“Asfaltatelo come un ferro da stiro!”

Succede a pochi chilometri da Piacenza, non nell’Egitto di Al Sisi. Un lavoratore egiziano, padre di 5 figli,  è stato assassinato ieri notte poco prima di mezzanotte da un crumiro, un conduttore di tir per l’azienda GLS, che ha deciso di forzare un picchetto di lotta, messo in piedi dai lavoratori dopo una lunga contesa sindacale finalizzata ala stabilizazione lavorativa di 13 lavoratori licenziati.

Questo il nodo della contesa. Vien da chiedersi come sia possibile che la vita di un uomo valga così poco… A guidare il tir c’era un 43enne italiano. I colleghi di Abdesselem El Danaf, l’operaio 53enne investito, riportano un particolare agghiacciante: “Il responsabile del magazzino del Gls incitava i camion ad investire i lavoratori che avevano fatto un picchetto davanti ai cancelli dell’azienda. Diceva ‘andate avanti, andate avanti, asfaltatelo come un ferro da stiro'” – racconta in lacrime il fratello.

Mentre gli assessori regionale alle Attività Produttive e al Lavoro (entrambi in quota PD) fanno appello a un’impossibile calma, il Pm incaricato dell’inchiesta (l’autista è per ora indagato per omicidio stradale) già inizia ad avanzare una differente ricostruzione dei fatti: non ci sarebbe stato nessun picchetto…?!?  Si tratterebebe quindi di un omicidio deliberato… o di un puro incidente capitato per caso. Evidenti le volontà politiche di raffreddare una vicenda esplosiva e politicamente indicativa delle relazioni lavorative nel mondo della logistica.

Per oggi pomeriggio sono stati chiamati presidi in numerose città (a Torino l’appuntamento è davanti alla Prefettura alle h 17) mentre già si profila l’ipotesi di un corteo nazionale a Piacenza per questo sabato.

Ai nostri microfoni Maria Teresa del sindacato USB

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