A volte tornano: lo sgombero a rate in via Germagnano
Scritto dainfosu 15 Maggio 2020


Come si legga in una nota di alcunx solidalx:
Questa mattina il Comune ha dimostrato ancora una volta il profondo disprezzo e l’assoluta indifferenza che nutre verso le persone povere di questa città. Persone in difficoltà, senza casa, spesso senza documenti, senza alcuna possibilità di muoversi e di lavorare nel bel mezzo di una pandemia.
Ancora una volta le miserabili decisioni comunali sono delegate in tutto e per tutto alla Questura, alle forze dell’ordine, ai blindati e alle ruspe.
Nessunx del Comune mostra la faccia ma continua una feroce gestione di corpi e di vite che evidentemente non contano, che vanno cacciati, spostati, confinati e soprattutto disciplinati.
Questo è il loro decoro.
Di sicuro qualche triste figura del consiglio comunale spera in una sparizione collettiva. Ma le persone povere che vivono nei campi, nelle baraccopoli o per strada non scompaiono affatto e trovano per le strade, nelle persone solidali e nei pochi mezzi di controinformazione di questa città uno spazio per raccontare con tenacia ciò che accade, per continuare a lottare e mostrare quello che viene fatto alle loro vite e agli spazi che abitano, o che vengono distrutti, ogni singolo giorno.
Questa mattina, mentre venivano sgomberate in Piazza Palzzo di Città decine e decine di persone che resistevano davanti al Comune da 8 giorni buttate per strada dopo la chiusura del “Punto Emergenza Freddo” di Piazza d’Armi, sono arrivate le ruspe a distruggere le famose baracche – per niente “vuote” – del campo di via Germagnano, sequestrate qualche giorno fa, quando le misure di confinamento erano ancora più rigide. Da quel giorno varie persone del campo sono rimaste senza casa.
Questo è il loro decoro.
Infinita è la nostra rabbia.
Abbiamo sentito Jean per un racconto preciso e puntuale direttamente dalla baraccopoli, dove si combatte la fame oltreché il virus:
