UIn minimo comune denominatore europeo

Scritto dasu 28 Maggio 2013

mqdefault Le recenti sollevazioni nella periferia di Stoccoma, in Svezia, seguite all’uccisione di un uomo di 60 anni da parte della polizia svedese, la diffusione di un video in cui le guardie carcerarie ammazzano di botte un detenuto in Belgio, il pestaggio brutale di alcuni ragazzini a Roma per avere affisso un manifesto astensionista che inneggiava a Bresci…

Sono solo alcuni dei tanti episodi accaduti negli ultimi giorni ma che che scandiscono una più generale attività violenta e continua degli apparati di Polizia. Un dato comune a livello europeo, dove, nonostante le differenze di grado, si intuisce un comune utilizzo di queste forze come unico e ultimo presidio istituzionale dopo il progressiva e sempre più insistente ritiro del welfare di keynesiana memoria. Un processo che non rtisparmia le social-democrazie del centro e del nord Europa, indicati da tanta sinistra nostrana come fulgidi esempi di “buon governo” e polizia “democratica”.

Su questi temi abbiamo fatto una chiacchierata con Alessandro Dal Lago, docente di sociologia all’università di Genova

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