Alitalia. Il piano viene da lontano… ma non va lontano

Non foss’altro che per ragioni economiche della loro sporca economia liberista, avrebbe molto più senso potenziare una compagnia per la quale è stata più volte applicata una cura da… pegaso, trattandosi di cavallo semmai alato. Invece dai “capitani coraggiosi” (senz’arte né parte) agli sceicchi di Ethiad (che hanno imposto Montezemolo per smantellare con assoluta certezza quello che rimaneva) nessuno è stato in grado di avere la lungimiranza di applicare strategie vincenti; ma si tratta di assenza di accortezza, o non piuttosto di un preciso piano che si radica nella decisione di ridimensionare Alitalia per lasciare spazio ad altre compagnie, riducendola a testimonianza per voli a prezzi ridotti, tentando un’impossibile concorrenza ad aziende nate e cresciute senza contratti di lavoro seri, senza tasse né le spese di struttura? I concorrenti diretti hanno fatto le scelte opposte, perdendo sul mercato interno, ma rifacendosi sulle lunghe tratte; invece Alitalia dismette anche aeromobili, rotte, know how, quell’esperienza che tornerebbe molto utile per sostenere allo stesso tempo il turismo – traendone vantaggio (anche andando a prendere direttamente a casa potenziali clienti, senza farli passare da vettori e hub stranieri) – e la più grossa impresa del Centrosud italiano.

Invece si chiedono esuberi: dopo la cura dimagrante dei “capitani coraggiosi” di Berlusconi (gli stessi chiamati da D’Alema per la Telecom) e quella successiva voluta dagli arabi per farsi regalare la compagnia, di nuovo si cerca di galleggiare, pretendendo dimezzamenti di posti e stipendi, tanto che persino i confederali hanno indetto uno sciopero per il 5 aprile a fronte di 2037 esuberi richiesti tra il personale di terra e quasi altri mille negli altri comparti.

Ne abbiamo parlato con Antonio Amoroso, responsabile Cub per il settore del trasporto e dipendente Alitalia di quel comparto informatico che avrebbe potuto diventare un potente organismo in grado di vendere servizi all’estero se si fosse seguito il suggerimento di riunificare i servizi informatici dei trasporti. La richiesta proveniente dal suo sindacato è quella di nazionalizzare Alitalia, unica soluzione percorribile con buone probabilità di successo e di salvaguardia dei livelli occupazionali, ipotizzando anche un rilancio della compagnia, anziché esternalizzazioni, tagli salariali, precari lasciati scadere ed esuberi, contro tutto questo lunedì 20 marzo è indetto uno sciopero di 24 ore di tutti i lavoratori Alitalia, con presidio allo scalo di Fiumicino del Terminal 1 alle ore 10.

La Cub torinese ha indetto un presidio a Torino per questa giornata di lotta all’angolo tra via Sacchi e corso Vittorio tra le 17  e le 19.

Alitalia

 

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