Daspo urbano: preludio a periferie slum con i decreti Minniti-Orlando

Avevamo urgenza di affrontare questi argomenti che si affastellavano uno dietro l’altro per l’indefessa attività governativa, impegnata a produrre controllo e regole di contenimento per una prevedibile ondata di malcontento, facendo il lavoro sporco per un futuro governo meno libero di erodere diritti. Cercando di capire come si manifesta e da dove proviene la spinta a creare ulteriori forme di discariche umane, alla creazione di slum ai margini degli agglomerati urbani dove relegare i marginali e perseguire chi si oppone a questa marginalizzazione, le etnie da sempre guardate con sospetto e i migranti a cui si applicano regole diverse, con la sfrontatezza di dimostrare come sostituendo la commissione iniziale con il primo grado di giudizio si mantengono i numeri di appelli possibili e non risulta nemmeno essere quell’apartheid che in effetti è, perché qui da noi non esiste ufficialmente la “discriminazione razziale”, come non esiste il reato di tortura e quindi non è rubricabile il gesto come tale.

Per comprendere meglio le trappole che si nascondono nelle molte ipocrisie ordite dai due dicasteri retti da Minniti e Orlando con i loro decreti e scoprire in che direzione muoversi per difendersi da questa ondata di restrizioni di libertà e modelli di società perseguiti dal disegno governativo (che attribuiscono ulteriori poteri a sceriffi che possono rivelarsi feroci come il sindaco di Ventimiglia) abbiamo interpellato un avvocato molto lucido e analitico: Gianluca Vitale

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