Terremoto in Turchia e Siria. Il disastro tra proteste, soccorsi e guerra.

Scritto dasu 8 Febbraio 2023

Un terremoto devastante di magnitudo 7.7 è avvenuto tra Turchia e Siria nella notte tra 5 e 6 Febbraio, seguito da altre fortissime scosse fino a magnitudo di 7.5. Migliaia di vittime già accertate, più di 11.000, e il loro numero che continua a salire di ora in ora. La scossa più forte è stata in piena notte e in pieno inverno, quando le persone dormivano dentro gli edifici.

Un terremoto che avviene in luoghi già martoriati da anni di guerra, come la Siria, e che fin dalle prime ore successive al sisma mette in luce le carenze nella macchina degli aiuti da parte del governo turco. Moltissime le testimonianze di migliaia di persone costrette a scavare con le mani, e diverse le proteste da parte di cittadini e giornalisti contro il governo Erdogan per denunciare la mancanza di un piano antisismico e la mancanza di investimenti nel tempo per rimodernare il patrimonio edilizio, concentrati soprattutto a Istanbul e non ad oriente e nelle aree più periferiche. Alcuni reporter e manifestanti sono stati arrestati nelle ultime ore per aver denunciato la mancanza di aiuti, ed il loro numero sembra continuare a salire. Turchia dove a maggio per le elezioni presidenziali e politiche.

Infine, anche gli aiuti e la solidarietà internazionale si divide sulla base delle alleanze geopolitiche. Una separazione al momento, tra l’occidente che sostiene la Turchia (e l’Italia che ha già mandato un team di vigili del fuoco, infermieri e medici ad Adana), e il blocco russo-iraniano, oltre che arabo, che aiuta i territori governi da Assad in Siria.

Di tutto questo ne parliamo con Murat Cinar, giornalista turco in Italia. Qui la diretta:

 

 

 

 

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