Bologna: Ex-Telecom sgomberata. Sabato corteo!

La Questura di Bologna ha efffettuato ieri lo sgombero della palazzina Ex-Telecom, occupata più di 10 mesi fa da centinaia di persone, con decine di nuclei familiari italiani, cinesi, magrebini, un esempio vivente di riappropriazione e convivenza possibile.

Lo sgombero è durato ore, con la polizia bolognese che prima ha sfondato le porte e manganellato la gente, quindi ha isolato la zona antistante il Comune di bologna, in via Fioravanti, mentre centinaia di occupanti si sono barricati sui tetti.

Contemporaneamente tantissimi solidali sono accorsi in strada per impedire lo sgombero e la polizia ha già caricato più volte per far disperdere (senza riuscirci) il presidio, ma almeno due persone sono state portate via dalle ambulanze in ospedale.

Nel frattempo numerosi presidi di solidarietà si sono suseguiti in tante città del paese, con carichel, manganellate e idranti a Roma e Alessandria. Un’importante giornata di lotta per chi lotta per il diritto alla casa, mentre le amministrazioni comunali si ostinano a proferire una sola soluzione: mano pesante e tolleranza zero.

La gente è scesa infine dal tetto solo a fine giornata, dietro l’assivcurazione di uan soluzione abitativa per tutt*. Ma la lotta non si ferma e per sabato pomeriggio è stata convocata nel capoluogo emiliano, una nuova marcia delle periferie, per la casa, i diritti, la dignità!

Considerazioni sulla giornata di ieri con Fulvio del Laboratorio occupato Crash! e di Sociallog

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Qui di seguito l’appello per il corteo di sabato prossimo

Sabato 24 ottobre torneremo in marcia partendo dall’ex Telecom occupato in via Fioravanti 27 alle 15:30. Porteremo in strada un grande striscione rosso con scritto “Prima i poveri!”.
Domenica scorsa una lunga e partecipata assemblea ha deciso di costruire una nuova marcia della periferia e della dignità, aperta a tutti e tutte, che riporti al centro il diritto all’abitare a partire dai bisogni e dalle esperienze di lotta di chi davvero ha vissuto e vive sulla propria pelle la così detta “emergenza abitativa” e ha trovato nell’autorganizzazione la vera soluzione per tornare a conquistare diritti e dignità.
Molti interventi di inquilini resistenti agli sfratti, di occupanti, sindacati di base e solidali hanno rilanciato le istanze del movimento di lotta:

Solidarietà a quanti sono stati sgomberati e blocco immediato degli sgomberi delle occupazioni abitative. E’ necessario che si fermino immediatamente scudi, manganelli e operazioni di sgomberi che anche nella nostra città stanno aggredendo la vita di centinaia di uomini, donne e bambini esponendo quanti sono stati costretti ad occupare per vivere dignitosamente ad una repressione violenta e crudele. Nelle occupazioni abitative oltre alla conquista del diritto alla casa in questi mesi si è prodotta una straordinaria realtà di welfare indipendente e buone pratiche di mutuo soccorso a costo zero per la comunità. La qualità della vita per i bambini, le donne e gli uomini che vivono nelle occupazioni abitative è tornata ad aumentare tra gioia e serenità, coinvolgendo anche il territorio e la città in numerosi progetti di solidarietà. Per questo diciamo: “indietro non si torna!” e non ci stiamo a tornare in progetti di assistenza e di così detta “transizione” di cui abbiamo conosciuto il fallimento nel nostro passato di sfrattati.

Moratoria degli sfratti subito per permettere a quanti si trovano nella condizione di “morosità incolpevole” di evitare il rischio di essere sbattuti fuori casa da ufficiale giudiziario e polizia. C’è la necessità di una grande moratoria accompagnata da un forte investimento di risorse nell’edilizia residenziale pubblica e non di nuovi regolamenti Erp coercitivi ed escludenti le fasce più povere e gli insolventi della nostra società.

Abolizione dell’articolo 5 del Piano Casa così come i bambini e le bambine delle occupazioni abitative di tutta Italia hanno rivendicato venerdì scorso durante un lungo corteo che si è concluso sotto Palazzo Chigi. In quell’occasione Matteo Orfini del Partito Democratico ha promesso che nel prossimo Patto di Stabilità verrà inserito l’emendamento che cancellerà l’infame articolo 5 del Piano Casa. Dalla promesse adesso vogliamo che si passi ai fatti e continueremo a dare battaglia per cancellare per sempre quel maledetto articolo nemico della povertà che ha causato e sta causando grandi dolori e sofferenze per chi è stato costretto ad occupare una casa.

“Prima i poveri!” quindi perché è il tempo che il primato del welfare e delle risorse pubbliche venga destinato a chi davvero ne ha bisogno, e che sempre ultimo non ha conosciuto che austerità micidiale e violenza repressiva. “Prima i poveri!” di ogni origine, italiani o stranieri, perché l’unità fa la forza e la solidarietà è la più grande risorsa che hanno tra le mani sfrattati, occupanti, disoccupati e precari per continuare a lottare e conquistare nuova dignità!

Tutti e tutte in marcia! Casa, reddito e dignità!
Difendiamo e solidarizziamo con le occupazioni abitative sotto sgombero!

Comitato Inquilini Resistenti e Assemblea Occupanti con Social Log

 

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