Blocchi a chiomonte

marzo 28, 2013 in L'informazione di Blackout, NO TAV

Anche questa mattina, a partire dalle 6:15, i NoTav si sono trovati alle porte del non-canitere di Chiomonte per bloccare l’ingresso dei mezzi delle ditte appaltatrici dei lavori. Abbiamo sentito
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Domenica 4 Marzo – Tutti in Clarea

marzo 4, 2012 in L'informazione di Blackout, NO TAV

Interventi della giornata di oggi, Domenica 4 Marzo…la protesta continua, dopo le manifestazioni di Sabato e Giovedì.         Oggi il programma prevede: – Domenica 4 marzo ore
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Sabato 3 Marzo – Ancora NO TAV

marzo 3, 2012 in L'informazione di Blackout, NO TAV

Interventi della giornata di oggi…dopo la partecipata assemblea di ieri a Bussoleno il movimento No Tav rilancia nuove giornate di lotte, leggete il programma degli appuntamenti organizzati per oggi e
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No Tav – Blocchiamo Tutto!

marzo 1, 2012 in L'informazione di Blackout, NO TAV

Aggiornamenti audio e contributi dalle varie iniziative in giro…     Ore 23.06 … dopo più di cinque ore, il corteo “selvaggio” di Torino sta per concludersi sotto la prefettura
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Dirette Serali dalla Valle (ore 00.50)

febbraio 29, 2012 in L'informazione di Blackout, NO TAV

Ore 20.15, situazione calda: [audio:http://radioblackout.org/wp-content/uploads/2012/02/intervento_ore_2015_notav.mp3|titles=intervento_ore_2015_notav] ragazzi oddio, ma state guardando i telegiornali? alle 20.37? Ore 21.00, situazione di stallo, continuano ad usare l’idrante colorato, presa bene… [audio:http://radioblackout.org/wp-content/uploads/2012/02/intervento_ore_21_notav.mp3|titles=intervento_ore_21_notav] Ore 21.17, ampio
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Settimana di lotta NOTAV: lunedì e martedì

febbraio 28, 2012 in L'informazione di Blackout, NO TAV

Riassunto dei contributi audio, dalla notte del 27 Febbraio al primo pomeriggio del 28 Febbraio… Come detto dai microfoni, la redazione informativa, che segue da vicino e fisicamente le giornate
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Torino. Il popolo dei tir ancora in sciopero

gennaio 25, 2012 in L'informazione di Blackout

Mercoledì 25 gennaio. Continua lo sciopero degli autotrasportatori iniziato ieri con blocchi di tangenziali e autostrade. Dopo l’incontro con il prefetto i tir sono stati tolti dalle strade ma il popolo dei tir è deciso a incrociare le braccia sino a venerdì.
Il governo minaccia la linea dura, il ministro Cancellieri indica alle prefetture la via della repressione.
Se la situazione della viabilità pare migliorare, si moltiplicano invece le difficoltà per il commercio e le aziende: la Fiat chiude i battenti, generi alimentari cominciano a scarseggiare nei banchi di mercati e supermercati. Indice chiaro di quanto la nostra vita quotidiana dipenda da un meccanismo di circolazione delle merci che esclude la filiera corta, il consumo locale, la riduzione dei trasporti.
Gli autotrasportatori, categoria che si è ampliata a dismisura negli anni, grazie alle esternalizzazioni dei servizi operate dalle grandi aziende si battono contro il caro gasolio, ma, nei fatti la loro protesta è insieme più ampia e generica. È la protesta di chi non ce la fa più ad andare avanti, di chi non vede prospettive per il domani. Un sentire che sta crescendo un po’ ovunque.
Ascoltiamo la testimonianza di Luca, uno dei “padroncini”, che da ieri presidia all’autoporto di SITO:

No Tav. L’autostrada e le reti: voci, testimonianze, riflessioni

dicembre 13, 2011 in Anarres, News Trasmissioni

l’8 dicembre si è fatta la scommessa di allargare il fronte.
Tre concentramenti (Susa, Chiomonte, Giaglione), un unico obiettivo: mettere i bastoni tra le ruote agli occupanti e ai loro complici.
Il giorno prima la questura ha istituito una amplissima zona rossa. La strada delle Gorge è bloccata dai jersey e dalla polizia, anche il ponte sulla Dora a Chiomonte è chiuso. I manifestanti che si radunano a Chiomonte e Giaglione aggirano i blocchi passando per i sentieri: una lunga marcia fatta tante volte. Migliaia di passi hanno segnato queste vie di resistenza e di lotta.
In contemporanea migliaia di manifestanti partono da Susa, diretti all’Autoporto, dove nel gennaio del 2010 sorse un presidio di resistenza alle trivelle.
In testa i bambini con lo striscione che li accompagna sin dal 3 luglio “il futuro nelle nostre mani”, poi tutti gli altri. Lo spezzone anarchico sfila con lo striscione “No Tav. Azione Diretta Autigestione” e un nugolo di bandiere rosse e nere.
Si percorre la statale 25 sino alla frazione S. Giuliano, che, se l’opera entrerà nella sua fase esecutiva, verrà devastata dai lavori. Poi si prosegue sino allo svincolo che conduce da un lato all’autoporto, dall’altro all’autostrada. I bambini proseguono verso l’autoporto e il punto ristoro, tutti gli altri salgono sulla A32.
I No Tav sono tornati sull’autostrada, per denunciare il ruolo della Sitaf, la società che la gestisce e che ha consentito l’apertura di uno svincolo dedicato alle truppe di occupazione e alle ruspe a Chiomonte, mettendo anche i disposizione i terreni per il fortino.
Subito compare un gazebo, un camion con l’amplificazione, una cucina da campo, metri di moquette. Tante famiglie con bambini salgono a loro volta sull’autostrada, sedendosi a mangiare.
Nel pomeriggio viene montato un campo da calcio, con tanto di porte e pallone. Si iscrivono in tanti al torneo No Tav che si svolge per tutto il pomeriggio, tra interventi dal camion, balli occitani e un incrociarsi di discussioni improvvisate. I ragazzi più giovani si danno da fare e costruiscono due sbarramenti nei due sensi di marcia dell’autostrada. Le barricate sono fatte con quello che si trova lì vicino: laterizi, segnali stradali, qualche asse. Un uomo offre i bancali che ha nel cortile: la sua casa è a un chilometro, ma non importa, si fa su e giù. Sull’altro lato si piazzano cassonetti e vecchie piastrelle.
È una grande manifestazione popolare.
Nel tardo pomeriggio cominciano ad arrivare le notizie dalla Clarea. La gente si è radunata lungo le reti e ha cominciato a tagliare: la polizia la infradicia con gli idranti. Poi la consueta pioggia di lacrimogeni. Così tanti che si perde l’orientamento. I boschi sono secchi e gli scoppi dei lacrimogeni innescano numerosi incendi. Yuri si butta in avanti per spegnere: un poliziotto lo mira e lo colpisce allo zigomo con un candelotto. Yuri cade. Sta malissimo: vomita e sanguina. Yuri ha solo 16 anni e vive a Venaus con la sua famiglia, la lotta contro il Tav l’ha respirata per tutta la vita. Viene portato a braccia, ma dovrà aspettare un’ora prima che i poliziotti accettino di soccorrerlo facendolo trasportare su un’ambulanza.
Anche un solidale arrivato da Padova viene colpito al volto: è un operaio di cinquant’anni e probabilmente perderà la vista da un occhio. Un altro ragazzo si spezzerà malamente una caviglia durante la fuga. Decine e decine sono quelli con bruciature di candelotto, soffocati dai gas.
Questa volta la polizia non si accontenta di colpire con i lacrimogeni ad altezza d’uomo. Ad un ulteriore tentativo di forzare le reti, gli uomini dello Stato escono dalle recinzioni ed attaccano i manifestanti, la baita viene riempita di fumo, i feriti portati a braccia per i sentieri.
A fine giornata qualche metro di rete sarà stata tagliata.
I reduci dalla Clarea, stanchi ed arrabbiati, si congiungono con le migliaia di manifestanti che bloccano l’autostrada sin dalla tarda mattinata.
La polizia prova a lanciare un ultimatum, ma tutti se ne infischiano. L’assemblea in autostrada decide di andare avanti sino a mezzanotte.
A mezzanotte si chiude con fuochi d’artificio e tanta rabbia nel cuore per i feriti.

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