Gli “Amazigh” (“uomini liberi”): la lotta dei berberi è la lotta di tutti i popoli oppressi

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Nel pomeriggio di domenica 24 febbraio abbiamo fatto una chiaccherata con Aksil, immigrato berbero ospite negli studi di Radio Blackout.

I Berberi sono la popolazione indigena che abita da millenni il Nord Africa. Hanno una loro lingua, una loro scrittura (da sinistra a destra), una loro cultura che pur avendo subito l’aggressione da parte degli arabi sopravvive e vuole mantenere la propria identità.

All’inizio del XX secolo i berberi si sono scontrati con i colonizzatori francesi e spagnoli e hanno tentato di costituire uno stato indipendente, la Repubblica del Riff (dal 1921 al 1926).

Oggi lottano per l’autonomia dai governi del Marocco, dell’Algeria e degli altri stati che attraverso l’imposizione della lingua araba impongono anche la religione islamica. Così facendo i berberi vogliono rompere il legame tra i governi arabi corrotti e le potenze europee occidentali. In questo senso la loro lotta fa parte della lotta di tutti i popoli (berberi, arabi o di qualunque altra appartenenza etno-linguistica) per liberarsi dallo sfruttamento e dall’oppressione del sistema capitalistico.

Il termine Amazigh vuol dire infatti “uomo libero”, cittadino del mondo.

L’intervista contiene anche un brano musicale di un artista berbero perseguitato politico in Marocco.

Ascolta:

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