Contro il 41 bis: “Pagine contro la tortura” e presidio a Novara

Scritto dasu 18 Febbraio 2017

L’8 febbraio scorso la Corte Costituzionale si espressa sul ricorso proposto da un magistrato di sorveglianza di Spoleto, confermando in toto la disposizione del Dap che vieta libri e riviste che arrivano dall’esterno, sia via posta che tramite colloquio, per i detenuti sottoposti al 41 bis  perché, secondo la Consulta, non è fondata la questione di legittimità costituzionale.

Questa odiosa disposizione, diffusa prima in alcune prigioni e poi estesa dal Dap a tutte le sezioni di 41 bis in Italia, aggrava ulteriormente le condizioni di chi già sottostà a un regime di carcere duro, impedendo di avere accesso a informazioni e letture dal mondo esterno. Contro questo divieto è nata la campagna “Pagine contro la tortura” con l’obiettivo di coinvolgere editori e solidali per inviare alle biblioteche delle carceri libri, opuscoli e riviste affinché i detenuti in 41 bis possano usufruirne.

Abbiamo contattato un compagno romano per un commento sulla sentenza della Cassazione e per un aggiornamento sulla campagna “Pagine contro la tortura”.

 

Ascolta la diretta:

 

41bis

 

E sabato 18 febbraio sotto le mura del carcere di Novara ci sarà un presidio contro il 41 bis e per sostenere i prigionieri trasferiti in seguito ai violenti pestaggi subiti l’ottobre scorso a Ivrea, ordinati dalla direzione per zittire le proteste scatenate dalle condizioni miserevoli in cui versa lo stesso carcere.

La denuncia del pestaggio da parte dei detenuti e la solidarietà che si è mossa fuori ha posto l’attenzione sulle “celle lisce”, luoghi così chiamati perché dentro non c’è nulla: non ci sono brande né sanitari (i detenuti sono costretti a fare i loro bisogni sul pavimento), né finestre o maniglie, nessun tipo di appiglio. Stando alle testimonianze raccolte, il detenuto viene rinchiuso lì per punizione, a volte solo per alcune ore, in altri casi anche per una settimana. Viene lasciato per tutto il giorno da solo. I testimoni all’unanimità riferiscono che una volta al giorno nella cella liscia si è sottoposti a pestaggio da parte degli agenti.

Persino il capo del Dap, Santi Consolo, dopo i fatti di ottobre si è espresso su queste celle, chiedendo alla direttrice del carcere di Ivrea di chiuderle. Ma ad oggi da dentro non si hanno ancora avuto conferme sulla reale chiusura di queste gabbie, costituite appositamente per isolare, punire e annichilire chi vi viene rinchiuso.

Ne abbiamo parlato con Elisabeth rilanciando l’appuntamento per sabato 18 febbraio alle ore 14 davanti all’ingresso del carcere di Novara, in via Sforzesca 49.

 

Ascolta la diretta:

 

PresidioNovara41bis

 

 


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