Turchia. La resistenza continua

Scritto dasu 12 Giugno 2013

istanbul-polizia-riprende-piazza-taksimDopo il violento sgombero di ieri, in serata piazza Taksim si è riempita di decine di migliaia di manifestanti che si sono scontrati con la polizia per tutta la notte. Centinaia di agenti anti-sommossa con mezzi blindati, cannoni ad acqua e gas lacrimogeni, hanno combattuto per otto ore contro le decine di migliaia di manifestanti tornati sulla piazza simbolo della rivolta di queste settimane.
Duri scontri nella notte anche ad Ankara.
La durezza della repressione è nelle cifre. Centinaia di arrestati, 120 feriti di cui sei gravi, circa 50 avvocati della difesa incarcerati.
Erdogan ha definito «vandali» e «terroristi» i manifestanti scesi in piazza in tutto il paese per chiedere le sue dimissioni, ma, nonostante il grande uso della forza, non è ancora riuscito a fermare la rivolta. Una rivolta molto differente da quelle che hanno segnato le primavere arabe, in cui hanno finito con il prevalere le forze islamiche.
Piazza Taksim è più simile a Puerta del Sol che a Tahrir, i ragazzi di Gezi Park sono laici ed animano una una rivolta antislamica, le cue ragioni mettono insieme un fronte ampio.
L’opposizione ai progetti di gentrification di vaste aree urbane, il moltiplicarsi di dispositivi di controllo sociale volti a disciplinare la vita quotidiana secondo i canoni imposti dalla religione, la durezza delle condizioni dei lavoratori, obbligati a salari da fame in un paese in piena espansione sono alcuni tasselli del complesso mosaico della rivolta.
Per la prima volta il sapiente miscuglio di tradizione e sviluppo tipico dell’era Erdogan viene spezzato, portando in piazza sia la vecchia guardia kemalista, sia componenti islamiche dissidenti, che socialisti ed anarchici. La partita è aperta.

Ne abbiamo parlato con Stefano, attento osservatore delle dinamiche geopolitiche e sociali.
Con lui abbiamo approfondito le dinamiche della politica estera di Erdogan, segnate dal tentativo di candidarsi a paese leader dell’area sunnita, mantenendo sul filo del rasoio la propria alleanza storica con i paesi della NATO.

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2013 06 12 stefano turchia

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