Pansa e il procurato allarme sicurezza

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Di tutti i tagli che la spending review, sotto le pressioni di Bruxelles, sta portando nel sistema Italia, questa è certo una di quelle su cui non piangeremo. Vista dall’Europa questo nostro Paese deve sembrare un’accozzaglia disordinata e abnorme di apparati repressivi che si sovrappongono in competenze e ruoli. Insomma un’altra anomalia italiana ma senza ambivalenze di sorta. La situazione delle forze di sicurezza italiana, quanto a numero, varietà, trattamento retributivo e privilegi vari, non ha paralleli nel mondo o ne ha molto pochi. Così i preoccupati allarmi di Pansa, il capo della polizia italiana, sui rischi per l’incolumità dei cittadini ci paiono quanto mai fuori luogo. Pansa ovviamente si rivolge ai cittadini paventando pericoli per la sicurezza e la vivibilità delle città soprattutto, dove ogni genere di reato sarebbe in indiscutibile e irresistibile aumento. Di più, questo aumento sarebbe direttamente collegato con la diminuzione degli uomini in forza ai vari organi di sicurezza. Per vedere che non è così e per dare qualche numero sull’ipertrofia dell’apparato repressivo italiano, abbiamo raggiunto un compagno di Pisa, Roberto, che si occupa di questioni come repressione e sicurezza.

Roberto

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