Marna Motor

erland

Dopo lo shock termico vissuto con il disco-capolavoro della Fire Orchestra!, un’altra botta di freddo e post jazz dal circolo polare artico. Questa volta siamo nella ricca Norvegia, dove un manipolo di vichinghi con a capo un certo Erland Dahlen ha portato a conclusioni estreme quel suono ibrido a là Rune Grammofon che qui si chiama “Marna Motor”.
L’uomo, a partire dagli anni 90 è stato corresponsabile di circa 100 bellissimi dischi, principalmente Madrugada, Kiruna e di svarionate collaborazioni (notevole il disco con Hanne Hukkelberg di quest’anno…) ma soprattutto in solo ed in duo. “Rolling Bomber” è il primo disco solista di Dahlen, registrato in una ex officina per la tostatura del caffè nella rigorosa Oslo. Oggi presenteremo il duo Boschmaz con l’abile Bjørn Charles Dreyer alle slides.
Parliamo di jazz suonato come fosse poltiglia, animato dallo stesso spirito degli improvvisatori europei dei 60, ma composto con abuso di tecnologia, farcito di feticismo per il dettaglio e dotato della feroce precisione timbrica dei più oscuri episodi di mescolanza continentale e non.(Fire orchestra, Supersilent ma anche Stooges, Pink Floyd marciti e una punta di Faust)

Non mi scomponevo tanto per il feticismo dei tamburi da quando scoprii “songs for myself” di Masahiko Togashi, ma qui siamo ALTROVE.
Dimenticate il puntillismo zen e i mirosuoni. Qui I krauti hanno foderato qualsiasi interstizio, spostando l’asticella verso territori misti e mistici, dove una batteria e mille ammennicoli, adeguatamente percossi, possono descrivere come una enciclopedia del passato, tutto il meglio del cosaiddetto ROCK.
Come la Fire Orchestra!, Erland Dahlen ama le giustapposizioni, i contrasti accesi: qui affumicato non vuol dire salmone ma nebbiolina psichica appiccicosa. Nulla è come sembra: l’elenco degli oggetti percossi farebbe presagire il solito polpettone free per ultrà della confusione, ma invece tutto assume una luce diversa, ispirata alla filosofia collettivista tipica delle orchestre free: ogni strumento è indispensabile, financo l’ostica sega musicale.

Oggi quindi bagno in un giacimento sulfureo dove metalli fusi e droni fanno vibrare le conifere, alla scoperta di una scena frastagliata come un fiordo, appuntita come un arpione da balene e nascosta come il segreto di quelle foreste. naturalmente tutto questo è solo su radio blackout.




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