Tav. Il gioco delle tre carte
Scritto dainfosu 4 Luglio 2013

Nel pacchetto del “fare” licenziato la scorsa settimana dal governo Letta, le voci di spesa per la Torino Lyon previste per i prossimi tre anni sono scomparse. In realtà non sono soldi veri ma prestiti ottenuti dalle banche per coprire i costi. Vi è stato uno speostamento di queste risorse verso opere immediatamente cantierabili e la promessa che l’impegno per la nuova linea ad alta velocità verrà mantenuto.
In Francia, dove già lo scorso anno la Corte dei Conti si pronunciò in modo negativo sull’opera, lo scorso 27 giugno sono stati resi noti i risultati della Commissione Duron sulle opere infrastrutturali prioritarie per la Republique. Il giudizio della commissione è negativo: l’opera è inutile, perché il traffico attuale non giustifica una previsione di incremento tale da rendere necessario un investimento così forte. La Commissione non si pronuncia sul tunnel di base, perché questa parte della linea è oggetto di trattati transnazionali.
Con ogni probabilità il governo francese il prossimo 7 luglio adotterà uno dei due scenari prefigurati dal rapporto Duron, quello che ritiene possibili investimenti infrastrutturali per 400 miliardi. In questa spesa non sarebbero comunque compresi i lavori per il Tav da Lyon alla frontiera.
Ne abbiamo parlato con Luca Giunti, naturalista e consulente della Commissione tecnica della Comunità Montana Valli Susa e Sangone e delle associazioni ambientaliste.
Ascolta la diretta:
2013 07 03 luca giunti fare e duron
