USA. Flynn se ne è andato, le controversie no

La sera del 13 febbraio il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca Michael Flynn si è dimesso ammettendo di avere «inavvertitamente dato informazioni imprecise» al vicepresidente Mike Pence e alla stampa sulle sue conversazioni con l’ambasciatore della Russia negli Stati Uniti, Sergey Kislyak. In alcune telefonate avvenute prima dell’insediamento del presidente Donald Trump, Flynn ha parlato con Kislyak delle sanzioni alla Russia decise da Obama, sebbene all’epoca fosse ancora un semplice privato cittadino, e poi lo aveva nascosto a Pence e alla stampa, almeno per quel che ne sappiamo adesso.

Le analisi che i principali giornali americani hanno fatto su questa situazione suggeriscono che all’interno dell’amministrazione Trump ci sia molta confusione, che forse sarà tratto caratterizzante della corrente amministrazione presidenziale, almeno a giudicare dalle sue prime settimane.

Abbiamo sentito Martino Mazzonis, giornalista del quotidiano Left   mazzonis_usa

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