Il Comune di Torino sta attentando al verde pubblico

Scritto dasu 17 Marzo 2023

La città di Torino si distingue da altre grandi città italiane per la presenza di numerosi parchi pubblici all’interno della cinta urbana, caratteristica che la rende confortevole nonostante il suo retaggio industriale. Spesso si sente parlare dei parchi come “polmoni verdi” delle città,  oltre ad essere luoghi di benessere psicofisico per i cittadini. L’essenza è che sono “utili” per ciò che sono: spazi aperti ricoperti di erba e alberi, a cui chiunque può accedere senza limitazioni per fare una passeggiata, correre, leggere o semplicemente distaccarsi dal caos cittadino.  Alla base di queste attività c’è la totale, o quasi, libertà che permettono di avere questi luoghi più o meno naturali; posti che difficilmente possono essere sorvegliati e sfruttati economicamente.

Il Comune di Torino invece è sempre in cerca di nuovi fondi e di modi innovativi, con ben poca attenzione alle richieste dei cittadini. Dopo aver svenduto praticamente tutti quei luoghi dove un tempo sorgevano impianti industriali a grandi imprese, studentati e catene supermercati, ora cerca un tornaconto anche nelle aeree verdi, ovviamente pubbliche. I luoghi coinvolti maggiormente sono il giardino dell’ex-westinghouse, il parco del Meisino e quello della Pellerina. Il primo rischia da più di un anno la distruzione per la costruzione di un supermercato dell’Esselunga, ma il progetto si è scontrato con la resistenza degli abitanti che hanno formato il comitato Essenon. Sui terreni del vecchio centro di addestramento del Meisino è stata invece prevista la costruzione di una cittadella dello sport, la quale comporterà, oltre alla distruzione del complesso ecosistema presente, la probabile chiusura al pubblico di alcune aree. Infine al parco della Pellerina il Comune progetta di costruire un nuovo polo ospedaliero, mentre altri ospedali vengono lasciati abbandonati.

Nei giorni in cui in città si stava tenendo il quinto Cities Forum sulle politiche di rigenerazione urbana noi abbiamo parlato con Maria del comitato Salviamo il Paesaggio, Torino, cercando di approfondire le dinamiche dietro a questi nuovi progetti, sicuri distruttori di tre zone verdi di Torino:

 

 


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