Scalo San Paolo: quale destino per l’area?

Scritto dasu 28 Aprile 2017

Stampa e amministratori danno ormai per certo il 2018 come inizio dei lavori per la trasformazione dello scalo San Paolo (corso Rosselli nel tratto tra via Tolmino e via San Paolo) in una stazione del servizio ferroviario metropolitano: ma cosa sanno gli abitanti del quartiere sull’opera? Praticamente nulla.

Recentemente l’assessore regionale al trasporto Balocco ha affermato che dai 18,5 milioni di finanziamento dell’opera previsti nel 2008 si è saliti fino a 40 con il patto tra stato, regione e comune siglato nel novembre 2016 e il finanziamento di RFI per la linea TAV Torino – Lione.

L’area coinvolta ha una superficie di circa 16000 m2 e oggi vi sono diverse attività nei capannoni di quella che era la Zust Ambrosetti tutte in affitto da RFI che le ha poste sotto sfratto esecutivo. Si tratta quindi di un’area molto vasta, ma come verrà utilizzata? 40 milioni, non serve un esperto per valutarlo, sono una cifra notevole per la costruzione di una stazione, ma al quartiere serve un’opera simile?

Come verranno utilizzati questi soldi, forse per costruire enormi parcheggi così detti di scambio che soffocheranno di traffico e smog la zona? Vedremo sorgere un altro centro commerciale a meno di mezzo km da quello di via Renier/via Caraglio? Nei lavori verrà coinvolto anche il parco Ruffini, l’unico polmone verde della zona, come è successo al parco Sempione nel 2007 dimezzato dalla costruzione della stazione Rebaudengo Fossata? Ma soprattutto quanto dureranno i cantieri? 20 anni come per la copertura di corso Mediterraneo/Castelfidardo?

Molte domande e poche risposte visto il silenzio che avvolge il progetto.

Ne abbiamo parlato con Fabrizio di NoTav Torino e cintura per avere delucidazioni in merito:

 

Ascolta la diretta:

 

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