Firenze. Ventimila no all’inceneritore

no inc fiMigliaia di persone hanno attraversato Firenze dal parco di San Donato di Novoli verso piazza della Repubblica. Grande successo per la manifestazione di sabato 14 maggio contro la costruzione dell’inceneritore a Case Passerini. Tantissime associazioni e tantissime persone, provenienti soprattutto dalla Piana, tutte preoccupate per il futuro del proprio territorio e per la salute delle generazioni future. Tantissimi bambini lungo il percorso, al passo insieme ai loro genitori. Manifestanti anche da Brescia e Acerra, dove ci sono grandi impianti per la raccolta di rifiuti. Una manifestazione coloratissima, piena di bandiere e tamburi, striscioni e stendardi..
La gente che ha partecipato, le tante delegazioni dai territori in lotta contro le nocività, hanno detto a chiare lettere che la misura è colma.

Un vi si fa fare! Lo slogan che ha segnato il corteo dimostra che su vita, salute, futuro non c’è spazio per la mediazione: vale solo l’opzione zero.

Non bastava nella piana di Firenze-Prato-Pistoia l’inceneritore di Montale che da quasi 30 anni avvelena con diossina ed altri veleni, i bambini, il latte delle madri, il terreno, gli animali da allevamento, insomma la vita intera delle popolazioni circostanti (l’Arpat, l’Ordine dei Medici di Pistoia e persino i tribunali di Firenze e Milano hanno dichiarato ”inaffidabile” l’impianto di Montale che però continua a funzionare ed anzi ora può incenerire ancora più rifiuti di prima).

Adesso la Città Metropolitana di Firenze, la cui regia sta a Palazzo Vecchio, superati gli ultimi ostacoli politico-amministrativi, si appresta a costruire un nuovo grande inceneritore nell’area di Case Passerini in territorio comunale di Sesto Fiorentino, confinante con il comune di Firenze e molto vicino al comune di Campi Bisenzio.

Si tratta un nuovo mostro destinato a spargere i propri veleni (diossina, Cadmio, Tallio, Piombo, Arsenico, ecc.) nel raggio di 25 chilometri. Dunque, se il progetto non sarà fermato dall’azione diretta popolare, sarà destinato a minare la salute degli abitanti di tutta l’area fiorentina, compresi gli abitanti del centro città, visto che Case Passerini dista 8 chilometri dal Duomo. Da non dimenticare che anche la città di Prato, già funestata da molte altre nocività, sta a pochi chilometri da dove dovrebbe sorgere il nuovo inceneritore.

A subire le maggiori conseguenze, manco a dirlo, sarebbero tutti gli abitanti dei quartieri popolari di Brozzi e delle Piagge che distano poche centinaia di metri dal sito.

Ma a conferma che la questione ambientale è anche una questione di classe, tutta la zona intorno è ad alta densità lavorativa: fabbriche, magazzini, centri commerciali, dove lavorano migliaia di operai, di commessi, di magazzinieri.

Da notare che l’area di Case Passerini è a 18 chilometri dall’inceneritore di Montale, per cui in alcune zone si sommerebbero gli effetti dei due inceneritori. Da notare infine che tutta l’area di Firenze Nord potrebbe essere ulteriormente gravata dai rischi per la salute derivanti dal progetto di ampliamento dell’aeroporto.

Molti esperti da anni denunciano le conseguenze di questi eco-mostri: tumori totali e tumori specifici (linfomi, sarcomi), effetti sui nascituri (malformazioni congenite, basso peso alla nascita, ecc.), ma le istituzioni, asservite ad un sistema sociale e produttivo fondato sul profitto di pochi, fanno orecchie da mercante.

I comuni dell’area fiorentina e la Regione Toscana perseguono da sempre una politica orientata a soddisfare le esigenze delle imprese pubbliche e private, a scapito della salute dei lavoratori e della gran massa di popolazione più povera.

E del resto il governo Renzi con il decreto Sblocca Italia ha dato il via alla costruzione di 8 nuovi inceneritori in tutta Italia (di cui uno è quello previsto a Firenze) e ha dato il via libera all’importazione/esportazione inter-regionale di rifiuti da incenerire, in modo da rendere questi mostri più remunerativi. Così è previsto che la Toscana importerà rifiuti dall’Umbria e dalle Marche.

A gestire questo nuovo mostro sarà una nuova società, la QTHermo composta per il 60% da Quadrifoglio di Firenze (partecipata pubblica di cui la maggioranza è dei comuni della Provincia di Firenze) e per il 40% dalla società emiliana Hera (a maggioranza pubblica) che è la prima società in Italia per tonnellate di rifiuti gestite. Si tratta cioè di aziende specializzate nella produzione di veleni.

I padroni guadagnano più volte sulle spalle delle classi subalterne. Prima sfruttano e inquinano i lavoratori, producendo in maniera barbara e irrazionale. Poi li sfruttano e li inquinano di nuovo, trasformando la gestione dei rifiuti in business.

Per fortuna da tempo sono sorti movimenti e comitati popolari autogestiti contro le nocività.

In particolare l’esperienza delle Mamme No Inceneritore che nell’ultimo anno hanno dato filo da torcere agli avvelenatori istituzionalizzati.

Una realtà veramente popolare e orizzontale, che ha fatto una capillare opera di contro-informazione nei quartieri più degradati e a rischio della città, costruendo grandi iniziative, manifestazioni incisive e contestando in ogni luogo i responsabili istituzionali del progetti.

Ne abbiamo parlato con Tiziano

Ascolta la diretta:

2016-05-17-tiziano-fi-inceneritori

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