Un processo storico contro la violenza sessuale: il caso Guatemala

Guatemala. Venerdì 26 febbraio è stata emessa una sentenza storica per il paese e che ha immediatamente fatto il giro di tutta l’America Latina.

Due militari dell’esercito nazionale guatemalteco, un colonnello e un “comisionado militar”, Esteelmer Reyes Girón e Heriberto Valdez Azij, sono stati condannati a svariati anni di prigione per crimini di lesa umanità, per violenza sessuale e schiavitù sessuale. Probabilmente anche loro verranno salvati dalla Corte Costituzionale, come l’ex generale golpista Rios Montt, dopo il recente processo per genocidio. Resta il fatto che il caso di Sepur Zarco è un caso emblematico dato che riguarda crimini di lesa umanità, all’interno del conflitto armato, durato 36 anni ed è stato portato avanti all’interno del paese.

La centralità di questo processo è da individuare nel fatto che si tratta di un caso di violenza sessuale. A Sepur Zarco, che si trova in una regione nel nord del paese, fu istituito un distaccamento militare di riposo e “ricreazione” per i militari. In questa zona, dal 1982 al 1986, l’esercito guatemalteco fece sparire e uccise numerosi lider contadini che stavano lottando per la terra. Una volta sequestrati e ammazzati, le loro vedove diventarono schiave sessuali e domestiche dei militari.

Il caso è stato portato avanti da 15 donne ed è durato circa 4 anni. Nel 2012 furono raccolte le loro testimonianze come prove “anticipate”. Ora che il processo è terminato erano presenti solamente più 14 donne, dato che una di loro è morta nel corso di questi 4 anni. Uno degli aspetti più importanti di questo processo è che i militari sono stati processati grazie alla forza e alla determinazione di un gruppo di donne che provengono dall’area rurale, che sono indigene maya q’ueqchíes, contadine, povere e analfabete. Il loro percorso è stato sostenuto e accompagnato, nel corso degli ultimi dieci anni, da alcune organizzazioni femministe e da molte compagne e attiviste. Grazie a questo lavoro lento e approfondito il processo è stato preparato con basi molto solide, in ogni suo aspetto.

In un paese eminentemente razzista, classista e misogeno come il Guatemala, questa sentenza rappresenta un precedente molto importante proprio perché riguarda un gruppo di donne che per la maggior parte della popolazione “dominante” non conta assolumente nulla, perché chi ha commesso abusi e violenze durante il conflitto armato è da sempre convinto di poter godere della massima impunità, perché un processo per violenza sessuale e schiavitù sessuale rappresenta un esempio per molte altre donne che vivono o hanno vissuto situazioni di violenza e non riescono a nominare quanto è accaduto. Una sentenza storica perché proprio queste 15 donne ricordano come il tema della violenza sessuale è una questione trasversale che riguarda e colpisce tutte le società, non importa la classe sociale, né lo status, né l’etnia a cui si appartiene, è qualcosa che riguarda tutte le donne.

Ascolta il contributo di Anna e Blanca, due compagne che da molti anni vivono in Guatemala. Il primo link è l’intervista in lingua originale (spagnolo):

Blanca28feb16

Il secondo è la traduzione dell’intervista in italiano:

traduzione_blanca

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