Il mondo multipolare e la nuova geopolitica

Dappertutto risuona il canto del cigno della globalizzazione. O meglio, sembra di vedere il mondo alla rovescia. Con il neo presidente degli Stati  Uniti a parlare di un nuovo corso isolazionista per gli Usa e il suo omologo cinese a spiegare che la globalizzazione è un bene ma va governata. Tutto sta a capirsi sulle parole. La globalizzazione è il riflesso dell’accresciuta interdipendenza tra le nazioni, della loro continua interazione economica, della liquidità della finanza oppure è una precisa intenzionalità politica con una precisa leadership, ovvero quella angloamericana? Qualunque sia la vostra risposta, ci dice Fagan, il paradigma è mutato. Il politico (nella fattispecie la geopolitica) e non l’economico è il nuovo principio ordinatore in questo processo epocale di cambiamento.

Questa tesi è al centro di una interessante riflessione contenuta nel nuovo libro di Pierluigi Fagan appena uscito per Fazi Editore e intitolato “Verso un mondo multipolare. Il gioco di tutti i giochi nell’era Trump”.

 

Qui sotto la nostra chiacchierata di questa mattina con Pierluigi Fagan

 

Fagan

 

 

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