Il tribunale permanente dei popoli dedicato alla lotta NOTav

La ses­sione del Tri­bu­nale per­ma­nente dei popoli dedi­cata a Tav, grandi opere e diritti fon­da­men­tali dei cit­ta­dini e delle comu­nità locali ini­zia oggi a Torin. Il tema cen­trale è, ovvia­mente, il TAV Torino-Lione: un’opera ciclo­pica deva­stante, di grande impatto ambien­tale, di con­cla­mata inu­ti­lità tra­spor­ti­stica, inso­ste­ni­bile in ter­mini di spesa pub­blica, giu­sti­fi­cata solo da una cul­tura svi­lup­pi­sta ormai ana­cro­ni­stica, da inte­ressi eco­no­mici lob­bi­stici di breve periodo e dalla dispe­ra­zione di un sistema poli­tico ed eco­no­mico inca­pace di dare alla crisi vie di uscita razionali.

Un’opera inol­tre – sarà que­sto il punto prin­ci­pale dell’analisi del Tri­bu­nale dei popoli – decisa in modo auto­ri­ta­rio, pro­vo­cando un movi­mento di oppo­si­zione pro­fon­da­mente radi­cato e capace di mani­fe­sta­zioni con decine di migliaia di per­sone. Que­sto movi­mento è stato siste­ma­ti­ca­mente escluso da ogni con­fronto reale e da ogni deci­sione. L’esclusione delle comu­nità locali da deci­sioni cru­ciali riguar­danti il loro habi­tat, la loro salute, le stesse pro­spet­tive di vita attuali e delle gene­ra­zioni future, è avve­nuta e avviene in Val Susa in un modo esem­plare di un sistema che si ripete con sostan­ziale iden­tità per tutte le grandi opere inu­tili.

Tutto ciò sarà al cen­tro dell’esame del Tri­bu­nale. Ne parliamo con Dana del movimento Notav: Unknown

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