Radio Blackout 105.250FM Torino • Dal 1992 One Station Against The Nation • Informazione Indipendente • Musica Non Convenzionale

Comunicato stampa

Sittin’ on the dock of the bay

Torino, 17.12.2009

In piena linea con il clima e l’acre odore che si respira in questi giorni di gioiosi sprechi pre-natalizi, si confermano tutte le previsioni.
Il 30 novembre 2009, è venuta in scadenza la concessione dello stabile di via Cecchi che (per ora) ospita Radio Blackout.  Il 2 dicembre, ci viene frettolosamente comunicato che in ragione della rifunzionalizzazione dell’area (ricordate, l’accordo Comune di Torino – Associazione Vodafone Italia e Umana Mente?) non potrà darsi corso al rinnovo. Tuttavia, visto che una radio non può fare le valige come un qualunque sfollato-scacciato-esiliato, abbiamo il “congruo” termine di rilascio di 4 mesi. Data di scadenza, 31 marzo 2010.

Quindi?
Quindi ci viene sempre più spontaneo dire come si stia semplicemente edulcorando la pillola.
Non veniamo sfrattati, non veniamo scacciati, siamo incompatibili. Ma suvvia, in 4 mesi, si sposta il traliccio, impianto di trasmissione e si va altrove (se si riesce).

Facile no?
Forse no. Forse non è così facile nascondere la polvere negli angoli o sotto il tappeto.
Rifiutandoci il rinnovo di contratto, motivando il tutto con “incompatibilità sulle nuove destinazioni d’uso”, si nega per intero tutto ciò che Radio Blackout è, senza compromessi, senza se e senza ma.
Si nega la sua stessa esistenza.
Radio Blackout parla di disagio, parla di lotte sociali. Ne siamo cronisti, raccontiamo la violenza non spettacolarizzata in modalità plastico porta-a-porta del manganello, la violenza di vite costrette alla precarietà, la violenza della legge del mercato. Parliamo di questa violenza, ed è oltremodo scomodo tutto ciò.
Diamo voce alle minoranze, diamo voce ad immigrati, a coloro che sono costretti ad una vita ancora più infima della peggiore idealizzabile qui nell’opulento occidente,a coloro costretti ad abbandonare tutto, nella speranza di ossigeno e di una vita migliore.
Siamo eco e la voce di tutte le esperienze non conformi, non omologate, non commercializzate, e che proprio per questo sono più dirette, prive di impalcature della diffusa morale prostituta al dio denaro.
Parliamo di espressioni libere, autoproduzione e autogestione, parliamo e suoniamo musica fatta con cuore, stomaco e cervello, che si muove dalla primordiale urgenza espressiva. E che delle manovre dell’economia, spesso, preferisce non averci a che fare.
Tutto quanto questo, non rientra forse in un ottica sociale, di progettualità di integrazione razziale e culturale, di sponsorizzazione di esperienze giovanili, reali e concrete?
Tutto questo, non è formalmente compito dell’Assessorato alle Politiche Giovanili, che con dirette indicazioni del Sindaco, ci nega lo spazio?
Evidentemente, il nostro non essere piegati alla logica di un colore politico istituzionale (che a sua volta controlla questo o quell’editore, che controlla questo o quel mezzo di comunicazione, che prende e rigira la realtà, secondo piacimento di chi sta all’inizio della catena..) non è assolutamente compatibile.

E’ dal 1992, che tra alti e bassi, proviamo a dar voce a chi non ha voce.
Togliendoci la sede, certo, non ci si sta obbligando alla chiusura; è tuttavia una mossa che ha lo stesso valore.
Siamo una radio comunitaria, una delle poche in Italia, perlomeno una delle poche non legate al potere economico e politico della chiesa. Siamo autogestiti, non abbiamo editori, non ospitiamo pubblicità commerciali. Non abbiamo mai chiesto finanziamenti pubblici, né tanto meno graviamo sulle tasche dei cittadini.
Meglio un locale sfitto, che un ridotto incasso di 1300 euro. Meglio il nulla che la critica.
Meglio toglierci di mezzo, piuttosto che provare ad ascoltarci e porsi qualche sano personale dubbio, su questo bel mondo che viviamo.
La questione da ora in avanti è più grossa, si parla di REALE censura. La partita in ballo è sul diritto alla libera informazione, sulla libertà di espressione. Questa da parte loro, è solo la prima mossa.
Da parte nostra, è solo un inizio di un percorso. Siamo consapevoli, che il piano di discussione, se questi sono i termini, si sposta su un tema più ampio di un semplice rinnovo di contratto.

Data di scadenza 31 marzo 2010.
Noi l’etichetta sul tappo, non la troviamo..

RADIO BLACKOUT, dicembre 2009.

10 febbraio – Tavola rotonda contro la censura a Palazzo nuovo

Dal 1992 Radio Blackout 105.250 fm è una radio comunitaria no profit, volontaria, autogestita, che non gode né di
finanziamenti pubblici né privati, non ospita alcun tipo di pubblicità commerciale ma vive solo dei propri mezzi, del
frutto e dell’impegno di chi la radio la forma e la fa giorno per giorno, negli eventi pubblici e non.
Una radio che vuole dare voce a tutte le lotte sociali, alle minoranze dimenticate e in lotta, a tutti gli scartati dai media
tradizionali, dall’indubbiamente manipolata “informazione pubblica”. Pochi peli sulla lingua, molta sostanza, molto
realismo, concretezza e cinismo. Per farla breve, diciamo le cose come stanno, senza intermediazioni, senza editori o
spinte e strattoni di alcun tipo.
Il 30 novembre 2009, è venuta in scadenza la concessione dello stabile di via Cecchi che (attualmente) ospita Radio
Blackout. Il 2 dicembre, ci viene frettolosamente comunicato che in ragione della rifunzionalizzazione dell’area non
potrà darsi corso al rinnovo, tempo del rilascio 4 mesi.
La scelta di non rinnovo del contratto di affitto da parte di Chiamparino, Assessori e giunta comunale, ha lo stesso
peso e lo stesso gusto di un attacco frontale alla reale libera informazione. Negandoci il rinnovo, negandoci un posto,
negandoci i locali, nella pratica ci si sta obbligando alla chiusura. Con questa mossa, volontariamente, si vuole togliere
di mezzo qualunque tipo di voce non allineata e di denuncia, imbavagliando la libertà di informazione e di espressione
di tutte le lotte sociali, popolari, antagoniste, non assoggettate alla logiche di commercio e alla logiche
istituzionalizzata, vendendo al contrario il mito della “possibilità per tutti” . La realtà è una sempre più stretta morsa
alle libertà, cercando sempre più di narcotizzare le masse.
Per tutto questo la data di scadenza è 31 marzo 2010. Noi l’etichetta sul tappo, non la troviamo..

SPEGNI LA CENSURA, ACCENDI BLACKOUT!
E’ una campagna a sostegno e difesa delle libere frequenze di Radio Blackout.
ASCOLTA*SUPPORTA*SOSTIENI
One Station Against the Nation!

Mercoledì 10 febbraio 2010, Atrio di Palazzo Nuovo, Università degli Studi di Torino, via S.Ottavio 20
dalle 11.00 alle 15.00

Radio Blackout 105.250 ON AIR da Palazzo Nuovo presenta:
h. 11.00
TAVOLA ROTONDA CONTRO LA CENSURA
partecipano
RADIO BLACKOUT 105.250 (Torino)
RADIO ONDA D’URTO 99.6 (Brescia)
Max CASACCI / musicista.produttore TorinoSistemaSolare
Orsola CASAGRANDE / giornalista Il Manifesto
Gianluca GOBBI / Radio Flash (TO)
Marco REVELLI / sociologo Università Piemonte Orientale

h.12.00
Dj Set Musicale

h.12.30
GR – Il Giornale Radio di Radio Blackout
in diretta da Palazzo Nuovo, l’informazione redazionale di RBO

h.13.00
ONDE PRECARIE
speciale ‘EL TRES DE SOLEDAD’
intervista, interventi e rock’nroll-steady acoustic live di
El Tres + Fratelli di Soledad = El tres de Soledad!

ASCOLTABILE SUI 105.250 FM (TORINO E DINTORNI) O STREAMING SU WWW.RADIOBLACKOUT.ORG

solidarietà dal comitato no-tav Torino

Il Comitato NO-TAV Torino, nella riunione del 2 Febbraio, ha ricordato la
preziosa funzione di informazione svolta negli anni da Radio Blackout a
fianco del movimento NO-TAV: anche nella recente vicenda dei sondaggi, con
le sue dirette, la radio è stata un mezzo indispensabile di aggiornamento
in tempo reale, l’unico che ha svolto questa funzione importantissima per
l’esito della lotta popolare.

L’Associazione Culturale Radio Blackout viene oggi sfrattata dalla sua
sede di Torino con un provvedimento comunale miope e freddamente
burocratico, che non considera l’azione di impegno civile svolta
dall’emittente, o forse intende punirla proprio per questo, considerato
elemento di disturbo dell’omologazione qualunquista imperante.

Il nostro Comitato esprime forte solidarietà all’Associazione, auspicando
che si levino molte voci in difesa della radio dalle realtà, torinesi e
non solo, che non si rassegnano, che continuano a lottare per difendere la
democrazia e la partecipazione dal basso.
Va trovata una soluzione per dare continuità a questa esperienza utile ai
movimenti.

Comitato No-TAV Torino
www.notavtorino.org
posta@notavtorino.org

Solidarietà dalla CUB Piemonte

La Confederazione Unitaria di Base ritiene la decisione del Comune di
Torino di non rinnovare il contratto di affitto dei locali siti nella
palazzina di Via Cecchi a Radio Blackout molto grave e lesiva della
libertà di espressione.

La decisione del sindaco Sergio Chiamparino rappresenta una ritorsione
nei confronti di una radio scomoda e che molti vorrebbero vedere chiusa.

Una radio che ha sempre dato voce ai movimenti popolari, alle lotte dei
lavoratori, degli immigrati, senza sconti denunciando quelli che sono i
poteri forti e tutti coloro i quali vogliono mettere sempre di più “le
mani sulla città”.

La Confederazione Unitaria di Base esprime, quindi la più sentita
solidarietà a tutti i compagni della redazione di Radio Blackout e si
impegna a sostenerli nella loro azione a difesa della libertà di
espressione.

Confederazione Unitaria di Base/Piemonte

Torino, 6 febbraio 2010

L’informazione di Blackout – introduzione

In onda dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 10.30; GR dalle 12.30 alle 13.00

Comprende rassegna stampa, flash informativi, giornali radio, dirette e approfondimenti.

La redazione informativa che è aperta al contributo di tutti i componenti della radio e di persone che l’arricchiscono continuativamente o saltuariamente, si riunisce ogni lunedì alle ore 20 in Via Cecchi 21/A. Se volete contribuire anche voi partecipate alle redazioni o contattateci.

Arriviamo negli studi della radio al mattino presto per scegliere le notizie dai giornali e dal web, decidere quali approfondire, cercare telefonicamente commenti e aggiornamenti, o mandare in onda registrazioni ed interviste preparate in precedenza. Abbiamo iniziato senza nessuna esperienza, imparando mentre facevamo. Spesso abbiamo ricevuto e trasmesso servizi a Radio Onda d’Urto di Brescia, Radio Sherwood di Padova e Radio Onda Rossa di Roma.
Attualmente, dopo una pausa di qualche mese, abbiamo ricominciato a fare informazione ogni mattina. L’informazione è costituita anche dagli spazi-approfondimento.

Studenti, insegnanti, operai, zingari, scrittori, cineasti, squatter e ogni sorta di “tipi strani” si sono avvicendati ai nostri microfoni per parlare di autoproduzione, pena di morte, manipolazione genetica, diritto d’autore, nuove tecnologie, ambiente, guerra, infortuni sul lavoro, cinema, letteratura, immigrazione, sindacalismo di base, scuola, psichiatria, carcere, fumetti.
Informazione, non racconti dei fatti.
Commenti ed approfondimenti che nulla hanno a che fare con la presunta “obiettivita’” di chi vi spaccia menzogne per verita’.
Non vi piace il nostro punto di vista?
Discutetene con noi, come spesso facciamo su qualunque argomento; partecipate alla vostra liberta’ di informarvi e di informare.

Come puoi vedere nel palinsesto esistono anche altre trasmissioni che hanno carattere informativo e di approfondimento. Nella sezione audio potrai trovare alcuni servizi effettuati.


Vuoi partevipare all’informazione di Blackout mandandoci del materiale?

scrivici a blackoutinfo@autistici.org

20 febbraio 2010 – Crack.System.24 benefit Radio Blackout

L’informazione – Febbraio 2010

Riportiamo alcuni contributi audio, tratti dalla consueta rassegna stampa mattutina a cura della redazione informativa:

  • Parliamo ancora di “Acqua”, continuando a seguire le iniziative dei movimenti per l’acqua nella città di Torino, presentando due audio, risalenti rispettivamente al 1 e 8 Febbraio in cui il forum presidia piazza Palazzo di Città durante le votazioni della proposta di delibera popolare, malgrado alcuni emendamenti della maggioranza ne attenuano i contenuti.
  1. Il dibattito in Consiglio comunale inizierà lunedì 1° febbraio

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  2. Lunedì 8 febbraio ore 15.30: ultima votazione del Consiglio comunale sulla delibera

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  • Aggiornamenti dalla valle dei No-Tav, resoconto del fine settimana in cui è stato incendiato il presidio di Bruzzolo e punto sugli altri episodi dolosi simili negli altri avamposti.

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  • Presentazione di Alfredo Tradardi sull’incontro con Mohamed Halabi da Gaza, successivamente alle settimane della Gaza Freedom March e del convoglio VivaPalestina.

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  • Racconti dal CIE di via Corelli, su tutti il racconto di Joy, che ricorda in aula di come, una notte dei primi di agosto, l’ispettore-capo di Corelli sia entrato nella sua stanza e le si sia gettato addosso palpeggiandola. Già nei giorni precedenti l’ispettore le aveva promesso la libertà in cambio di un rapporto sessuale e sarebbero stati proprio i suoi ostinati rifiuti a concentrare la repressione contro di lei e contro le ragazze della sezione subito dopo la sommossa: manganellata ripetutamente insieme alle sue compagne quando erano già tutte ammanettate, Joy ha ricevuto un pugno in faccia dall’ispettore-capo in persona. [testo tratto da http://www.autistici.org/macerie]

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  • Il racconto di Aziz in sciopero della fame al CIE di Torino.

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