Lavoro: verso la fine dei diritti e dei sindacati?

Scritto dasu 23 settembre 2014

jobs-act-precarietàSe domani scomparissero i sindacati, quelli confederali, quelli che hanno svenduto e firmato qualunque accordo, che hanno accettato qualsiasi riforma, compreso il pacchetto Treu, aprendo senza problemi alla progressiva precarizzazione e diversificazione dei contratti – soprattutto di contratti capestro – e quindi accettando una deregulation molto rapida e aggressiva in materia di diritto del lavoro, non ci sarebbe nulla di cui preoccuparsi. Anzi.

Il problema invece si pone perchè l’attuale passaggio in senato della seconda tranche delle misure del Jobs Act, completare alla prima, non farà che istituzionalizzare la precarietà in ogni sua forma ed ambito di applicazione. Inoltre, si prevedono una serie di misure, fortemente volute dall’attuale governo, in grado di depotenziare a tal punto lavoratori e lavoratrici che sarà pressochè impossibile aprire vertenze sul luogo di lavoro e mettere in piedi una minima rappresentanza sindacale di base. Il licenziamento risolverà immediatamente tutto, mettendo a tacere chi chiede aumenti o miglioramenti delle condizioni di lavoro.
Le tutele, dunque, sono indubbiamente crescenti. Ma solo per le aziende e per gli sfruttatori.

Ascolta il contributo di Andrea Fumagalli

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