Di pinkwashing e normalità degli sgomberi a Torino

Scritto dasu 23 Febbraio 2019

Partiamo dallo sgombero manu militari dell’Asilo occupato, di cui la giunta pentastellata si è assunta la responsabilità politica, per mettere a fuoco una strategia di governo molto attuale, a Torino come altrove: il pinkwashing. L’occasione è fornita dal recente comunicato dello storico circolo GLBTQ “Maurice”, che – tirando in ballo Genova 2001 – ha condannato e si è dissociato dalle pratiche di autodifesa ed attacco messe in campo dal corteo contro lo sgombero dell’Asilo e gli arrestati del 9 febbraio, in quanto “sintomi di un maschile mal vissuto”.

Alcun* anormal* di Torino hanno criticato questa presa di posizione, attraverso lo scritto Dissociat*, infam* eppur frocie! A proposito di violenza e anormalità dentro il corteo contro lo sgombero dell’Asilo e gli arresti.

Ne parliamo con due di loro:

 

Emblematico rispetto a questa strategia di governo, tramite cui i diritti civili servono a ripulire l’immagine di sfratti, sgomberi, deportazioni e arresti a 5 stelle, è il caso dell’Ex Moi. Giovedì si è concluso il primo grado di giudizio del processo che ha visto imputati 4 occupanti, accusati di aver intralciato il capillare censimento messo in atto dall’équipe ai fini dello sgombero piú imponente degli ultimi anni.

Ne parliamo con Nicolò del Comitato Ex Moi Occupata Rifugiati e Migranti:

 


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