Abitare e lavoro stagionale migrante in Piemonte
Scritto dainfosu 28 Aprile 2014

L’iniziativa di ieri, 27 aprile, si è svolta in aperta contrapposizione alle logiche dell’emergenzialità e dell’assisitenza con cui le istituzioni e le amministrazioni locali si ostinano a voler “gestire” la mobilità, spesso forzata, di migrant* e rifugiat* in cerca di lavoro nelle campagne piemontesi. E’ molto importante sottolineare come anche in Piemonte – dove le condizioni di vita e sfruttamento sembrano molto distanti dalle situazioni di Nardò, Foggia, Rosarno o San Ferdinando – persone migranti, rifugiate, richiedenti asilo, rappresentano un comodo bacino di manodoopera “eccedente” per le aziende agricole, anche laddove i processi di sfruttamento ed accumulazione non passano necessariamente attraverso lo “strumento” del caporalato visibile e identificabile.
Al termine del 4^ incontro – strutturato in tre tavoli tematici: lavoro / auto-organizzazione; casa / abitare; comunicazione/ boiccottaggio – è nato il Coordinamento Lavoro Bracciantile Piemontese.
Questa mattina abbiamo parlato di questa iniziativa con con Luca, del Comitato di solidarietà dell’Ex Moi di Torino, l’occupazione più grande della città in cui hanno trovato casa moltissmi rifugiati e rifugiate al termine dell’Emergenza Nord Africa e da cui molti si spostano nelle campagne piemontesi in cerca di lavoro.
