Il governo turco reprime e uccide in vista delle elezioni

turchia 1Tra sabato e domenica nel sud- est dell’Anatolia, l’esercito turco ha ucciso 5 militanti del Pkk. Nello scontro sono rimasti feriti anche alcuni militari. Le forze armate hanno inviato elicotteri, aerei da ricognizione e una unità speciale nella regione curda di Agri, situata alla frontiera con l’Iran, dove gli scontri starebbero proseguendo. Alcune settimane fa, nonostante il negoziato in corso tra governo turco e Pkk, l’esercito turco ha lanciato una vasta offensiva militare contro le postazioni del Partito dei Lavoratori del Kurdistan. Diverse squadre di soldati hanno dato il via all’operazione contravvenendo così al cessate il fuoco teoricamente in vigore da 2 anni come parte del processo di pace.

La ricostruzione di questi gravi fatti, ancora confusi e da chiarire, dimostra quanto siano sempre più estreme e scomposte le reazioni del governo turco. Le azioni violente e repressive si moltiplicano, arrivando ad utilizzare contro chi resiste e racconta una verità certamente “non governativa” misure sempre crescenti di censura, incarcerazione, fino a giungere all’assassinio.

Questa mattina abbiamo parlato con Murat proprio di questo episodio di aperta aggressione da parte dell’esercito turco, in cui sono rimasti uccisi cinque militanti del Pkk, e abbiamo cercato di analizzare il momento di congiuntura politica in cui il governo e Erdogan si trovano, in vista delle prossime elezioni di giugno.

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