La Grecia sotto ricatto

Scritto dasu 7 Febbraio 2012

Spyros Marchetos, docente di storia delle idee alla Aristotle University of Salonicco percorre con noi la parabola drammatica di un Paese, la Grecia, che da febbraio 2010 è sotto la pesante tutela di Fondo Monetario internazionale, Banca Mondiale e Unione Europea.

Questa fase storica nota ormai come crisi del debito sovrano, è caratterizzata da politiche volte all’impoverimento dei livelli di vita e di abbassamento generale della remuneratività dei salari a livello degli operai cinesi, considerati come il termine cui guardare per restituire competitività all’industria europea. Si persegue insomma una svalutazione monetaria attraverso la svalutazione delle vite dei produttori reali della ricchezza sociale: i lavoratori. Oltre a  una sistematica privatizzazione e svendita di settori strategici della ricchezza nazionale: energie, trasporti e sevizi. Alla base di questo piano sta l’idea che le banche siano le legittime proprietarie della ricchezza nazionale. La Grecia funge in qualche maniera da apripista di strategie che coinvolgeranno man mano molti paesi europei, con i popoli lasciati fuori da qualunque pur modesto ruolo nel meccanismo decisionale. Appare sempre più evidente che la Grecia sta sprofondando in una miseria dalla quale non si solleverà mai più e che l’unico modo di fermare questo meccanismo è il rifiuto del pagamento del debito: cosa per altro cui la Grecia si era già decisa durante la crisi del debito del 1982. Un paesaggio a tinte scure dunque ma squarciato dalla luce della possibilità. Possibilità che in qualche misura stanno germogliando nella cultura e nella pratica del conflitto che i Greci stanno sperimentando nelle lotte di questi ultimi anni e che resta da valutare se sapranno imprimere all’organizzazione insorgente un salto qualitativo indispensabile.
 
Ascolta l’intervista:
 
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