipanti dei gruppi facilitando così il processo di riappropriamento (empowerment: riprendersi il potere) senza interferire con la persona che fa l’esperienza, senza manipolare, modificare, “educare”. E così avviene la “recovery” (riprendersi) semplicisticamente tradotta come “guarigione” (la guarigione in psichiatria equivale invece a “strabilizzazione nella cronicità” o “contenimento dei sintomi”), Ma la recovery, il riprendersi la propria vita, è possibile solo se il diretto interessato lo sceglie volontariamente e non viene impedito nella sua scelta da famiglia, psichiatri e società.
link per sapere di più su Ron Coleman
http://www.roncolemanvoices.co.uk
http://www.workingtorecovery.co.uk
11 maggio A/H1N1 Influenza dei maiali, o influenza dei mass-media, il numero aggiornato delle morti e dei contagi è ancora più basso di quello (già esiguo) presentato la settimana scorsa (20 morti e qualche centinaio di contagiati in forma lieve).
Presentazione di “Liberarsi dalla psichiatria”, ciclo di incontri per comprendere la psichiatria, i suoi metodi e le condizioni che le permettono di imporre iul suo giudizio invalidante sugli individui che esprimono un pensiero o un comportamento non conforme ai modelli sociali imposti. Per fare a meno della psichiatria, del suo linguaggio, dei suoi pregiudizi, dei suoi metodi. Per condividere strumenti e pratiche per difenderci da essa. Per mettere in discussione la stessa natura di tecnica del controllo sociale.
I danni del TSO commento ironico di una ricerca svolta da uno “psichiatria democratico” (clicca qui per leggere l’articolo)
Presentazione degli incontri con Ron Coleman.
Letture dal libro: “Dietro ogni scemo c’è un villaggio” di Giuseppe Bucalo.
4 maggio 2009 A/H1N1 Influenza dei maiali, la pandemia la diffondono i media, Cos’è? un’inflenza come tante, ma anche una delle tante patologie che si creano inevitabilmente all’interno di allevamenti intensivi. Chi muore? Chi stava già male, o era denutrito, o viveva in condizioni igieniche inaccettabili.
27 aprile 2009 Tutte le recenti proposte di riforma dellla legge 180 del 1978 in materia di trattamenti psichiatrici prevedono, chi in una maniera chi nell’altra, di agevolare la pratica del TSO (trattamento sanitario obbligatorio) e di allungarne i tempi, la Ciccioli prevede di eseguire i TSO anche nelle cliniche private e nelle strutture del privato sociale (es. comunità terapeutiche) in perfetta linea con la politica della privatizzazione delle carceri, dell’inasprimento repressivo anche in tema di “prevenzione”. I tempi di TSO contemplati nelle varie proposte variano, a seconda del progetto di legge, da uno a sei mesi (contro l’attuale settimana) detenzione prorogabili di volta in volta a discrezione dello psichiatra. Tutte pongono, espilcitamente o meno, l’accento sulla pericolosità del presunto “malato psichico” considerato a priori pericoloso per sé e per gli altri. Durante la puntata sono state analizzate la proposta Guzzati; Ciccioli; Carrara, Bianconi e Colli; Rizzi e Boldi, tutte sono state concepite con l’idea “curativa” della contenzione e dell’isolamento della persona medicalizzata quando si trova in condizioni di conflittualità relazionale arrivando a proporre (Rizzi e Boldi) monitoraggio psichiatrico sul territorio con schedatura delle persone etichettate come “malate di mente”. Proposte allarmanti, proprio quando già la legge 180 detta legge Basaglia, (legge ampiamente contestata, dato che prevede la pratica coercitiva, e che col pensiero di Basaglia, oltre al nome non ha nulla a che spartire), poichè con l’obbligo di cura permette di eludere qualsiasi diritto umano, operando nei confronti del diagnosticato un’interdizione all’interno della relazione medico-paziente (ovvero relazione paternalista e autoritaria a senso unico), escludendo a priori (esplicitamente o meno) la volontarietà e la scelta delle cure. Sappiamo bene come ogni trattamento psichiatrico non faccia che infliggere nuovi traumi, laddove la società, la famiglia sono autori del primo trauma, i trattamenti psichiatrici lo sono dei traumi che seguiranno; aggiungendo trauma a trauma la psichiatria svela il suo volto di “fabbrica della follia” . Sappiamo già che essa si muove, indirizzando risorse e ricerca, in una direzione molto lontana dalla ricerca del benessere delle persone e della società, ovvero lontana ddal tentativo di risoluzione delle conflittualità. Perchè se la direzione fosse quella per prima cosa occorre considerare la persona nella sua unicità compresa la sensatezza di tutti i comportamenti, perchè l’ascoltare le ragioni della cosiddetta follia è l’unico modo per distruggere l’isolamento delle persone diagnosticate e smetterla di irritarle e spaventarle, non rispettarle. E’ più facile e reddizio, rispetto al risolvere i conflitti riappropriandosi dal basso delle capacità comunicative, etichettare come malattia qualsiasi reazione/comportamento scomodi e chiudere ciò in un istituto o in una gabbia chimica depotenziando le possibilità vitali con gli psicofarmaci. Proposte che spaventano ulteriormente, (come se la psichiatria attuale non spaventasse già abbastanza) perchè in linea con un quadro repressivo di più ampio respiro su tutti i livelli della società.
Smetterer di fumare con l’aiuto del medico, truffe e menzogne, brupropione: l’antidepressivo killer proposto come farmaco per disintossicarsi dalla nicotina.
20 aprile: Resoconto del presidio del 5 aprile davanti al lager psichiatrico OPG di Montelupo (ospedale psichiatrico giudiziario) luogo di maltrattamenti sui detenuti obbligati, come in ogni OPG a condizioni di vita inaccettabili.
http://www.oism.info/it/legge/opg/index.htm
http://www.informa-azione.info/firenze_resoconto_presidio_allopg_di_montelupo
http://www.informa-azione.info/guerra_aperta_allopg_montelupo
Ragazzi torturati nella comunità per minori di Cavanà: lo psichiatra, Ron Shmueli, direttore sanitario della comunità terapeutica per ragazzi afflitti da diagnosi psichiatrica a Pellegrino Parmense viene arrestato in seguito alla denuncia di un educatore. L’accusa è di maltrattamenti ai giovani ospiti cui sono stati somministrati psicofarmaci in modo forzato (il che purtroppo è normale) e anche a scopo punitivo. Il dottor Ron Shmueli è agli arresti domiciliari, altri sette collaboratori del centro sono indagati. A prescindere da questo caso specifico per cui è stato possibile attaccare lo psichiatra in questione, esistono centinaia di comunità per minori che sono delle vere e proprie anticamenre alla manicomializzazione. La sofferenza determinata da cattive relazioni o assenza di relazioni familiari viene medicalizzata, i ragazzi con diagnosi nei neo-orfanotrofi mimettizzati sotto apparenti interventi educativi, quando medicalizzati rendono molto più denaro che se non fossero etichettati con la diagnosi. DDiretta telefonica con una compagna del gruppo Elleboro di Parma.
Intervista Lorenzo Vecchi, l’educatore autore della denuncia
Canava’, I ragazzi testimoniano a Mi Manda Rai 3
Il monopolio del business della cura del cancro, la quale nell’ambiente della medicina ufficiale non ha ancora trovato soluzioni definitive, ma al contrario infligge torture con metodi invasivi. Torture costose e inconcludenti che vengono difese con l’eliminazione della legittimità delle cure alternative. La frode delle statistiche circa le guarigioni. Cenni su altri approcci.
G8 dell’agricoltura Treviso. I ministri dell’agricoltura si sono occupati della stesura di un documento da presentare al G8 per copntinuare il piano di assoggettamento alle multinazionali con il monopolio delle risorse alimentari.
Volantino dell’assemblea contro il G8 dell’agricoltura
30 marzo 2009: Il consenso informato (con letture da “Barelle, i dispositivi mortificanti dell’ospedalizzazione” di Nicola Valentino, commento sulla legge sul testamento biologico, commento sulla medicalizzazione della ricerca del piacere (sondaggi sull’uso di psicofarmaci da parte dei minori), lettura e commento del comunicato che invita al presidio del 4 aprile contro il WPA.
23 marzo 2009: La medicalizzazione della vita, effetti sull’individuo, sulla cultura, sulla società, sulla bio e fisiologicità. Letture e commenti dal libro “Nemesi Medica, l’espropriazione della salute” di Ivan Illich.
4a puntata: Vaccinazioni: il vaccino come iniziazione (battesimo), alla medicalizzazione che accompagnerà tutta la vita. Dal laboratorio dei vivisezionisti al corpo della popolazione su scala planetaria, l’indebolimento dell’autonomia fisiologica e le neopatolgie che i vaccini stessi diffondono. Le operazioni di marketing basate sul terrore con cui le farmaceutiche, coadiuvate dal potere medico, ottengono il pubblico consenso.
3a puntata: Come si sono costituite le lobby del potere medico-chimico-vivisezionista, come hanno liquidato le scuole di medicina dolce dall’inizio del 1900 e come hanno imposto, coalizzandosi con i poteri politici, la loro neoreligione su tutto il pianeta spacciandola per “diritto alla salute” tramite OMS, UNICEF e fondazioni. Come le case farmaceutiche, tramite le fondazioni, hanno ottenuto il monopolio della salute e dell’indottrinamento universitario. Invito alla riappropriazione dei saperi necessari alla vita “dal basso”.
2a puntata: La moralisticizzazione del piacere e ciò che ne sottende, commento sulla nuova religione scientifico-tecnocratica. Considerazioni sulla psichiatria e sulla medicalizzazione del piacere rinominato vizio e poi patologia (tossicodipendenza e borderline), vedi anche articoli in fondo alla presente pagina.
1a puntata: La società patogena: Introduzione generale, la medicalizzazione da quando si è nell’utero a quando si muore. La medicalizzazione di tutte le fasi della catena alimentare e il legame della medicina con lo stato. Cenni sul danno iatrogeno. Lettura di brani tratti da: Istituzioni post manicomiali, un libro di Nicola Valentino in previsione della presentazione del libro a Chivasso (To).
,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,
COME e PERCHE’ STATO TERAPEUTICO
In sintonia col nostro modo di essere e con lo spirito di RadioBlackout non facciamo pubblicità, non siamo collegati a partiti o organizzazioni istituzionali o istituzionalmente compromesse, né con organizzazioni che lucrano tramite la sanità, il sociale o i gruppi religiosi e pseudoreligiosi. La trasmissione è autogestita, autofinanziata e nessuno dei redattori, dj o partecipanti guadagna una lira tramite di essa.
Intendiamo diffondere e promuovere la libera e gratuita circolazione di saperi, idee, informazioni, augurandoci lo sviluppo di capacità critica e di pratiche di autogestione condivise dal basso in un ottica di riappropriazione delle conoscenze in questione. Riteniamo che lo specialismo sia la causa del diffondersi dell’ignoranza interessata (o cultura parziale) che è la causa prima della mancanza di possibilità critiche, rifuggiamo dalla necessità (che lo stato spesso rende obbligo) del delegare allo specialismo.
Riteniamo attuale la visione di un’esistente planetario sottomesso all’attuale dittatura economica gestita di fatto da pochi gruppi di potere. Il potere dei potenti si nutre della paura e della sottomissione dei dominati. Le armi più subdole di tale dittatura sono rappresentate da media, scienza, tecnologia, che si propongono in quanto veicoli di verità e felicità alla stregua delle vecchie religioni con relative caste sacerdotali. Le poche risorse rimaste al pianeta e i saperi via via privatizzati, protetti da copyright. Dove la natura non è brevettabile ecco apparire la natura artificializzata. Nel sentire comune (credenza popolare o collettiva) i saperi possono essere legittimamente divulgati e compresi solo dagli “iniziati” specialisti a cui si delega ogni potere sulla salute, sul benessere, sull’alimentazione, sull’igiene, a tutto beneficio delle caste mediche e tecnologiche. I ”saperi” dell’artificiale hanno soppiantato i saperi innati della gente comune, ovvero degli individui, che ne sono stati espropriati tramite una cultura vampira, fraudolenta, violenta, che non allevia dalle inestinguibili sofferenze, creandone di nuove e peggiori.
Il diritto alla vita o alla salute diviene obbligo all’esistenza e accanimento terapeutico mascherati da pietà. Il pianeta via via sterilizzato, l’autonomia di millenni di evoluzione mutilata, l’organismo e la mente umana costretti alla dipendenza dall’artificiale, si da far sembrare che non si possa vivere senza camici bianchi ed esperti che decidono per tutti.
L’individuo è defraudato a beneficio dell’automa sociale. Burattino operaio dell’economia, incastrato nel soffocante meccanismo sociale, privato di sé sceglie la sopravvivenza obbediente, passiva, vive nel timore. I recalcitranti ingurgitati attraverso meccanismi in cui il braccio medico della legge è sempre presente: quando non trasformata in devianza (cioè criminalizzata) la diversità è medicalizzata e dunque cannibalizzata, schiavizzata, oppressa, strumentalizzata, ricattata. La biodiversità impoverita e sterilizzata dalle biotecnologie, i corpi avvelenati dall’apoteosi della chimica.
Cultura altamente iatrogena, creatrice di mali nel corpo e sofferenza spirituale. Cultura vampira e violenta basata sullo sfruttamento del vivente intero, fraudolenta non mantiene ciò che promette, non alleggerisce presente e futuro ma lo appesantisce, non arricchisce l’esistenza ma la impoverisce per meglio sfruttarla e controllarla in ogni suo aspetto.
Cultura infine imposta, con le buone o con le cattive, i margini di autodeterminazione sempre più impraticabili.
-
EVENTI
Successful Protest of Psychiatric Meeting On Sunday, 17 May 2009, MindFreedom International and the California Network of Mental Health Clients co-sponsored a peaceful protest of the American Psychiatric Association annual meeting in San Francisco.
For a full account of the protest, including photographs, please visit the MindFreedom website:
http://www.mindfreedom.org/apa
11-12-13 settembre 2009 – Sesto incontro per la Liberazione Animale – programma:
http://www.informa-azione.info/sesto_incontro_per_la_liberazione_animale_programma
Liberazione Animale – Aggiornamento settimanale 15/08/09
Potete consultare dettagliatamente sul sito di riferimento http://www.finoallafine.info le seguenti notizie, pubblicate in settimana, riguardanti azioni dirette animaliste ed ecologiste in Italia e all’estero:
15/08/2009 – AGGIORNAMENTO PRIGIONIERI – TRASFERITO DAN AMOS
14/08/2009 – SVEZIA – INCENDIO COLPISCE CLUB DI CORSE PER LEVIERI [incluse foto]
13/08/2009 – STATI UNITI – DANNEGGIATE AUTO E CASA DI UN VIVISETTORE
12/08/2009 – ROMA – ATTACCATE UNA PELLETTERIA, UNA PESCHERIA E MAX & CO.
11/08/2009 – IRLANDA – COLPITO NEGOZIO DI CACCIA E PESCA
10/08/2009 – ROMA – NOVARTIS E VIVISETTORI SOTTO ATTACCO
-
VENERDI’ 19 GIUGNO 2009
Laboratorio Anarchico Perlanera Occupato
dalle ore 19,30 – via Tiziano 2 – Alessandria
(parcheggio stazione, uscita autostrada alessandria ovest, san michele, seguire per la stazione)
ANIMAE IUDICIUM – Inquisizione e psichiatria
INQUISITIO
Spettacolo Teatrale della compagnia Le Streghe del Musinè
Presentazione del libro di Paola Minelli e Maria Rosaria D’Oronzo
Sorvegliato Mentale, effetti collaterali degli psicofarmaci manuale d’uso
nautilus edizioni – recensione
Presentazione del primo numero del giornale
Il folletto
-
-
-
..
-
-
-
-
-
-
..
-
-
-
-
-
-
-
..
-
-
-
-
-
-
-
..
-
-
-
-
CONTRO lo SGOMBERO dell’AMBULATORIO POPOLARE di MILANO
http://www.ambulatoriopopolare.org
La mattina del 10 giugno sono previsti lo sgombero dell’ ambulatorio medico popolare-telefono viola e di un appartamento della casa occupata di via dei transiti 28 a Milano.
La casa fu occupata nel 1979 e rappresenta da 30 anni un sano esempio di lotta per il diritto a un tetto,senza pagarlo CON UN INTERO STIPENDIO, e ad uno spazio di aggregazione.Una lotta necessaria oggi,piu’ di ieri,in una citta che vanta gli affitti e i costi delle case piu’ alti e dove le poche case popolari sono svendute ai privati e subiscono continui aumenti del canone.
L’Ambulatorio Medico Popolarefu occupato nel 1994 e rappresenta 15 anni di lotta per il diritto alla salute contro ogni forma di razzismo ed esclusione.Un patrimonio da difendere oggi piu che mai,di fronte a un governo che taglia i servizi sanitari e che, con le continue campagne razziste contro i migranti,tenta di far dimenticare la crisi e la crescente precarieta’,fomentando l’odio razziale per dividere gli sfruttati e poter meglio fregare tutti quanti.
SABATO 6 GIUGNO FESTA DI QUARTIERE
(Vle.Monza ang. Via dei Transiti) con “spazio petardo”
MARTEDI 9 GIUGNO CENA POPOLARE
MERCOLEDI’ 10 GIUGNO DALLE ORE 6.00 PRESIDIO CONTRO GLI SGOMBERI
dalle 9.30 interventi di Emergency e di realta e soggetti solidali, proiezione del film”Come un uomo sulla terra”
LE STORIE E LE LOTTE NON SI CANCELLANO
VIA DEI TRANSITI 28-MILANO
,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,
E’ uscito il libro: Paola Minelli, Maria Rosaria D’Oronzo SORVEGLIATO MENTALE effetti collaterali degli psicofarmaci, manuale d’uso
Effetti collaterali sulla società, sull’individuo, sul suo corpo, sulla sua esperienza e come disfarsene.
Effetti collaterali di tutti gli psicofarmaciPer richiedere il libro in singola copia o per distribuzione scrivere a: nautilus@ecn.org
LE AUTRICI
Paola Minelli è attivista nella controinformazione sulle questioni psichiatriche e ha esperienza come operatrice socio-sanitaria dissidente in ambito psichiatrico. Maria Rosaria D’Oronzo è coordinatrice del Centro di Relazioni Umane di Bologna ed ex presidente del Telefono Viola di Bologna.
NOCOPYRIGHT
per saperne di più:
,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,
Temi affrontati nelle trasmissioni
estratto dalla seconda puntata:
SULLA MORALISTICIZZAZIONE DEL PIACERE
E CIO’ CHE NE SOTTENDE
di paola minelli
“Un essere umano privato della libertà emozionale trasforma sempre e troppo facilmente la sua capacità creativa in servitù volontaria”
Sergio Ghirardi “Lettera Aperta ai Sopravvissuti,
dall’ economia della catastrofe alla società del dono” Nautilus ed. 2007
Cos’è il “drogato”? Una persona come le altre con una connotazione negativa che le viene data dal contesto culturale, in specifica dalla moralizzazione della ricerca del piacere rinominato vizio, dalla criminalizzazione, dalla spettacolarizzazione e dalla mercificazione di tutto il fenomeno.
La droga in sé non è nulla di speciale, è una merce come tante altre con specifiche qualità legate al piacere che essa offre, ma interessata dai significati aggiunti di cui stiamo parlando.
Non fa differenza se una persona si droga per aumentare un piacere già esistente, per anestetizzarsi dalla sofferenza o per supplire all’insufficienza di prospettive esistenziali. In ogni caso il senso è riassumibile nel concetto di ricerca del piacere. Il moralismo è funzionale al controllo sociale, partorito ed esercitato dagli organi religiosi, adottato in seguito dalle varie classi dirigenti, e raramente praticato soggettivamente ma imposto agli “altri” da entrambi. A ciò concorre la nuova indiscutibile religione, ovvero la “scienza”. La casta medica decide cosa è “salute” (ovvero il “bene” laico) e come ottenerla, e gira a braccetto col potere giuridico. Chi non cura la propria salute risulterebbe quindi essere etichettato di volta in volta come “malato” o “deviante”. Ma la “salute” ha ben poco a che fare con l’istituzione medica la quale allo stato attuale è ampiamente iatrogena (ovvero creatrice di malattie). E’ un fatto che le droghe, se non fossero illegali, avrebbero un potere minimo nella genesi di malattie organiche (che sono le uniche di cui possiamo accertare e quindi accettare l’esistenza). Tali malattie sono determinate infatti dalle difficoltà igieniche indotte dall’illegalità stessa (epatite, aids, infezioni, problemi connessi al taglio della sostanza). Esistono droghe legali molto più dannose e potenti dell’eroina stessa, a cui però non ci si può sottrarre nel momento in cui si è afflitti da diagnosi psichiatrica, ovvero le assunzioni coatte di psicofarmaci neurolettici. In questo caso i parenti, l’opinione pubblica e i medici disapprovano la dismissione. Poi esistono droghe illegali come l’eroina in cui il significato della dismissione è ribaltato: per ottenere consenso sociale smettere diventa d’obbligo, se ci beccano in castagna gli organismi repressivi si sono ben organizzati “imponendo, con le buone o le cattive le cosiddette terapia, rieducazione e risocializzazione”.
Le istituzioni si occupano della cosa con l’intento di nascondere o pacificare i conflitti e le problematiche sociali della cui genesi sono esse stesse responsabili; le abitudini socialmente sconvenienti devono essere colpevolizzate e vi si deve trovare rimedio, lo si fa sostituendo al concetto di ricerca del piacere quello di vizio, il vizio diviene ora malattia, ovvero il peccato da cui occorre redimersi. Questa trasformazione di senso non favorisce la presa di coscienza dell’individuo o il suo benessere, questo risulta ancor più evidente con l’offerta all’assuefazione al Sert o al servizio di salute mentale all’interno del quale l’individuo deve pentirsi riconoscendosi malato e sottoporsi alle “cure” per essere a sua volta accettato in società. Non a caso le ultime proposte di riforma della legge 180 prevedono l’incremento dello strapotere degli “stregoni psichiatri” e una loro ulteriore invadenza nei Sert.
Sa davvero, la rieducazione implicita nelle metodologie della disintossicazione risolvere la sofferenza psichica, relazionale, esistenziale (derivazioni dirette della catastrofe sociale) restituendo l’individuo a se stesso e operando alla presa di coscienza e crescita collettive? No, la manipolazione del punto di vista inaugura l’entrata del “vizioso pentito” in nuovi circuiti di mercato, anche del lavoro, ciò è attuato attraverso il senso di colpa e favorisce l’assoggettamento e l’inerzia intellettuale: l’unica assuefazione che dovrebbe preoccuparci. Il “senso di colpa indotto” dovrebbe essere letto come una vera e propria operazione di marketing.
Le risposte rieducative, socializzanti e medicalizzanti si vantano del reinserimento sociale (ma in quale società?), per nascondere le uniche cose che premono: la mercificazione e il controllo sociale. Da liberi consumatori di sostanze si diventa “malati”, l‘esperienza viene colpevolizzata, banalizzata, l’individuo dev’essere “corretto”. L’attenzione sulle mostruosità prodotte sugli individui da catastrofiche politiche economiche e sociali viene sviata: non è il contesto che è invivibile, ma l’individuo che è difettoso. Ed ecco apparire sul mercato del lavoro innumerevoli “comunità” ed eserciti di educatori. Una società di adulti da “normalizzare e “ri-educare” (piegare al sistema) è segno inequivocabile del fallimento della comprensione del fenomeno e del totalitarismo onnipervadente nell’esistente. Dittatura che si vuole continuare a ignorare e da cui ci si anestetizza con una nuova ideologia di ispirazione cattolica, quindi assistenzialista e di salvazione dalla sofferenza. Ecco apparire ex “peccatori” pieni di speranza per i loro simili. Da soggetto controllato e creatore di capitale “sporco” qual’era nell’illegalità, ora l’ex-drogato diviene parte attiva di un altro tipo di mercificazione e di controllo nuovamente funzionale. Nei circuiti di addomesticamento sociale la persona passa da una falsa ideologia (il diverso) a un’altra falsa ideologia (l’integrato), ed ecco tutta la sua vita ruotare attorno ad un’unico fuorviante tema: la DROGA. La schiavitù volontaria spesso di gioca sull’urgenza che non permette la creazione di autogestione, occorre riuscire ad uscire dal carcere, e lo si fa entrando nel carcere sociale, il carcere oltre le sbarre, in cui si è al contempo carcerati e carcerieri.
Il privato sociale non arriccia il naso nell’offrirsi come alternativa al carcere, anzi si è sviluppato e ha ingrassato le sue tasche appiccicose, molti educatori, tra cui ex-consumatori, sono asserviti al ruolo di carcerieri domiciliari presso le comunità, pentendosi, scegliendo il meno peggio e non schierandosi come avrebbero potuto fare, il perché è proprio nella cultura del “sociale” che si è sviluppata capillarmente con funzioni pacificatorie, anestetizzanti, fuorvianti.
Il cosiddetto fenomeno “droga” e “drogologi” , favorendo l’assoggettamento alle istituzioni è a tutti gli effetti molto utile al mantenimento dello status quo sociale e dei gruppi di potere, economico o repressivo che sia. Ecco sorgere la necessità (mito) per una ri-educazione di massa in cui l’individuo scompare per lasciar posto all’automa sociale.
“Chiunque parli di liberazione dalla dipendenza delle droghe senza parlare della necessità della liberazione dalla società presente, parla con lingua biforcuta (…) Chiunque parli, invece, della riscoperta della stupefazione, come moto irrinunciabile dell’animo lanciato nei difficili percorsi dell’avventura e della fondazione della comunità umana e lo colleghi con la critica radicale di tutti gli aspetti della società capitalista neomoderna e del suo Stato, parla con la lingua diritta, ed è sostenitore della più ampia delle “cure” che si possano ipotizzare. (…) Ed è in questo percorso, e solo in esso, che la materia prima, cioè il cosiddetto drogato, deve ricostituirsi come soggetto, rifiutandosi di essere materia prima, negandosi al senso della colpa, impedendosi di funzionare realmente come materia prima. Sabotando gli architetti ed i muratori che, usandola come mattone, edificano quell’orrore che la droga da sé sola non potrebbe mai costruire”.
NOTA: I corsivi tra virgolette sono frammenti tratti (e in parte modificati) da Riccardo d’Este e Gabriele Pagella “Quel ramo nell’ago di Narco”, quattrocentoquindici edizioni, 1993.
SULLA MEDICALIZZAZIONE DEL “VIZIO” E CIO’ CHE NE SOTTENDE
La Psichiatria
di paola minelli
La psichiatria è come un ragno, paralizza e digerisce la sua vittima nella sua stessa pelle succhiandole interamente l’esistenza.
L’istituzione psichiatrica si è sempre occupata di medicalizzazione delle problematiche sociali, prime fra tutte il vizio, le abitudini socialmente sconvenienti e le “diversità”. Tra essi particolarmente appetibile, il “drogato”: il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, bibbia della psichiatria, cataloga i piaceri, le differenze, i comportamenti, in quanto malattie. Totalmente comprata dal mercato e funzionalmente ad esso, la psichiatria trasforma i piaceri (vizi ) in merce favorendo farmaceutiche, lobby specialistiche e mercato del lavoro a discapito dei malcapitati ex-viziosi trasformati dagli psichiatri in “malati”. Le istituzioni totali sono attualmente rappresentate da carcere e psichiatria (ma anche istituti per anziani, ovvero per persone divenute “improduttive” e quindi “squalificate” e “nascoste”). Anche quando queste istituzioni si presentano “necessarie” e dal volto umanitario o “più umano” la loro anima rimane la coercizione in difesa del potere istituito e quindi della proprietà privata e del privilegio di pochi.
Sappiamo che la psichiatria è erede diretta, in metodi e intenti, della “santa” inquisizione, esemplare nell’imprigionare, torturare e se necessario uccidere l’individuo deviante per costringerlo al “bene” (o alla “ragione”, o conversione a un’idea collettiva), per eliminare il “maligno” dall’anima (guarigione comportamentale). Entrambe sono esecutrici del ruolo di “controllo sociale”, aliene alla molteplicità irrispettosa dell’individuo, nemiche della libertà. Il controllo della cosiddetta “irragionevolezza” e il non ascolto delle sue ragioni d’essere (come se non fosse irragionevole l’attuale modo di intendere la ragione…), così come il controllo dell’abitudine a “farsi” (in cui le vere ragioni del perché ci si fa non vengono contemplate correttamente) include l’annullamento della persona (rieducazione e interdizione farmacologica o giuridica). L’ essenza totalizzante si esprime nel sequestrare l’individuo proprio quando, non riuscendo più a trovare sbocchi relazionali in situazioni oggettive insostenibili, struttura il proprio pensiero e le proprie azioni secondo i bisogni del momento, etichettandola con la “diagnosi” (schizofrenico, tossicodipendente, borderline) e interrompendone l’esistenza autonoma che da quel momento sarà assoggettata al nuovo ruolo imposto e probabilmente controllata in tutti i suoi aspetti. Il riconoscersi malati non è diverso dal riconoscersi “indemoniati, peccatori, tossicodipendenti”. Tutto gioca sul senso di colpa indotto. La psichiatrizzazione permette di rendere funzionale chi è scomodo e trasformarlo in merce (anche sociale e ideologica) annullandone in prima istanza l’individualità. Tutto ciò avviene sotto sembianze umanitarie e paternaliste: la santa inquisizione prometteva il “riscatto dal male” con il rogo, e il consenso pubblico non mancava.
Quali sono le sorti di coloro di cui la psichiatria “si prende cura”? Sa davvero risolvere la sofferenza psichica, relazionale, esistenziale (derivazioni dirette della catastrofe sociale) restituendo l’individuo a se stesso? I risultati, sempre che vogliamo vederli, sono sotto gli occhi di tutti: l’assoggettamento a nuove dipendenze-subordinanze disumanizzanti e ben più subdole crea umani emozionalmente e intellettualmente disinnescati, impossibilitati ad agire profondamente sulla propria vita e sull’esistente (effetto larva, effetto zombie).
La psichiatria droga le persone con sostanze di pessima qualità e più dannose all’organismo (metadone e psicofarmaci) per togliere droghe più piacevoli, ma soprattutto per togliere ogni potere di autogestione e di autonomia sulla propria vita: quando la persona si rivolge allo specialista, la delega da volontaria diviene coatta. Le droghe le decide il “dottore”, le chiama “medicine” e quando ci si sottrae dall’assunzione vengono imposte con la forza con trattamenti sanitari obbligatori (TSO), accertamenti sanitari obbligatori (ASO) e se ci si rifiuta di prendere le loro droghe si viene sottoposti a depot coatti (iniezioni a lento rilascio di neurolettici, ovvero farmaci con effetti lobotomici e paralizzatori del sistema nervoso e quindi del cervello). Le proposta Guzzanti e Cirielli alla riforma della 180 propongono, tra le altre cose, gli arresti domiciliari sanitari, ovvero il TSO a casa propria estendibile di 6 mesi in 6 mesi. Questo è il rischio che corre chiunque entra in un centro di salute mentale a chiedere aiuto: basta un attimo di confusione o smarrimento emozionale, relazionale, razionale per ritrovarsi appioppata la doppia diagnosi e il neurolettico coatto (Haldol, Zyprexa, Risperdal ecc. ecc.) con tutto ciò che ne consegue. Una via eletta a tali medicalizzazioni passa proprio attraverso le comunità dove sempre più spesso si entra pieni di roba o metadone e si esce pieni di psicofarmaci, una scimmia peggiore e meno piacevole.
Un’ultima riflessione su ciò che è stato accettato da quasi tutti: prendere il metadone è medicalizzazione di un piacere poi denominato vizio, è delega, perché non si sceglie la sostanza, la quantità tutt’al più si contratta, i tempi sono imposti: una schiavitù involontaria sovrapposta alla spinta a ripetere a consumare roba da strada. Il metadone è molto più difficile da dismettere, coprire un mantenimento di 200 mg di metadone con la “roba” è pressoché economicamente impossibile, se questa non è schiavitù correggetemi… Il metadone può apparire comodo, può apparire necessario, sicuramente lo è al sistema che cerca pubblico consenso, diminuendo la cosiddetta “delinquenza” che le sue stesse leggi ha creato, rafforzandosi. Ma comodo anche perché la medicalizzazione inaugura l’entrata del vizioso in nuovi circuiti di mercato (anche del lavoro), comodo infine all’inerzia intellettuale che è l’unica assuefazione che dovrebbe preoccuparci.
Alcuni suggerimenti e accortezze molto importanti
Incontrare lo psichiatra nel circuito Ser.T e strutture collegate e sempre più facile, la loro presenza è sempre più invadente e se come si dice, con la legge sul testamento biologico verrà trasformata la legge 180, tale invadenza sarà potenziata. Lo stesso vale all’interno delle comunità. Il termine migliore che abbiamo coniato per definire lo psichiatra è “psicopoliziotto in camice”, anche se si mostrasse vostro amico sappiate che ha un grosso potere sugli altri, maggiore di quello di un giudice, in soli 5 minuti (tempo necessario per scrivere una diagnosi e una terapia) può modificare la vostra vita radicalmente, sempre in peggio. Tirarsi fuori dalla psichiatria è molto difficile, più difficile che interrompere l’uso di eroina o altre sostanze da strada.
- Anche se state male sappiate che l’aiuto psichiatrico è l’aiuto che dà alla società presto o tardi annullandovi (galera farmacologica, manganello chimico, contenzione fisica legati al letto). Voi non starete meglio e grazie alle loro pessime droghe e ai problemi connessi al ruolo di malati che affibbiano, in breve tempo è possibile non essere neanche più in grado di rendersi conto di cosa si subisce (effetti lobotomici quando li si assume, sensibilità alterata ed esasperata quando li si interrompe, i danni al sistema nervoso possono anche essere permanenti, soprattutto con l’andare degli anni).
- Se dovete essere sottoposti a una visita (colloquio) non andateci in momenti in cui vi sentite particolarmente strani (tipo dopo una notte in bianco o dopo aver assunto sostanze eccitanti o psichedeliche).
- Lo psichiatra vi vede sempre malati, quindi se state male, state bene o siete a metà strada per loro questo è sempre diagnosticabile: se costretti a colloqui con psichiatri (o psicologi che lavorano con loro) più vi saprete controllare e non rivelare aspetti del vostro carattere e della vostra vita relazionale, interiore e privata che potrebbero essere utilizzati contro di voi, più sarà difficile appiccicarvi addosso una diagnosi. Potete eventualmente farvi accompagnare alle “visite”. Durante questi incontri evitate sempre di fare confidenze, di parlare di convinzioni personali storiche, scientifiche, religiose, di sesso, suicidio, autolesionismo, cose che possano ricordare la violenza o il pericolo, gente che vi fa del male, anche per fare esempi o per scherzo. L’esperienza rivela che può essere necessario recitare una parte accondiscendente o addirittura allontanarsi per non rendersi rintracciabili.
- Se vi blindano mostratevi compiacenti e non ribellatevi, loro hanno droghe e metodi di contenzione capaci di piegare chiunque, per sfuggire occorre essere furbi e informati.
- Gli effetti di lenimento della sofferenza che vi propongono durano ancor meno di quelli dell’oppiaceo, mentre l’oppiaceo anestetizza i neurolettici “legano”, “paralizzano”, “disattivano”, se ve li impongono fate finta di prenderli e sputateli o vomitateli, se vi rifiutate di prenderli sarete sottoposti a iniezione depot a lento rilascio e sarà molto difficile sottrarsi. Smettere i neurolettici molto spesso significa andare fuori di testa, è un circuito chiuso, una trappola.
- Quando si dismettono le droghe, soprattutto oppiacei, è normale avere “svarioni”, le emozioni si riattivano potentemente, e i pensieri aumentano e con essi possibili confusioni. In quel momento è molto facile essere diagnosticati “borderline”, la stessa cosa vale quando esagerate con pasticche, coca e droghe psichedeliche, potete andare fuori di testa, in quei momenti state alla larga dagli psichiatri.
Se “fuori di testa” ci va qualche vostro amico state vicino a lui da subito e non portatelo in un centro di salute mentale o in un ospedale. Se non vengono medicalizzati tali episodi sono destinati a sparire in pochi giorni, a volte qualche mese, contattate piuttosto qualche attivista dell’antipsichiatria per ottenere informazioni.
,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,
RISORSE PER FARE A MENO DELLA PSICHIATRIA
SENZARAGIONE, www.senzaragione.org
NOPAZZIA – www.nopazzia.it – forum: www.nopazzia.anti-psichiatria.com
OISM, Osservatorio Italiano Salute Mentale – www.oism.info
Telefoni Viola, – http://isole.ecn.org/telviola – www.telefonoviola.it
Centro Relazioni Umane, www.antipsichiatria-bologna.net
Collettivo antipsichiatrico Violetta Van Gogh, http://violetta.noblogs.org
Collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud, www.artaudpisa.blogspot.com
Il Nido del Cuculo, Messina, www.club.it/cuculo/indice-i.html
Contraria-Mente, www.contraria-mente.org
Antipsichiatria Informa-azione, www.informa-azione.info/antipsichiatria
Associazione Penelope, Taormina, (Giuseppe Bucalo) www.associazionepenelope.it
Ass. Nuova Specie (dott. Mariano Loiacono) http://www.nuovaspecie.com – www.mariano-loiacono.oism.info
Ron Coleman www.roncolemanvoices.co.uk – www.workingtorecovery.co.uk
MindFreedom, www.mindfreedom.org
WNUSP, World Network of Users and Survivors of Psychiatry, www.wnusp.net
ENUSP, European Network of (ex-) Users a nd Survivors of Psychiatry, www.enusp.org
IAAPA, International Association Against Psychiatric Assault, www.iaapa.de
,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,.-’-.,
NOTA: Non offriamo aiuto: attualmente, auspichiamo non per molto, a Torino non esistono risorse umane sufficienti per dare un aiuto concreto alle persone che voglionio liberarsi della psichiatria o affrontare i loro problemi esperenziali o relazionali facendo a meno della psichiatria. Nel caso queste opportunità si aprissero o qualcuno fosse interessato a favorire questo tipo di attività manteniamo aperta la nostra disponibilità. Attualmente ci limitiamo a fare informazione e denuncia a beneficio della riappropriazione di sensibilità e cultura, di autogestione, autodeterminazione e sviluppo di sentimento autoidentitario, rifuggiamo l’ottica dell’assistenzialismo. Non ci dedichiamo quindi a ciò che più ci viene richiesto, ovvero aiuto e assistenza, questo vale soprattutto per le tematiche connesse alla psichiatria, dove le persone sono rese non autonome dalla psichiatria stessa che le abitua alla dipendenza da essa; queste persone ci chiedono di essere aiutate ad “evadere” dalla psichiatria ma di fatto ci propongono di sostituirci a psichiatri e psicologi per “guarire”. Noi non accettiamo di entrare in questa dinamica. La nostra opinione è che della propria vita se ne deve riappropriare il diretto interessato, attualmente possiamo solo indicare dove trovare informazioni necessarie a cogliere o creare opportunità, auspicare che si sviluppi consapevolezza e successivamente si formino reti forti di resistenza alla medicalizzazione dell’esistente sulla base di relazioni libere e alla pari caratterizzate dal dono e dalla condivisione dei saperi, ovvero che si formino gruppi di solidarietà, mutuo-auto-aiuto e resistenza alla psichiatria creati dalle vittime di psichiatria e medicalizzazione e non da specialisti per quanto “alternativi” e dissidenti essi siano. Possiamo però offrire i microfoni perché chi lo desidera possa contribuire alla divulgazione delle esperienze, e alla mole di denunce delle pratiche mediche subìte. Possiamo indicare risorse con cui arricchire la propria esistenza e da lì potersi muovere. Oltre che durante le trasmissioni radiofoniche alcune le proponiamo, aggiornandole man mano, in questa pagina .
…