Il ministro Minniti a Tripoli per un nuovo accordo sui migranti tra Italia e Libia

Nei giorni scorsi il ministro dell’interno, Marco Minniti, si è recato a Tripoli per gettare le basi di un accordo con il governo di unità nazionale libico di Fayez al Serraj (l’unica autorità nazionale libica riconosciuta dall’Italia) sulla gestione dell’immigrazione, il controllo delle frontiere e il contrasto al traffico di esseri umani. Stando a quanto dichiarato dal ministro, l’accordo si muoverà in tre direzioni principali: la stabilizzazione del paese, il contrasto al traffico di esseri umani e la cooperazione contro il terrorismo. L’Italia ha promesso di aiutare la Libia a chiudere il confine meridionale del paese, quello con il Niger, da cui transitano la maggior parte dei migranti che entrano nel paese dall’Africa subsahariana.

 

L’accordo il governo Gentiloni e quello di unità nazionale libico sui migranti dovrebbe ricalcare gli accordi che l’Italia ha stipulato in passato con Tripoli: quello del 2008 (sottoscritto dall’allora ministro dell’interno Roberto Maroni) e quello del 2012.

 

Insomma, l’ennesima intesa che per impedire gli arrivi sulle coste europee dovrebbe facilitare l’arresto dei migranti che dalla Libia tentano di attraversare le acque del Mediterraneo, ad oggi la rotta più pericolosa del mondo sulla quale solo lo scorso anno si sono contati oltre 4000 tra morti e dispersi.

 

Ne abbiamo parlato con Fulvio Vassallo, avvocato e presidente dell’associazione Diritti e Frontiere:

vassallo_migranti

 

Successivamente abbiamo commentato la notizia anche con Nancy Porsia, giornalista freelance di base in Libia, a partire dal Memorandum of Understanding tra Italia e Libia approvato lo scorso giugno:

nancy_migranti

 

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