Strage di Lampedusa. La fiera dell’ipocrisia

3 ottobre 2014. E’ passato un anno. Oggi sul molo di Lampedusa uomini e donne delle istituzioni hanno messo in scena il cordoglio delle istituzioni, si sono vantati di “Mare Nostrum”, hanno ancora una volta battuto cassa in Europa.
Le spese della frontiera sud della fortezza lievitano e Alfano come Maroni continua a battere cassa.
Per i parenti dei 360 morti di fronte cui si genuflesse il presidente del consiglio, nulla. Nemmeno la promessa del riconoscimento dei corpi, di una tomba sui cui piangere.
La differenza tra Berlusconi/Maroni e Renzi/Alfano è nello stile, nell’ipocrisia ostentata. Niente più.
Mare Nostrum, che, mentre ripesca qualche naufrago, intercetta e scheda tutti gli altri, costa nove milioni di euro al mese. Frontex plus costerà meno. Aprire le frontiere a migranti, profughi e richiedenti asilo non costerebbe nulla. Nè soldi né morti.
Banale. Come banale è il male. Il male delle frontiere. Il male delle guerre che insanguinano il pianeta. Il male delle tante missioni di “peacekeeping” dall’Afganistan, all’Iraq alla Siria…

Ne abbiamo parlato con Alberto La Via, compagno di Trapani, dove tanti di quei profughi arrivano e non trovano nulla. O peggio. Rischiano di incontrare uno come Sergio Librizzi, direttore della Caritas di Trapani, accusato di violenza sessuale e concussione.
Questo prete pretendeva prestazioni sessuali in cambio del permesso di soggiorno dai rifugiati e dai richiedenti asilo che affollavano i tanti centri di accoglienza gestiti dalla Caritas (e da enti a essa collegati) in città e in provincia. Un prete che godeva di ampie coperture negli ambienti della prefettura e in quelli della questura, passando per tutta la filiera istituzionale che da anni si ingrassa sulla pelle degli sventurati che giungono in Europa alla ricerca di una vita migliore.
L’immagine di un paese che lucra e sfrutta chi riesce a superare la frontiera, quella lunga linea di nulla nel blu del Mediterraneo.

Ascolta la diretta:

2014 10 02 3 ottobre alberto




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