Restare umani solcando il Mare Nostrum

Scritto dasu 23 Marzo 2018

A fine ottobre Riccardo Gatti ci era venuto a trovare negli studi di Radio Blackout e già allora ci aveva fatto un quadro non edificante di scontri in mare con sorte di  pirati razzisti e già la guardia costiera libica si era distinta per efferatezza, poi nell’ultima settimana è successo di tutto sulla sua nave, ora bloccata a Pozzallo, alla mercé di una magistratura che forza le leggi per dare un esempio, affinché nessuno possa testimoniare o documentare quello che avviene in seguito agli accordi tra l’Occidente (segnatamente Minniti) e gli aguzzini in territorio libico, che svolgono il ruolo volta per volta di scafisti, secondini, guardacoste; Il risultato sono le accuse pretestuose di associazione a delinquere per favoreggiamento all’immigrazione clandestina (reato di solidarietà), che prevede la detenzione da 5 a 15 anni e milioni di multa per aver salvato gente che stava per annegare, persone provate da stenti (uno dei salvati nei giorni scorsi pesava 35 chili al momento del salvataggio e sarebbe morto allo sbarco, in seguito alle torture subite nei lager libici di Minniti), schiavi, che nelle intenzioni dei leader europei che hanno venduto le motovedette ai libici torturatori, che per accordi segreti vanno riconsegnati ai loro aguzzini.

Molte le manifestazioni organizzate in questi giorni in Italia e Spagna, la prima oggi animata dal movimento No Muos, collegando le lotte contro la repressione della solidarietà e contro la militarizzazione del mare e della terra siciliana.

Ecco cosa ci ha raccontato nel dettaglio Riccardo

Genocidio senza testimoni


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