Sorveglianza speciale e obblighi di firma non fermano le lotte

Stamattina abbiamo raggiunto Andrea per un commento sul provvedimento di sorveglianza speciale che è stato comminato a lui e ad altri tre compagni, di cui due sono anche redattori di radio blackout. Le prescrizioni di per sè sono relativamente lievi, e la durata è quella minima per questo tipo di misura (un anno), ma rimane la gravità dell’utilizzo di questo strumento che preclude ai quattro l’attività politica, e anche delle motivazioni che sono state addotte: il giudice infatti  ha scritto nero su bianco che non è la condotta in sè dei sorvegliati a essere pericolosa, in quanto i fatti sono lievi, ma la possibilità attraverso tale condotta di mobilitare strati sociali di “stranieri” e “disadattati” (alla faccia del valore progressivo del conflitto sociale, insomma).

Sulla base di questo ragionamento si legittimano iniziative assurde come quella del gip che tre giorni fa ha stabilito l’obbligo di firma quotidiano nei confronti di 10 compagni/e per un blitz di protesta assolutamente innocuo di alcuni mesi fa nella sede dell’associazione Urban, che gestisce i processi di gentrificazione nel quartiere di Barriera di Milano.

Contro sorveglianza speciale e obblighi di firma verrà fatto ricorso al tribunale del riesame.

Ascolta l’intervista con Andrea:

Unknown

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