Dalla Val Susa alle popolazioni terremotate: aggiornamenti dal centro italia

Immediatamente dopo il terremoto che ha colpito il centro Italia dalla Val di Susa si è mossa una carovana di aiuti per le popolazioni colpite da catastrofi che di naturale hanno ben poco. Le risorse pubbliche e private vengono destinate a grandi opere inutili come la linea Torino-Lione mentre la messa in sicurezza del territorio viene relegata in secondo piano, con conseguenze catastrofiche che sono sotto gli occhi di tutti. Dire NO al Tav significa anche non farsi intrappolare nel dispositivo dell’emergenza che tutto cancella tra ipocriti lacrimoni, significa anche dire che la solidarietà non è parole vuote e SMS ma fattiva vicinanza tra i territori in lotta per non scomparire!

In particolare le Brigate di Solidarietà Attiva (BSA), raggiunte da alcuni compagni notav, si stanno concentrando su come permettere alle popolazioni colpite di restare nel proprio territorio, sfuggendo cosi alle pressioni di chi vorrebbe i terremotati una mera posizione di ricettori di aiuti che delegano alle autorità la gestione della propria vita quotidiana.

Ne abbiamo parlato un Andrea, un compagno del movimento popolare che ha raggiunto le Brigate di solidarietà attiva:

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