Morti in mare ed elezioni

Scritto dasu 14 Maggio 2014

mare_nostrumL’ennesima strage nel Mediterraneo ha fornito al governo l’occasione per battere ancora una volta cassa in Europa. Più soldi, lo spostamento di Frontex da Varsavia a Roma, un pizzico di retorica umanitaria e l’eterna emergenza sbarchi sono gli ingredienti.

Sul Manifesto di questa mattina Alessandro Dal Lago smonta quest’operazione dal sapore eminentemente elettorale.

Prendendo spunto dal suo articolo abbiamo fatto una lunga chiacchierata sulle frontiere della fortezza Europa, le regole di un gioco truccato all’origine, l’impossibile distinzione tra profughi di guerra e migranti economici, il gioco sporco del governo. Un governo che persevera nel tentativo di outsourcing della repressione dell’immigrazione clandestina alla Libia, percorsa da una strisciante guerra civile.

Ascolta la diretta:

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Di seguito l’articolo di Dal Lago sul Manifesto.

Nella finta pole­mica tra Ita­lia e Ue sulle strage di stra­nieri nel canale di Sici­lia (cen­ti­naia di anne­gati che si aggiun­gono ai 400 dell’ottobre 2013 e alle migliaia degli ultimi anni), Ange­lino Alfano ha un sicuro van­tag­gio su Renzi. Diver­sa­mente dal piro­tec­nico Pre­si­dente del Con­si­glio, il mini­stro degli Interni non ha biso­gno di fin­gersi di sini­stra, ma può gio­io­sa­mente met­tere a nudo la sua anima di destra. Quindi, se Renzi se la prende a parole con l’Europa che pensa alle ban­che ma non ai bam­bini, Alfano bada al sodo.
Quando si tratta di stra­nieri, clan­de­stini, inva­sioni e simili spau­rac­chi dell’opinione pub­blica Ange­lino non lo batte nes­suno (a parte la Lega, naturalmente).

Tempo fa giu­rava che 600.000 clan­de­stini sareb­bero pronti a sbar­care sulle coste ita­liane, quin­dici volte quelli arri­vati nel 2013. Come si spiega que­sta cifra sen­sa­zio­nale? Ange­lino non ce l’ha spie­gato. In cam­bio, ecco le misure che l’Europa dovrebbe adot­tare, secondo lui, per fer­mare l’ecatombe di stra­nieri: assi­sterli a casa loro, con­vo­care le marine euro­pee nel Medi­ter­ra­neo, spo­stare la sede di Fron­tex da Var­sa­via in Ita­lia, acco­gliere i soprav­vis­suti sbar­cati in Ita­lia. Insomma, bloc­care in ogni modo i migranti, con le buone e con le cat­tive e, se pro­prio quelli rie­scono a pas­sare, disper­derli un po’ dap­per­tutto nel vasto continente.

La sto­ria dell’assistenza in loco ricorda una sin­go­lare ini­zia­tiva di qual­che ammi­ni­stra­tore leghi­sta di un vil­lag­gio della Ber­ga­ma­sca, e cioè la rac­colta dif­fe­ren­ziata per migranti. «Aiu­tia­moli, ma a casa loro» c’era scritto su alcuni cas­so­netti per vestiti usati da spe­dire, imma­gi­niamo, in Africa. L’idea di Alfano, sem­bra di capire, è desti­nare un po’ di soldi a «quelli là» o magari alle­stire delle ten­do­poli nel deserto libico, schi­vando le incur­sioni delle bande armate a cui il geniale occi­dente, dopo la fine di Ghed­dafi, ha affi­dato le sorti della demo­cra­zia a Tri­poli e Ben­gasi. Ecco una stra­te­gia lun­gi­mi­rante, oltre che umanitaria

Quanto alle marine euro­pee, si sa che sol­cano già le acque azzurre verso est, visto che tra Siria, Ucraina e altre zone calde, una guerra prima o poi potrebbe scop­piare. Ma forse biso­gne­rebbe ricor­dare ad Alfano che durante la guerra di Libia, le marine della Nato si guar­da­rono bene dal soc­cor­rere la gente in fuga. E poi, con la crisi che c’è, riu­scite a imma­gi­nare fin­lan­desi, danesi, inglesi, tede­schi ecc. che spe­di­scono le flotte per cavare le casta­gne dal fuoco a Renzi e Alfano?
Ma il nostro mini­stro degli interni sa che cos’è Fron­tex? È pre­ci­sa­mente l’agenzia euro­pea che si inca­rica di pro­teg­gere le fron­tiere dai migranti. Se si va sul suo sito si pos­sono vedere belle imma­gini di poli­ziotti a cavallo sullo sfondo di verdi col­line, imma­gini di moto­scafi veloci e inviti alle aziende (sor­ve­glianza elet­tro­nica alle fron­tiere ecc.) a col­la­bo­rare. Insomma, Fron­tex è la rispo­sta dell’Europa alle ansie di Alfano e un bel busi­ness. Dun­que, che vuole l’Italia? Altri soldi? Oppure gestire Fron­tex a Roma per creare un po’ di posti di lavoro? Quanto all’accoglienza dei rifu­giati, tutto il mondo sa che l’Italia ne accetta ben pochi (16.000 circa all’anno) rispetto alle cen­ti­naia di migliaia che tro­vano asilo nei paesi dell’Europa del nord. Quindi, anche que­sta volta, dopo il cor­do­glio di rito, l’Ue rispon­derà pic­che – soprat­tutto in un momento in cui tutti i governi euro­pei sono ter­ro­riz­zati dal voto di maggio.

E que­sto è vera­mente il punto. Die­tro le frasi a effetto di Renzi e le pro­po­ste irri­ce­vi­bili di Alfano c’è la paura che Grillo e la Lega usino la minac­cia degli immi­grati per togliere voti a sini­stra e a destra. Il governo piange lacrime di coc­co­drillo per get­tare fumo negli occhi agli elettori.


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