Sciopero nazionale contro GLS dopo l’uccisione di Abd Elsalam. Blocchi anche a Torino

Giornata di mobilitazione nazionale ieri contro la multinazionale GLS dopo l’uccisione di Abd Elsalam, l’operaio di 53 anni travolto e ucciso la settimana scorsa da un camion della ditta durante un picchetto all’esterno della sede di Piacenza.

Dopo il corteo nazionale di sabato a Piacenza e i blocchi dei giorni successivi nei magazzini della logistica di diverse città, la dirigenza GLS ha infine accettato di incontrare il sindacato USB ieri, lunedì 19 settembre. Le richieste sul tavolo erano il reintegro e la stabilizzazione dei 15 lavoratori precari del magazzino di Montale, il reintegro dei 6 lavoratori licenziati  e la richiesta di rispetto delle norme di sicurezza interne allo stabilimento, oltre che un tavolo nazionale nel quale discutere del mancato rispetto del contratto nazionale e  del riconoscimento delle organizzazioni sindacali attive nei magazzini.

Anche Torino ha aderito allo sciopero proclamato dall’USB per tutto il turno di sera della giornata di ieri, per chiedere giustizia per Abd Elsalam e costringere la dirigenza della GLS ad assumersi le proprie responsabilità nella vicenda che ha portato alla sua morte. A partire dalle 20 e fino all’1 di notte lavoratori, sindacato e solidali hanno presidiato i cancelli della sede torinese. Blocchi anche a Roma, Bologna, Milano, Piacenza, Cosenza e Vicenza.
Con Lorenzo dell’USB abbiamo parlato del presidio di Torino e dei prossimi passi della mobilitazione:

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