Giuseppe Uva. A giudizio poliziotti e carabinieri

Scritto dasu 12 Marzo 2014

giuseppe uva-6Colpo di scena al tribunale di Varese. Doveva essere una mera formalità: il PM chiedeva l’archiviazione dell’inchiesta sulla morte di Giuseppe Uva, il Gip confermava e un bel colpo di spugna avrebbe asciugato il sangue di un uomo entrato vivo nella caserma dei carabinieri, finito in repartino e morto poco dopo.
Il GIP ha invece disposto l’imputazione per omicidio preterintenzionale e arresto illegale per gli otto carabinieri e agenti di polizia indagati per la morte di Giuseppe Uva.
Uva era morto il 14 giugno 2008 all’ospedale di Varese dopo avere trascorso parte della notte nella caserma dei Carabinieri.
Da sei anni la sua famiglia si batte per sapere la verità.
La sorella dell’uomo ha impiegato tre anni per ottenere una nuova autopsia sul corpo del fratello.
Il 28 giugno dell’anno scorso il giudice Orazio Muscato ha assolto un medico accusato di aver provocato la morte di Uva in seguito alla somministrazione di un farmaco.
Nessuno sa perché Uva quella notte fosse stato trattenuto in caserma per oltre tre ore, nonostante a suo carico ci fosse soltanto una denuncia per disturbo della quiete pubblica. Un fatto è certo: Giuseppe Uva in quella caserma è stato pestato duramente.
Per la sorella Lucia, che in questi anni ha dovuto affrontare l’ostilità degli apparati giudiziari e polizieschi, il rinvio a giudizio dei carabinieri e poliziotti è una buona notizia. Un sogno di giustizia che si avvera. Per chi invece pensa che la giustizia vera sia ben lontana da tribunali e caserme, c’è l’umana solidarietà per chi, come lei, ha affrontato la strada durissima di chi ha deciso di non tacere, di non piegare la testa di fronte all’assassinio di un proprio caro.

Ascolta la diretta con Lucia Uva:

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