La Turchia non sfiducia Erdogan

Scritto dasu 1 aprile 2014

ErdoganC’era grande attesa per l’esito delle elezioni in Turchia. Tutti si chiedevano quale sarebbe stato il futuro di Erdigan e del suo partito per la giustizia e lo sviluppo (AKP). La risposta è arrivata e siamo ancora di fronte a una dura iniezione di realtà. Erdogan tiene eccome in tutte le principali città del Paese. Tiene soprattutto a Istanbul e ad Ankara, teatro di scontri durissimi che hanno messo in discussione questo personaggio e attaccato i luoghi simbolo del suo potere, Di più. Possiamo dire che proprio il pugno di ferro usato in quelle circostanze abbia pagato. Ricordiamo che quelle mobilitazioni hanno visto scendere nelle piazze dell’intero Paese diversi milioni di persone, che hanno messo in discussione nei fatti il potere e la gestione paternalistico-autoritaria che ha caratterizzato in maniera crescente le politiche dell’AKP. Un partito che sotto il comando di Erdogan è stato in grado di identificarsi quasi totalmente con la macchina statale e con i gangli fondamentali del potere economico. L’opposizione socialdemocratica o kemalista d’altro canto s’è mostrata debole e inconcludente, incapace di dare vita a una proposta politica davvero alternativa (non è una novità anche ad altre latitudini). Così il premier turco non è stato scalfito nemmeno dai numerosi scandali che coinvolgevano suoi ministri (nella fattispecie i figli di tre ministri) e sui quali spiccava una conversazione compromettente, di cui Erdogan ha sempre negato la paternità, carpita attraverso un’intercettazione telefonica.

Vediamo i numeri. L’Akp ottiene, a livello nazionale,  il 45,6% anche se registra un calo rispetto al 49,6% conquistato alle politiche del 2011. Il principale partito di opposizione, il Chp, si  ferma invece al 29%. I nazionalisti ottengono  il 15,3% dei voti e il partito curdo del Bdp si attesta quasi al 6%. Tra le grandi città Erdogan, come dicevamo, tiene il controllo  sia di Istanbul che della capitale, Ankara. Smirne invece, la terza città del paese,  tradizionalmente socialdemocratica,  è rimasta  nelle mani dell’opposizione, come la maggior parte della costa dell’Egeo fino ad Antalya e alla Turchia europea.

Ottimi risultati per il BDP,  il partito kurdo che ha imposto i suoi candidati sindaco nelle principali città kurde. Proprio la questione kurda rappresenta uno dei terreni su cui Erdogan ha costruito la sua vittoria, dal momento che la tregua con il PKK ha fermato quasi del tutto gli attentati contro l’esercito turco.

Abbiamo chiesto un commento a Murat Cynar, compagno e giornalista che vive da qualche tempo nella nostra città.

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