Not oil the Arctic…
Scritto dainfosu 3 Ottobre 2013

Le trivelalzioni della Gazprom sarebbero le prime della storia in quel mare, i cui equilibri sono già precarissim, con i ghiacci che si stanno sogliendo e i mutamenti climatici dei tornado…
Gli attivisti si erano avvicinati in modo pacifico, come da tradizione di Greenpeace, ma la reazione è stata immediatamente spropositata con uso di idranti e anche dopo l’arresto, avvenuto con minacce di pistole e coltelli e sequestro delal nave. I 30 attivisti sono sottoposti a regime carcerario preventivo per due mesi e 5 di loro sono già stati rinviati a giudizio ieri con la spropositata accusa di pirateria che comporta il rischio di 15 anni di galera. Viene così sanzionato pesantemente un diritto di protesta che tutti dovrebbero avere; una forma di intimidazione esagerata che trova l’organizzazione internazionale pronta a non arrendersi e a tentare di riportare a casa gli attivisti incarcerati.
Le iniziative di solidarietà sono cominciate in tutto il mondo e anche in Italia ne saranno messe in atto alcune a sostegno in particolare di Christian D’Alessandro, un militante di Greenpeace napoletano attualmente trattenuto nelle prigioni di Murmansk senza che i media mainstrem ne parlino, colpevole anche lui di aver usato la sua coscienza. Se ci fosse una maggiore attenzione del pubblico, si potrebbe sperare che le pressioni su Gazprom e sulle istituzioni repressive potrebbero ottenere qualche risultato per salvare Christian e anche il mar Artico.
Abbiamo sentito su questi argomenti Cristiana D’Elia, respoonsabile della Campagna Mare di Greenpeace per l’Italia
