Contro il Tap

La lotta contro il Tap ha subito un’accelerata il 20 marzo scorso quando è iniziato l’ espianto degli ulivi a San Foca di Melendugno per alcuni lavori inerenti al gasdotto. Immediata è stata la risposta da parte delle persone del luogo che, anche se inizialmente con dei numeri bassi, sono riuscite a impedire che i lavori proseguissero. Nelle ore e nelle giornate successive il fronte del No, sicuramente molto variegato ma disposto a mettersi in strada per fermare i camion si è andato ingrossando, ma a fianco della popolazione del luogo, arrabbiata e determinata a non subir più sulla propria pelle i danni nefasti della rapina delle risorse del territorio e della sua devastazione, sono sopraggiunti anche altri soggetti istituzionali e non, a cavalcare la protesta.

Dopo oltre 20 giorni di lotta determinata durante i quali l’accesso all’area è stata bloccata dai manifestanti e dopo numerose incursioni notturne di Scazzamurrieddhru, folletto del luogo contrario all’opera che ha divelto una parte delle reti messe a protezione dell’area, il Tar del Lazio ha sospeso l’autorizzazione all’espianto fino al 19 aprile e le parti istituzionali della protesta hanno cantato vittoria vedendo riaffermata la legittimità dello Stato e delle sue leggi.

Ma la lotta non è finita anzi e si deve difendere sia dai nemici esterni che stanno già riorganizzandosi, sia da quelli interni che hanno interesse a pompierare e dirigere la protesta.

Ne abbiamo parlato con una compagna del luogo.

Ascolta la diretta:

 

NoTap

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