Foggia, primi risultati della mobilitazione dei braccianti

A distanza di due settimane torniamo a parlare dello sfruttamento del lavoro nelle campagne pugliesi.

Venerdi 4 settembre un corteo di centinaia di braccianti a Foggia ha ottenuto l’apertura di trattative con le istituzioni su elementari diritti come il permesso di soggiorno per chi è extracomunitario, la residenza per i fissa dimora, il vitto, l’alloggio e il trasporto gratuito sul luogo di lavoro. Dettagli e aggiornamenti sul sito campagneinlotta.org.

La mobilitazione dal basso è la strada per andare oltre le dichiarazioni di intenti delle istituzioni sulla lotta contro il capolarato e lo sfruttamento dei braccianti. Al di là delle parole infatti la situazione rimane molto pesante in tutta la Puglia. In agosto proprio nel Grand Ghetto di Rignano Garganico un lavoratore maliano sarebbe deceduto ma il suo corpo potrebbe essere stato nascosto dai caporali. In relazione a questo episodio la radio indipendente installata nel campo, Radio Ghetto, ha ricevuto delle minacce. L’8 settembre e’ morto nell’ospedale San Carlo di Potenza – dove era ricoverato da oltre un mese – Arcangelo De Marco, il bracciante di 42 anni di San Giorgio Jonico (Taranto) colpito da un malore nelle campagne di Metaponto il 5 agosto scorso.

Per quanto riguarda la campagna foggiana la stagione della raccolta volge al termine, presto molti lavoratori africani si sposteranno, per lo più a Caserta e a Rosarno, dove tra l’altro molti produttori fin dall’anno scorso hanno abbandonato le piantagioni di arance non riuscendo più a sottostare ai prezzi troppo bassi imposti dalla grande distribuzione e dalla concorrenza.

Ascolta l’intervista a Irene della rete Campagne in Lotta:

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