La Giungla Europa

14716320_548053398718847_4669690850566632309_nE’ cominciato ieri mattina lo sgombero della “Giungla” di Calais, un’enorme baraccopoli dove si sono raggruppati uomini, donne e bambini in viaggio per la Gran Bretagna.
Un viaggio sempre difficile, abbarbicati ai tir, nascosti nelle auto, sempre a rischio della vita e della libertà. Questo viaggio è diventato ancora più arduo dopo la chiusura più secca delle frontiere del Regno Unito e la costruzione del muro lungo la strada che immette nel tunnel sotto la manica.

A Calais, dove, ogni notte ci sono scontri tra chi vuole continuare il viaggio e la polizia armata di lacrimogeni, spray al pepe e granate assordanti Hollande sta tentando la politica del divide et impera per disinnescare una situazione potenzialmente esplosiva. Molti vivono nelle baracche da oltre 18 mesi. Secondo i media nella “Giungla” ci sono fra i 6.400 e gli 8.300 migranti.
Ieri sono partiti 20 pullman con
circa mille migranti a bordo.
Sono quelli che si sono messi in fila per farsi assegnare un posto in un centro di prima accoglienza, strutture gestite da associazioni diverse, sia dai nostri CIE che dai CARA, perché si tratta di luoghi di transito, dove ricevere informazioni e decidere il da farsi.
Molti potrebbero fare richiesta di asilo in Francia, un paese dove la percentuale di respingimenti è altissima.
Probabilmente molti torneranno prima o poi a Calais.
Chi non accetterà di salire sul pullman potrebbe essere sgomberato con la forza. Difficile fare previsioni su quanto accadrà nei prossimi giorni.

1.250 poliziotti sono stati mobilitati per l’operazione, e secondo le previsioni l’evacuazione completa dovrebbe durare una settimana.
Tra i residenti dei comuni che dovranno accoglierli – ad Allex, Saint-Denis-de Cabanne, San Brevin, ci sono state proteste contro il loro arrivo.

Ancora in sospeso la questione dei 1291 ragazzi con meno di 18 anni e senza parenti, cui la Francia dovrebbe garantire accoglienza. Per ora sembra che le autorità francesi stiano provando a farne accettare 400 dalla Gran Bretagna.
Secondo Medici Senza Frontiere, lo sgombero non risolverà la situazione delle persone, di cui molte in fuga da conflitti e regimi autoritari, che cercano di raggiungere l’Inghilterra per riunirsi alle proprie famiglie e che continueranno a tentare la traversata. Molti si costruiranno ripari di fortuna in altri siti nel nord della Francia, in una regione dove la temperatura invernale scende molto al di sotto dello zero.
Hollande, pressato dai crescenti consensi della destra più estrema, gioca la carta più volte buttata sul tavolo dai governanti francesi in questi anni: battere la destra xenofoba sul suo terreno, moltiplicando la repressione.
L’Europa mostra la trama logora dei principi universali che sbandiera alle cerimonie ufficiali, ma che si sciolgono nel fango della Giungla di Calais. La Giungla Europa.

Questa mattina ne abbiamo parlato con il professor Alessandro Dal Lago e con due attiviste antirazziste che si trovano a Calais.

Purtroppo per un guasto è andata persa parte dell’intervista a Dal Lago e quasi interamente quella a alle due compagne.

Vi proponiamo il frammento che resta:

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