Israele sempre più a destra, nuovi spazi per il BDS

Con gli ultimi sviluppi tra cui la legge varata dalla Knesset che ufficializza il divieto di ingresso agli attivisti BDS e il possibile spostamento dell’ambasciata USA a Gerusalemme come promesso dal suprematista bianco Trump, Israele si sposta sempre più a destra e la situazione in Palestina è sempre più quella di uno stato di apartheid di stampo sudafricano, aggravata dalla presenza di milioni di profughi palestinesi fuori dei confini.

E poichè l’asse Trump-Netanyahu non è gradita anche a diverse correnti del capitalismo europeo e mondiale, è possibile che nei prossimi tempi si aprano ampi spazi politici per il movimento BDS (Boicottaggio Disinvestimenti e Sanzioni). Qualche avvisaglia viene anche da Torino dove la settimana internazionale contro l’apartheid israeliana ha avuto un buona partecipazione e la mozione Stop Technion, che approderà domani al senato accademico dell’Università, ha ricevuto l’appoggio di diversi docenti.

Rimane fondamentale mantenere il carattere di mobilitazione dal basso di questo movimento: oggi alle 17 incontro al Campus Einaudi con Ilaria Bertazzi, ricercatrice (e redattrice dell’info di blackout) che ha rifiutato un post-dottorato con un’università israeliana, e domani alle 14 presidio al rettorato di via Verdi in concomitanza con la discussione della mozione.

Ascolta l’intervista di stamattina con Charlotte di Progetto Palestina – Studenti contro il Technion:

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