Tav. Sabbia negli ingranaggi

Scritto dasu 4 Settembre 2013

tav-interna-nuovaIl cantiere di Chiomonte, area militarizzata, isolata, chiusa da filo spinato, custodita da militari con carri armati e idranti, serrata tra i cancelli di strada dell’Avanà e il ponte di Clarea, accessibile solo a piedi ai normali visitatori, ma con accesso privilegiato dall’autostrada per le truppe e per le ditte collaborazioniste, sul piano militare è difficilmente attaccabile. Ma il cantiere non sono solo le strutture in Clarea sono anche i rifornimenti di carburante e cemento, gli operai che dormono e cenano altrove, le ditte che hanno sedi ed impegni anche in altre zone. Conoscere bene i meccanismi che fanno funzionare il cantiere è indispensabile per incepparli.
In Valle ci sono tanti occhi e orecchie che da sempre amano il proprio territorio e lo osservano. Questi sguardi sparsi necessitano di un coordinamento che li renda accessibili a tutti coloro che lottano contro quest’opera inutile e devastante.
Da agosto è partito un lungo a paziente lavoro di monitoraggio del cantiere, che verrà periodicamente pubblicizzato con dossier e post sui siti d’area.
Ogni lunedì a Venaus si volgono riunioni pubbliche, aperte a tutti gli interessati, per fare il punto collettivamente.
In rete è girato un appello che vi riportiamo sotto.
Ne abbiamo parlato con Daniele, un attivista No Tav dell’alta valle.
Ascolta la diretta:
Daniele Val Susa

Appello
Le mobilitazioni di questo inizio agosto contro i trasporti dei pezzi della “talpa” hanno evidenziato l’importanza di organizzarci meglio per il monitoraggio del cantiere. Quello che è mancato – crediamo – è stata una conoscenza precisa delle modalità dei trasporti, per potersi mobilitare con efficacia, senza perdite di tempo, falsi allarmi, spostamenti inutili ecc.

È fondamentale, in vista delle prossime iniziative, raccogliere informazioni sul funzionamento del cantiere: quali ditte ci lavorano, dove hanno sede, che percorsi fanno, con quali mezzi, in quali orari ecc., e ciò per ogni aspetto: dalla “sicurezza” alle forniture di cibo, cemento, materiali e servizi vari….

Per fare questo sono necessarie:
1) la partecipazione di tutti coloro che hanno tempo, competenze, attrezzature per raccogliere informazioni, fare ricerche, appostamenti, fotografie, filmati…
2) l’organizzazione di un gruppo di lavoro che riesca a raccogliere, confrontare ed elaborare tutte le informazioni per poi “restituirle”, verificate e ordinate, al movimento.

Rilanciamo quindi a tutto il movimento no tav (e in particolare a tutti coloro che già hanno informazioni da condividere) un appello a collaborare per creare insieme una rete – agile ed efficiente anche a lungo termine – per la raccolta e l’elaborazione delle informazioni (che, tra l’altro, dovrebbero essere informazioni pubbliche!).
Le forze le abbiamo, ne siamo certi, dobbiamo solo imparare a coordinarle! Perché il “mostro Tav” è di fronte a noi, ma se non sappiamo come funziona difficilmente riusciremo a bloccarlo!

Prossimo appuntamento: Presidio di Venaus, lunedì 9 settembre, ore 21
.

Contrassegnato come:

Radio Blackout 105.25

One station against the nation

Current track
TITLE
ARTIST