Ancora ruspe alla baraccopoli “rom” di Via Germagnano: la guerra ai poveri della Sindaca di Torino

Scritto dasu 5 Aprile 2019

Ruspe su twitter, manganelli live. Salvini chiama, Appendino risponde. E prima di lei a Torino molti altri meno social, da Chiamparino a Fassino, si sono succeduti nel portare avanti senza sosta una violenta guerra ai poveri “indecorosi”, “pericolosi”, cioè tuttx coloro che con sudore e fatica cercano ostinatamente di sopravvivere in una “società” urbana governata attraverso sfruttamento razziale e sessuale, repressione, ingiustizia. Dove un tetto sulla testa e un tozzo di pane sono sempre più un lusso per pochi.

Si sa che ruspe e manganelli contro “i rom”, i poveri costretti a vivere in baracche,  pagano sempre nella campagna elettorale permanente in cui viviamo. E’ così che si costruisce “la pancia del paese”, il “buon senso” la “normalità fascista” di cui poi ci si erge a portavoce. E così la Sindaca Appendino si è data da fare fin dall’inizio del suo mandato. Obiettivo: radere al suolo le favelas di Torino. Buttando in strada con l’arroganza dei ricchi centinaia di famiglie ed individui che da anni lottano per esistere in questa città con ingegno e tattiche di resistenza attraverso l’invisibilità. Alcunx a Torino ci sono natx. Bianchi ma non troppo, Europei ma di serie Zeta, deportabili sempre tra il Cpr e un foglio di via, sfruttabili alla bisogna nelle economie sommerse della città, mentre si vorrebbe cacciarli anche dal Balon.

Così, dopo lo sgombero manu militari della baraccopoli di corso Tazzoli, che esisteva da almeno 15 anni, dopo quello di via Reiss Romoli, dopo le “bonifiche” (termine quanto mai evocativo) in Strada dell’Aeroporto e innumerevoli altri luoghi – gestite tramite dispositivi di più o meno ordinaria amministrazione – la Sindaca di Torino ordina oggi di radere al suolo il “campo rom” di Via Germagnano, probabilmente il più grande di Torino da quando il PD sgomberò Lungo Stura Lazio con quel progetto di maquillage della storia chiamato “La città possibile”.

I punti ciechi alla base della Democrazia e dello Stato di Diritto si governano con la Polizia. Dopo la distruzione di una parte della baraccopoli a novembre, è di due giorni fa l’abbattimento di tutte le case nella parte iniziale del campo, nel silenzio generale della città. Spaccano i tetti, sfollano i poveri, cancellano le memorie.

Teniamo alta l’attenzione e la presenza alla baraccopoli di via Germagnano. Solidali e complici con chi vive una vita sotto uno sgombero, abbiamo raccolto le voci di alcunx di loro:


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