Israele rimane a destra e forse ancora più isolato

Nelle elezioni israeliane di martedi 17 marzo la coalizione di destra e in particolare il Likud del presidente uscente il macellaio Benjamin Netanyahu hanno ribaltato i pronostici e confermato la maggioranza rispetto all’Unione Sionista di Isaac Herzog. Ora per Netanyahu si profila un governo con una maggioranza di 67 seggi sui 120 della Knesset, con il nuovo partito Kulanu dell’ex Likud Moshe Kahlon a fare da ago della bilancia.

Per i palestinesi comunque cambia poco, l’occupazione e la pulizia etnica infatti non si sono mai fermate. Una possibilità è che la riconferma di un criminale di guerra come Netanyahu spinga ulteriormente al boicottaggio di Israele parte della comunità iternazionale, per lo meno certi strati di intellettuali.

Questo è quanto auspica anche Omar Barghouti, esponente di spicco del movimento BDS, in Italia per un giro di incontri e oggi a Torino.

Prosegue intanto la campagna No Expo No Israele, per denunciare la sovraesposizione dello stato sionista nell’ambito del sempre più criticato carrozzone commerciale che partirà il prossimo primo maggio.

Ascolta la diretta di stamattina con Kutaiba:

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