Cavallerizza: i cittadini “abitano” l’assemblea in massa. Basterà?

luglio 17, 2014 in L'informazione di Blackout

Quasi 300 persone hanno risposto ieri 16 luglio all’appello dell’Assemblea Cavallerizza 14:45 per dare vita a un momento di dibattito e discussione, che avrebbe dovuto vedere la partecipazione, annunciata da
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Torino: Giardini reali, parcheggi devastanti

giugno 19, 2014 in L'informazione di Blackout

La riqualificazione nel lessico del Comune di Torino si legge speculazione e quando  la giunta Fassino mette gli occhi su un angolo torinese come quello dei Giardini Reali – con
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Passaggi e permessi “democratici” per cementificare Torino

giugno 9, 2014 in L'informazione di Blackout

Questa mattina abbiamo parlato con Andrea del Comitato Snia Rischiosa di San Paolo della manifestazione che sabato pomeriggio, 7 giugno, ha attraversato le vie del quartiere. Il corteo, molto partecipato,
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Sgomberi, degrado e riqualificazione: gli stadi della gentrificazione

maggio 29, 2014 in L'informazione di Blackout

Prendendo spunto dallo sgombero di ieri del bar-libreria Rabél, abbiamo voluto allargare il discorso alle politiche di urbanizzazione che sottendono alle scelte speculative del comitato d’affari politico-finanziario dell’aministrazione torinese, esemplificativo
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Quando manca la salute: tagli e speculazioni

novembre 1, 2012 in L'informazione di Blackout

Nel giorno dell’entrata in vigore delle nuove norme sui medici di base, mentre a Milano la proprietà annuncia il licenziamento di 144 lavoratori del S. Raffaele, a Torino rischia la chiusura il Valdese e, a ruota, potrebbe chiudere anche l’Amedeo di Savoia. Al posto del Valdese sorgerebbe una struttura residenziale per anziani: un buon affare per qualche cooperativa del parco del PD. Non sappiamo che sorte avrebbe l’area dove sorge l’ospedale per le malattie infettive, ma l’essere ai margini di una zona dove la speculazione ha giocato alcune delle principali carte degli ultimi dieci anni non può che alimentare legittimi sospetti.
Questi tagli si aggiungono a quelli già effettuati negli ultimi anni che hanno decretato la fine di ogni ipotesi di sanità territoriale a favore di mega ospedali, ammalati di elefantiasi burocratica come le Molinette.

Ne abbiamo parlato con Stefano, che con altre centinaia di persone ha partecipato al presidio di martedì in difesa del Valdese.

Abitare a Torino tra Imu, sfratti e speculazioni

marzo 21, 2012 in L'informazione di Blackout

Secondo i calcoli fatti dall’assessorato ai Tributi, con le aliquote base, 4 per mille sulla prima casa e 7,6 per mille sulle seconde, il Comune dovrebbe incassare 256 milioni di euro, di cui circa 90 sulle abitazioni di residenza. Allo Stato andranno invece circa 160 milioni di euro. Il conto per i torinesi è di 416 milioni.

Quando a essere in vigore era la vecchia Ici, l’aliquota in vigore sotto la Mole era del 5,25 per mille. Quella prevista per il nuovo tributo è del 4 per mille, ma il decreto “Salva Italia” concede ai municipi di au­mentarla (o eventualmente diminuirla) di altri 2 millesimi. Per Torino, quindi, si potrebbe immaginare un’imposizione si­mile a quella della vecchia Ici. Ma a scom­binare le carte in tavola è appunto la rivalutazione degli estimi catastali. Pren­dendo ad esempio un alloggio popolare di due vani in un quartiere periferico, l’impo­nibile passerà dagli attuali 134.279 euro a 214.846 euro. E su questa verrà applicata l’aliquota maggiorata al 5,25 per mille. Se con la vecchia Ici si pagava infatti 601 euro al netto della detrazione di 103 euro, con l’Imu il contributo salirà fino a 1.128 euro, al quale si dovrà sottrarre una base di 200 euro e un’ulteriore detrazione di 50 euro per ogni figlio al di sotto dei 26 anni fino a un massimo di 600 euro. Nel caso di una coppia senza figlia si passerà comunque da 601 a 928 euro. Un aumento secco del 54 per cento.

Quella sualla casa è sempre più un’emergeza sociale. Tra nuove tasse, fitti alle stelle, mutui capestro sono sempre più quelli che perdono un tetto. Intanto a Torino, dopo le speculazioni di Spina Due e Spina tre potrebbe essere ai blocchi di partenza un nuovo blocco di cemento e affari tra lo scalo Vanchiglia e la Barriera di Milano.
Da molti anni invece non si fanno case popolari, poco fruttuose per la potente lobby del cemento e del tondino.

A Torino tuttavia sta crescendo la lotta per la casa, tra resistenza agli sfratti e occupazioni abitative.

Ascolta l’intervista a Renato Strumia, bancario, sindacalista ed esperto di questioni economich

Firenze: lo sgombero dei Conciatori

gennaio 24, 2012 in Anarres

La scorsa settimana, dopo una mattinata di resistenza, è stato sgomberato lo stabile di via dei Conciatori che ospitava, tra gli altri, il Circolo anarchico fiorentino, i Cobas, l’Unione Sindacale Italiana e il “Progetto Conciatori”.
L’operazione è scattata alle 6 del mattino.
L’intero quartiere Santa Croce è stato messo sotto assedio dalla polizia in assetto antisommossa.
Otto persone hanno resistito sul tetto dello stabile per sei ore, mentre in strada la polizia caricava i solidali radunati sotto. Dopo lo sgombero un corteo ha attraversato le strade del quartiere.
I “conciatori” avevano ospitato negli anni decine di iniziative aperte ad un quartiere progressivamente svuotato dalla speculazione, che caccia i poveri per far posto a residenze di lusso.
Lo stesso destino riservato ai “conciatori”, messo in vendita, senza consultare le realtà sociali e politiche che vi operavano, e svenduto all’immobiliare “Toscotre”, che si è costituita “ad hoc” soltanto tre giorni prima dell’asta.
La “Toscotre” si è aggiudicata l’immobile (1700 m2) ad un prezzo stracciato: 1150 euro al m2. Praticamente un prezzo da casa popolare, per fare appartamenti e uffici che verranno rivenduti ad un prezzo almeno cinque volte più alto.
Lo stabile era occupato dal 1980. Ma le iniziative dei “conciatori” vanno avanti, decise a riprendere il loro percorso di autogestione e lotta.
Ne abbiamo parlato con un compagno dell’USI, Claudio Strambi

Il perverso gioco del rating

gennaio 17, 2012 in Anarres

L’abbassamento del rating dell’Italia e quello – annunciato ma non fatto – della Francia hanno animato la scorsa settimana. Ne abbiamo parlato con Francesco Carlizza, che ci ha aiutato a districarci nella giungla di anglicismi e cifre che decide il destino di miliardi di esseri umani.
Le agenzie di rating – quelle importanti – sono solo tre. In tre controllano il 96% del mercato. La prima è Standard’s&Poor che ne controlla circa il 40%, Moody’s che arriva al 39% e Fitch che si aggiudica il 16%.